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Bybit cita in giudizio la Corea del Nord per l’hack da 1,5 miliardi di dollari

Bybit ha deciso di portare la battaglia in tribunale. L’exchange, colpito lo scorso anno da uno dei furti più clamorosi nella storia delle crypto, ha avviato una causa civile contro la Corea del Nord, i suoi servizi segreti e il collettivo hacker che secondo l’azienda ha orchestrato il colpo. L’hack Bybit da 1,5 miliardi di dollari torna così al centro dell’attenzione, non più solo come cronaca di un furto, ma come terreno di scontro legale che potrebbe fare scuola per l’intero settore.

La causa di Bybit contro Nord Corea e Lazarus Group

Bybit ha presentato una denuncia formale contro la Repubblica Popolare Democratica di Corea (DPRK), la sua agenzia di intelligence Reconnaissance General Bureau (RGB) e il Lazarus Group, il collettivo hacker legato a Pyongyang ritenuto responsabile del furto. La mossa segna un cambio di passo: dopo mesi di indagini e collaborazioni con le autorità, l’exchange ha scelto la via giudiziaria per inseguire direttamente i responsabili.

Dettagli della causa civile

Il deposito degli atti arriva dopo che Bybit ha lavorato a lungo con investigatori, altri exchange, regolatori e forze dell’ordine. La società, secondo quanto riportato, punta a ottenere un riconoscimento formale della responsabilità di Pyongyang, aprendo la strada a future azioni di recupero patrimoniale contro entità legate al regime nordcoreano.

Documenti legali e giurisdizione

La causa è stata depositata presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, una scelta che riflette la volontà di sfruttare il sistema giudiziario americano, spesso utilizzato in casi di cybercrime internazionale legato a sanzioni e sicurezza nazionale.

L’hack da 1,5 miliardi di dollari in criptovalute

Il furto risale al 21 febbraio 2025, quando il gruppo sponsorizzato dallo stato nordcoreano ha sottratto circa 1,5 miliardi di dollari in Ethereum, per un totale di oltre 400.000 ETH e stETH, dall’exchange con sede a Dubai. È stato definito il più grande furto di criptovalute della storia.

Data e dimensioni del furto

La cifra sottratta a Bybit non è un episodio isolato, ma rappresenta la parte più consistente di un bottino ancora più ampio. Il colpo ha contribuito in maniera decisiva ai 2,02 miliardi di dollari in crypto rubati dalla Corea del Nord nel corso dell’anno.

Colpevoli e contesto storico

Il Lazarus Group è da tempo identificato dagli analisti come lo strumento principale attraverso cui Pyongyang finanzia le proprie attività, incluso il programma di armamenti. Si tratta di un’accusa ricorrente nel settore della sicurezza informatica, anche se non ancora provata in sede giudiziaria in questo specifico procedimento.

Crimini crypto legati alla Nord Corea

Secondo i dati di Chainalysis, gli hacker nordcoreani hanno sottratto complessivamente 6,75 miliardi di dollari in criptovalute nel corso degli anni. Un numero che colloca il regime tra gli attori più aggressivi e sistematici nel campo del furto digitale, con implicazioni che vanno ben oltre il singolo episodio Bybit.

Perché conta questo dato: non parliamo di un attacco isolato, ma di una strategia di finanziamento statale che usa le crypto come canale alternativo alle sanzioni economiche tradizionali. Per il settore, ogni nuovo episodio rafforza la pressione su exchange e regolatori affinché irrigidiscano i controlli su custodia e tracciabilità dei fondi.

Congelamento degli asset e tentativi di recupero

Bybit ha ottenuto un’ingiunzione preliminare da un tribunale federale che blocca il trasferimento o la vendita di asset rubati detenuti da soggetti ancora non identificati, indicati negli atti come John Doe defendants. È un passaggio legale significativo, perché congela concretamente parte del bottino mentre la causa prosegue.

Dettagli del sequestro preliminare

Il provvedimento impedisce ai destinatari dell’ordine di muovere o cedere gli asset identificati come rubati. Bybit ha precisato che continuerà a chiedere ulteriori tutele al tribunale, segnale che la strategia legale è ancora in fase di sviluppo e non si esaurisce con questo primo risultato.

Obiettivi di recupero e azioni di Bybit

L’azienda ha dichiarato che l’ordine serve a preservare gli asset digitali identificati come rubati durante il proseguimento del contenzioso, rappresentando un passo importante negli sforzi per recuperare fondi, sostenere le indagini delle forze dell’ordine internazionali e rafforzare la responsabilità per crimini informatici su larga scala. Bybit ha inoltre chiarito che l’azione civile viene condotta in modo indipendente rispetto alle indagini penali in corso da parte delle autorità statunitensi.

Dichiarazioni della leadership di Bybit

Ben Zhou, co-fondatore e CEO di Bybit, ha commentato che l’obiettivo dell’azienda non è mai cambiato: proteggere prima gli utenti, recuperare ciò che è possibile e assicurarsi che chi sta dietro questi attacchi venga ritenuto responsabile. Zhou ha aggiunto che l’attacco del Lazarus Group non ha colpito solo Bybit, ma la fiducia in tutto il settore, motivo per cui l’azienda ha lavorato a stretto contatto con investigatori, exchange, regolatori, forze dell’ordine e ora anche con i tribunali.

Qui si misura il vero significato della mossa legale: per un settore ancora percepito come vulnerabile agli attacchi statali, dimostrare che è possibile congelare asset rubati e portare in tribunale attori legati a uno stato sovrano rappresenta un precedente che altri exchange potrebbero voler seguire. Resta da vedere quanto sarà effettivamente eseguibile il congelamento su scala internazionale, dato che i fondi rubati spesso transitano attraverso giurisdizioni difficili da raggiungere per la giustizia americana.

FAQ

Chi ha citato in giudizio Bybit per il furto di criptovalute da 1,5 miliardi di dollari?

Bybit ha presentato una causa civile contro la Repubblica Popolare Democratica di Corea (DPRK), la sua agenzia di intelligence Reconnaissance General Bureau (RGB) e il Lazarus Group.

Cosa è stato rubato nell’hack Bybit e quando è avvenuto?

Il 21 febbraio 2025 il Lazarus Group ha sottratto circa 1,5 miliardi di dollari in Ethereum, includendo oltre 400.000 ETH e stETH, dall’exchange Bybit.

Quali misure legali ha ottenuto Bybit dopo l’attacco?

Bybit ha ottenuto un’ingiunzione preliminare da un tribunale federale che congela gli asset rubati detenuti da soggetti non identificati, impedendone il trasferimento o la vendita durante il procedimento.

La causa civile è collegata alle indagini penali in corso?

No, l’azione civile di Bybit viene condotta in modo indipendente rispetto alle indagini penali in corso da parte delle autorità statunitensi.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo
Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.
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