DICE Money, un’alternativa meno costosa alle ICO
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DICE Money, un’alternativa meno costosa alle ICO

By Fabio Lugano - 23 Mag 2018

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Attorno alle ICO si è creata una vera e propria industria che rende spesso molto costosa l’emissione di un token dalla blockchain.

Marketing, distribuzione, la stessa procedura di mining sta diventando un onere economico non affrontabile, soprattutto quando l’obiettivo è di piccole dimensioni.

L’informatico Kostantin Dimitrov si è posto il problema e ha creato DICE Money, per far fronte a queste necessità.

DICE deriva dalla crasi delle parole Digital e Certificate, e si presenta come un’unità di conto digitale all’interno della quale sono contenuti i dati codificati di carattere identificativo, oltre all’indicazione del valore energetico e del tempo utilizzato per crearlo.

Per creare un’unità di DICE money bisogna svolgere un’attività di mining per dieci giorni, un po’ come accade per l’oro e per bitcoin, ma senza la necessità di enormi quantità di energia.

Il DICE money non dipende dalla blockchain, e la transazione avviene attraverso delle entità chiamate”Operatore”, ovvero coloro i quali accettano il DICE come strumento di pagamento.

Per la certificazione della transazione è sufficiente l’interazione fra l’operatore e il creatore, possessore del DICE, null’altro.

Falsificare il DICE non ha senso, dato che la sua produzione consumerebbe risorse e tempo identiche a quelle utilizzate per uno originale.

Nel caso i DICE venissero rubati, ad esempio impossessandosi di un computer e trasferendoli su di un  altro , sarebbe inutile perché l’Operatore non riconoscerebbe questi token al momento del loro utilizzo.

Questo rende DICE  più sicuro come sistema rispetto a Bitcoin perché se qualcuno si impossessasse del vostro computer e muovesse i vostri bitcoin, per voi sarebbe impossibile recuperarli.

Inoltre, la blockchain è trasparente e questo vuol dire che chiunque può sapere, ad esempio, quanti bitcoin voi possediate, se ha l’identificativo del vostro wallet, e questo può essere molto pericoloso.

Mentre bitcoin si basa su un numero massimo di token coniabili, non esiste un numero massimo di token di DICE, detti anche “Dicets”, il cui prezzo è regolato da domanda e offerta.

Nello stesso tempo l’offerta è limitate per l’investimento energetico e per il tempo necessario a crearli.

I dicets sono poi stampabili e convertibili in una vera e propria cartamoneta.

Si può immaginare un intero economico basato su questa diversa sovrastruttura informatica, così  come pensare di utilizzarli come gettoni o coupon promozionali.

Una soluzione semplificata ai problemi della blockchain, utilizzabile essenzialmente per funzioni economiche, ma comunque di interesse.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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