Bitcoin è legale in America?
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Bitcoin è legale in America?

By Fabio Lugano - 16 Set 2018

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L’utilizzo di Bitcoin è legale e legittimo in USA?

Prima di tutto, per comprendere bene le valute virtuali e la loro trattazione, è utile partire dal concetto di valuta fiat, per la quale definizione ci si può rivolgere ai documenti del FinCEN, l’organo federale USA per la repressione dei reati finanziari.

Come nota l’organo di controllo, una valuta digitale può venir accettata come mezzo di scambio, ma non gode delle altre caratteristiche delle monete fiat come per esempio il fatto di essere accettata a corso legale e in modo obbligatorio all’interno di una nazione.

Però, il fatto di essere accettate come mezzo di scambio fra le parti rende le crypto legittime.

Il problema si viene a porre, come per le valute fiat ordinarie, per chi ne fa un uso di carattere professionale, come amministratore o come exchange: la trattazione è quindi diversa se si parla di un Money Service Business (MSB), cioè un fornitore professionale di servizi, oppure quando si parla di valute virtuali centralizzate che fungono da sistema di trasmissione di valori o quelle che rappresentano metalli preziosi.

Il fatto che l’organo federale di controllo definisca legittimo l’uso delle valute virtuali e che vengano distinti semplici consumatori dagli operatori professionali non facilita però le cose: infatti gli Stati Uniti, per i servizi di trasmissione delle valute e di cambio, accompagnano a normative federali normative statuali, per cui chi volesse operare professionalmente in tutti gli USA dovrebbe fornirsi di licenze stato per stato, a seconda delle normative locali.

Per fare un esempio pratico, proprio recentemente OkCoin, exchange con sede ad Hong Kong, si è dotato di 21 licenze statali per poter operare nello scambio token su token.

Le normative statali possono differire in modo sostanziale: lo stato di New York è stato uno dei primi a dotarsi di una licenza specifica, la BitLicence, fin dal 2015, ma questo ha spinto molte startup ad abbandonare la Grande Mela.

Il New Hampshire, invece, richiede a chi opera in BTC una licenza da cambiavalute e una garanzia per 100mila dollari. Altri Stati non hanno normative specifiche e si limitano a monitorare ed a reprimere gli eccessi, come succede in Texas. Caso a parte è la California che, dopo aver discusso di una possibile struttura normativa ad hoc, l’ha successivamente congelata restando una sorta di terra di nessuno.

Naturalmente, a queste normative si affianca la sorveglianza della SEC, Security Exchange Commission, per tutti quei servizi che possono essere considerati security o titoli azionari.

In questo caso bisogna tener conto di due fattori: la centralizzazione/decentralizzazione e l’applicazione del Howey Test.

Recentemente, Ethereum non è stato definito una security, perché decentralizzato.

Nei casi in cui una criptovaluta, invece, venga ad essere definita una security scattano gli obblighi informativi previsti dalle normative vigenti, oltre che le relative responsabilità per i promotori.

Data la complessità di molti token e di molti progetti si rende necessaria una consulenza di carattere professionale per definire quali norme debbano essere applicate sia a livello locale che federale.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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