HomeBlockchainRegolamentazioneCZ: tasso attività illegale crypto allo 0,0014%, sotto le banche

CZ: tasso attività illegale crypto allo 0,0014%, sotto le banche

Quanto crimine si nasconde davvero dentro il mondo delle crypto? Secondo Changpeng Zhao, il fondatore di Binance conosciuto come CZ, la risposta smentisce uno dei luoghi comuni più ripetuti degli ultimi anni. Parlando il 31 luglio 2026 all’ASEAN Tech Summit, CZ ha sostenuto che il tasso di attività illegale crypto si ferma intorno allo 0,0014% delle transazioni, una percentuale minima se confrontata con il 2%-5% stimato per la finanza tradizionale.

Punti chiave

  • CZ ha dichiarato che l’attività illegale rappresenta circa lo 0,0014% delle transazioni crypto.
  • La finanza tradizionale registrerebbe invece un tasso stimato tra il 2% e il 5%.
  • Secondo CZ, la trasparenza della blockchain rende più semplice analizzare e monitorare i flussi di fondi.
  • Il fondatore di Binance separa la tecnologia blockchain dall’uso criminale che alcuni ne fanno.
  • La dichiarazione è arrivata durante un’intervista all’ASEAN Tech Summit del 31 luglio 2026.

CZ ribalta la narrativa sul crimine nelle crypto

Il settore crypto ha subito per anni l’accusa di essere un terreno fertile per riciclaggio e transazioni illecite. CZ ha scelto di affrontare direttamente questa critica, portando sul tavolo numeri che raccontano una storia diversa da quella comunemente diffusa.

Le dichiarazioni al ASEAN Tech Summit

Durante l’intervista rilasciata all’evento, CZ ha spiegato che i dati disponibili contraddicono la percezione pubblica sul rischio criminale legato agli asset digitali. La sede scelta, l’ASEAN Tech Summit, non è casuale: un contesto tecnologico regionale in cui il tema della regolamentazione crypto resta centrale per governi e operatori del settore.

Confronto tasso attività illegale crypto e finanza tradizionale

Il cuore dell’argomentazione di CZ sta nel confronto numerico. Se l’attività illegale nelle crypto si attesta attorno allo 0,0014%, il sistema finanziario tradizionale mostrerebbe un’incidenza compresa tra il 2% e il 5%, secondo le stime riportate. Questo significa che, prendendo per buoni questi valori, il fenomeno del crimine finanziario risulterebbe proporzionalmente molto più marginale nel mondo crypto rispetto a banche e circuiti fiat.

Perché conta questo confronto? Perché mette in discussione la logica con cui spesso i regolatori giustificano interventi restrittivi sull’intero settore, quando i dati suggerirebbero che il problema del crimine finanziario non è specifico delle crypto, ma trasversale a tutto il sistema economico globale.

La trasparenza della blockchain come argine al crimine

Secondo CZ, la spiegazione di questo scarto tra i due tassi risiede nella natura stessa della tecnologia. La trasparenza blockchain renderebbe più difficile, non più facile, condurre attività illecite su larga scala senza lasciare traccia.

Come la blockchain aiuta a monitorare i flussi di fondi

Ogni transazione registrata su una blockchain pubblica resta visibile e verificabile nel tempo. Questa caratteristica, ha spiegato CZ, permette di analizzare e monitorare i movimenti di capitale con un livello di dettaglio che i sistemi bancari tradizionali, più opachi per definizione, non offrono con la stessa facilità. La tracciabilità dei fondi diventa così uno strumento investigativo, non un rischio aggiuntivo.

Perché la tecnologia non è il problema

CZ ha insistito su un punto concettuale: l’attività criminale va separata dalla tecnologia che la ospita. Il fatto che alcuni criminali utilizzino contante o conti bancari non significa che il sistema bancario o le valute fiat siano di per sé il problema. Lo stesso principio, secondo il fondatore di Binance, dovrebbe valere per la blockchain: la tecnologia è neutra, mentre la responsabilità resta di chi la utilizza per scopi illeciti.

FAQ

Qual è il tasso stimato di attività illegale nelle transazioni crypto?

Secondo il fondatore di Binance CZ, l’attività illegale rappresenta circa lo 0,0014% delle transazioni crypto.

Come si confronta il tasso di attività illegale crypto con quello della finanza tradizionale?

Il tasso di attività illegale nella finanza tradizionale è stimato tra il 2% e il 5%, una percentuale significativamente più alta dello 0,0014% registrato nelle crypto.

Perché CZ sostiene che la blockchain riduce i tassi di attività illegale?

CZ sottolinea che la trasparenza e la tracciabilità della blockchain rendono più semplice analizzare e monitorare i flussi di fondi, riducendo così lo spazio per l’attività illegale.

CZ ritiene che la tecnologia stessa sia responsabile delle attività illecite?

No, CZ afferma che l’attività criminale va separata dalla tecnologia stessa, e che l’uso di contante o banche da parte dei criminali non rende quei sistemi il problema.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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