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Il trasferimento Bitcoin del Lazarus Group da 7,7 milioni finisce in wallet ignoti

Il Lazarus Group ha spostato 121,5 BTC del valore di circa 7,74 milioni di dollari verso due wallet sconosciuti, e nessuno sa ancora dove quei fondi siano diretti. Il trasferimento Bitcoin del Lazarus Group è stato intercettato quasi in tempo reale dalle piattaforme di tracciamento on-chain Arkham Intelligence e Lookonchain, che hanno confermato come i fondi provenissero da un wallet riconducibile al gruppo nordcoreano. La destinazione finale, però, rimane ignota.

Punti chiave

  • Lazarus Group ha spostato 121,5 BTC (circa 7,74 milioni di dollari) verso due wallet non identificati, rilevato da Arkham Intelligence e Lookonchain.
  • Nel primo semestre del 2026, il gruppo ha sottratto circa 609 milioni di dollari, pari al 55% delle perdite totali da furti crypto nel periodo.
  • I due attacchi più grandi dell’anno hanno colpito KelpDAO (292 milioni) e Drift Protocol (285 milioni).
  • Le chiavi private compromesse hanno causato il 74% di tutti i fondi rubati nel 2026.
  • Il CLARITY Act, sostenuto dalla senatrice Cynthia Lummis, punta a rafforzare i poteri di congelamento degli asset e le sanzioni contro gruppi come Lazarus.

Lazarus Group sposta 7,7 milioni di dollari in Bitcoin verso wallet sconosciuti

Il movimento è avvenuto circa un’ora prima del rilevamento. Non c’è conferma che i Bitcoin siano stati trasferiti verso exchange o servizi di mixing, ma gli investigatori blockchain stanno monitorando attivamente i fondi alla ricerca di segnali di riciclaggio o tentativi di conversione in valuta fiat.

Il fatto che il gruppo gestisca attivamente le proprie riserve crypto — anche in assenza di un attacco immediato — è di per sé un segnale. Lazarus non muove fondi per caso: ogni trasferimento è parte di una strategia operativa consolidata, costruita in anni di pratiche di laundering su blockchain.

Sospetti di riciclaggio: cosa dicono gli esperti

Dato il profilo storico del gruppo, gli analisti di sicurezza interpretano ogni movimento di fondi come potenzialmente legato ad attività di riciclaggio. Non è una speculazione: è un pattern documentato. Lazarus ha utilizzato in passato una combinazione di mixer, bridge cross-chain e exchange con scarsi controlli KYC per convertire asset rubati in fondi utilizzabili dal regime nordcoreano.

La destinazione dei 121,5 BTC rimane sconosciuta. E questo, per chi monitora la sicurezza dell’ecosistema crypto, è esattamente il problema.

Il ruolo di Lazarus Group nei furti crypto del 2026

Il trasferimento arriva in un contesto già allarmante. Il primo semestre del 2026 è stato il peggior periodo di sei mesi mai registrato per gli attacchi informatici nel settore crypto, secondo il report di sicurezza di Blockaid.

I numeri parlano chiaro: 212 exploit documentati, perdite totali per 1,1 miliardi di dollari — più di 3,4 volte il numero di incidenti registrati nell’intero 2025. Di questi, Lazarus Group da solo ha causato circa 609 milioni di dollari in danni, pari a quasi il 55% del totale.

I due attacchi più grandi dell’anno

I colpi più devastanti del 2026 portano entrambi la firma del gruppo nordcoreano:

  • KelpDAO: 292 milioni di dollari sottratti
  • Drift Protocol: 285 milioni di dollari

Insieme, queste due violazioni rappresentano 577 milioni di dollari in fondi rubati. Una concentrazione di danni che non ha precedenti nel settore DeFi.

Vulnerabilità nella sicurezza dei wallet: il problema delle chiavi private

Il report di Blockaid ha identificato una causa ricorrente dietro la maggior parte dei furti: le chiavi private compromesse hanno causato il 74% di tutti i fondi rubati nel 2026. Non exploit sofisticati dei protocolli, non attacchi zero-day: nella maggior parte dei casi, il punto di ingresso è stato il controllo delle chiavi di accesso ai wallet.

Questo dato ha implicazioni dirette per chi opera nel settore. La sicurezza infrastrutturale dei protocolli è migliorata, ma la gestione delle chiavi private rimane il tallone d’Achille dell’intero ecosistema.

C’è anche una novità inquietante sul fronte tecnologico: Blockaid ha documentato il primo exploit di AI prompt injection mai registrato in DeFi. Un attaccante ha manipolato un agente crypto basato su intelligenza artificiale inducendolo ad approvare una transazione fraudolenta da 216.000 dollari. È un vettore d’attacco completamente nuovo, e la sua scala potenziale è ancora tutta da misurare.

Risposta legislativa USA: il CLARITY Act

Sul fronte regolatorio, il Congresso americano sta cercando di rispondere con strumenti legislativi concreti. Il CLARITY Act — formalmente H.R. 3633 — è il principale disegno di legge sulla struttura del mercato degli asset digitali attualmente in discussione al Senato.

La senatrice Cynthia Lummis e le sanzioni contro Lazarus

La senatrice Cynthia Lummis ha indicato esplicitamente il Lazarus Group come bersaglio della legislazione, affermando che il provvedimento colma le lacune normative che hanno permesso al gruppo di sottrarre un totale stimato di 6,75 miliardi di dollari in crypto nel corso degli anni.

Secondo Lummis, il testo introduce strumenti più efficaci per il congelamento degli asset e amplia i poteri sanzionatori, fornendo agli exchange e al U.S. Treasury maggiore capacità di bloccare transazioni sospette prima che i fondi vengano trasferiti all’estero. Tre sezioni specifiche del disegno di legge sono state indicate come centrali: la Sezione 201 applica le norme Bank Secrecy Act e antiriciclaggio alle aziende crypto; la Sezione 303 aggiunge autorità sanzionatorie mirate; la Sezione 305 consente agli exchange di congelare fondi legati ad attività sospette, a condizione di collaborare con le forze dell’ordine.

Poteri regolatori per bloccare transazioni crypto sospette

Il disegno di legge ha già superato la Camera con supporto bipartisan ed è stato avanzato dalla commissione bancaria del Senato. Il 22 luglio i repubblicani al Senato hanno pubblicato una bozza unificata che aggiunge norme etiche e linguaggio sull’illecito finanziario. Tuttavia, il leader della maggioranza al Senato John Thune ha dichiarato di non aspettarsi un voto finale prima della pausa di agosto.

I trader su Polymarket prezzano attualmente la probabilità di approvazione nel 2026 tra il 33% e il 37%, in calo rispetto all’oltre 80% di febbraio. Se il voto slittasse, il disegno di legge si troverebbe a competere con il calendario elettorale di metà mandato — un contesto in cui lo spazio politico per legislazione crypto si restringe significativamente.

La tensione tra urgenza operativa e lentezza legislativa è il vero nodo irrisolto di questa storia. Lazarus muove Bitcoin oggi. Il CLARITY Act, se mai passerà, arriverà dopo. E nel frattempo, 121,5 BTC sono diretti verso una destinazione che nessuno conosce ancora.

FAQ

Quanti Bitcoin ha spostato di recente il Lazarus Group?

Il Lazarus Group ha trasferito circa 121,5 BTC, per un valore di circa 7,74 milioni di dollari, verso due wallet non identificati.

Qual è lo scopo sospetto del trasferimento Bitcoin da parte del Lazarus Group?

Lo scopo esatto del trasferimento è sconosciuto, ma gli esperti di sicurezza sospettano che sia collegato ad attività di riciclaggio, considerata la lunga storia del gruppo in questo tipo di operazioni.

Quanto ha pesato il Lazarus Group sui furti crypto nel 2026?

Nel primo semestre del 2026, il Lazarus Group ha causato circa il 55% delle perdite totali da furti crypto, sottraendo approssimativamente 609 milioni di dollari.

Quali misure legislative sta adottando gli Stati Uniti per contrastare il riciclaggio crypto da parte di gruppi come Lazarus?

Il CLARITY Act, sostenuto dalla senatrice Cynthia Lummis, punta a rafforzare i poteri di congelamento degli asset e le sanzioni, dando a exchange e U.S. Treasury maggiori strumenti per bloccare transazioni crypto sospette prima che i fondi vengano spostati all’estero.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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