Read this article in the English version here.

Stop and go. Come altro definire il rapporto di Facebook con le monete digitali e la blockchain? A gennaio il ban completo verso ogni forma di pubblicità nei confronti del mondo crypto, poi il 18 giugno scorso un mezzo passo indietro: ok alle ads sul bitcoin e le altre crypto, ma divieto assoluto per le ICO.

Ora un’altra mezza svolta: Facebook avrà un direttore tecnico che si occuperà di blockchain. Si tratta di Evan Cheng, ingegnere, esperto in linguaggi di programmazione, approdato nel 2015 nel gruppo di Palo Alto, dopo altri dieci anni di curriculum maturati presso Apple.

La nomina del colosso di Palo Alto è stata resa pubblica da TechCrunch e solo dopo confermata da Facebook.

Per il colosso dei social media si tratta di un cambio di passo, seppur in parte atteso, a conferma di un atteggiamento a due facce, diciamo pure ambivalente, nei confronti del mondo crypto e della tecnologia dei blocchi.

Già nel maggio scorso aveva fatto rumore la notizia della creazione di un team interno a Facebook, dedicato appositamente allo studio della tecnologia blockchain. Una squadra guidata David Marcus, già membro del CDA di Coinbase ed ex Presidente della società di pagamenti PayPal.

Ora arriva un’altra decisione, a conferma dell’interesse del colosso dei social e della possibilità che questa tecnologia si riveli importante per le strategie future del gruppo.

Secondo quanto scrive lo stesso Evan Cheng sul proprio profilo Linkedin, in Apple ha lavorato in qualità di Senior Manager, LoW Level Toos, poi in Facebook come responsabile Linguaggi di Programmazione e runtime. Ora il nuovo incarico.

Per Techcrunch la nomina implica che per FB “non si tratta solo di un progetto esplorativo”, anche perché Cheng è ritenuto particolarmente esperto di scalabilità.

La notizia della nomina comunque non giunge del tutto improvvisa, considerando che proprio nelle settimane scorse era stato annunciato il passo indietro rispetto al divieto totale di annunci pubblicitari su crypto e ICO.

Segno che per Zuckenberg la tecnologia dei blocchi può rivelarsi una novità troppo importante per lasciarla nelle mani di altri.