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Bacco e Blockchain oggi sposi. Nel Made in Italy
Bacco e Blockchain oggi sposi. Nel Made in Italy
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Bacco e Blockchain oggi sposi. Nel Made in Italy

By Amelia Tomasicchio - 21 Apr 2018

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In vino veritas. Figuriamoci quando va sulla blockchain.

Discorsi da ubriachi? Niente affatto.

La Cantina Volpone è infatti la prima azienda vinicola italiana ad usare la blockchain del vino con l’obiettivo di certificare la qualità e l’origine geografica.

I nasi e i palati dei sommelier avranno così un potente strumento per non farsi trarre in inganno. E soprattutto, le persone normali e senza una speciale cultura del vino, potranno accertarsi di molte cose, al di là di quanto scritto sull’etichetta.   

Bacco e Blockchain oggi sposi. Nel Made in Italy

Per cantina Volpone il sodalizio con la blockchain è avvenuto grazie alla partnership con una startup attiva nel mondo delle soluzioni informatiche del food EzLab e il colosso Ernst Young Italia (EY).

Come funziona

Immaginate di acquistare delle bottiglie di Falanghina, uno dei prodotti di punta della cantina pugliese.

Grazie a un QR code stampato sull’etichetta della bottiglia, tutte le informazioni relative alla produzione del vino sono raccolte sulla blockchain e quindi condivise in modo trasparente e tracciabile grazie all’utilizzo di Ethereum.

Questa carta d’identità digitale del vino rappresenta un’opportunità essenziale per combattere contro i ribassi dei prezzi creati da prodotti stranieri che, non a caso, falsificano i prodotti made in Italy.

“Il tutto è stato collegato al mondo fisico attraverso la registrazione della firma digitale del proprietario della società, in modo che non ci sia un altro individuo che possa essere in grado di registrare qualcosa utilizzando il nome Volpone”, spiega Gerardo Volpone, Senior Consultant di EY e responsabile della cantina.

Bacco e Blockchain oggi sposi. Nel Made in Italy

Quanto è importante la tracciabilità

C’è un interesse mondiale crescente dei consumatori verso i prodotti tracciabili: ben il 74% si considera influenzato nell’acquisto dal fatto di avere delle informazioni, mentre il 60% controlla tutte le etichette dei prodotti.

Inoltre, 9 consumatori su 10 affermano di voler sapere di più circa la produzione del vino Made in Italy e sui criteri di certificazione di questa bevanda alcolica. Addirittura il 70% spiega che è disposto a pagare di più per un prodotto a condizione che la provenienza sia garantita con trasparenza.

Bacco e Blockchain oggi sposi. Nel Made in Italy

Altri use case di blockchain nel settore del vino

Esiste anche un’altra iniziativa italiana che lega la tecnologia blockchain al mondo del vino. Si tratta di My Story, soluzione  ideata da Dnv GI per tracciare tutto, dalla vite alla bottiglia.

Anche in questo caso la blockchain si dimostra una tecnologia che non si applica solo alle transazioni finanziarie, ma permette di registrare qualunque tipo di informazioni, aiutando a creare fiducia anche nel settore della produzione commerciale, specie dove questa è il frutto di numerosi passaggi. Non resta che augurare a tutti: prosit!

Amelia Tomasicchio
Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist.

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