World Economic Forum, blockchain curerà il pianeta
World Economic Forum, blockchain curerà il pianeta
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World Economic Forum, blockchain curerà il pianeta

By Daniele Chicca - 26 Set 2018

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Curare il pianeta con la blockchain: secondo il World Economic Forum è possibile. Lo afferma un nuovo studio preparato in collaborazione con PWC e lo Stanford Woods Institute.

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Il report presenta “65 casi di utilizzo esistenti o in via di sviluppo” nei quali la rete dei blocchi decentralizzata potrebbe essere utilizzata per risolvere i grandi problemi ambientali del nostro tempo, come il surriscaldamento della Terra, le catastrofi naturali e la penuria d’acqua.

I numerosi campi di azione

Dei concetti come il commercio dell’energia peer-to-peer (P2P) hanno il potenziale di rendere le reti elettriche più efficaci e resistenti, mentre i sistemi decentralizzati hanno la capacità di contribuire a diffondere delle informazioni essenziali in seguito a un disastro naturale.

Per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di gas serra, fattore scatenante del surriscaldamento del globo, i crediti di carbone tokenizzati come quelli ipotizzati da IBM, potrebbero dare una grossa mano.

Gestione delle risorse decentralizzata

Tra gli altri settori di azione interessati dalla rivoluzione della blockchain lo studio cita la possibilità di arrivare a supply chain più trasparenti. La rete registra e consente di condividere tutte le transazioni in essa effettuate. Questa trasparenza consente alle aziende di rispettare le promesse in termini di sostenibilità ambientale e impatto sociale, aiutando nel contempo nella gestione delle risorse.

Le piattaforme decentralizzate come la blockchain sono in grado di raccogliere informazioni preziose e sensibili sulle reti elettriche o i sistemi idroelettrici, per esempio. In questo modo si possono ridurre le asimmetrie nella generazione di energia e nella produzione di acqua pulita.

Facilità di finanziamento

La tecnologia blockchain, inoltre, è stata pensata per semplificare i metodi di finanziamento e potrebbe ad esempio facilitare gli investimenti. Grazie a iniziative di crowdfunding sicure e più ampie, è più probabile che progetti ambientali vadano in porto, sbloccando capitali altrimenti dormienti e coinvolgendo un maggior numero di persone interessate.

Infine, una tokenizzazione degli investimenti finanziari potrebbe eliminare dall’equazione i mediatori: senza parti terze, il processo è destinato a diventare più efficiente e rapido.

Incentivi alla circular economy

Incentivando la gente a riciclare i propri rifiuti, i sistemi blockchain possono rivalutare prodotti il cui valore sarebbe altrimenti pari a zero. In questo modo si ridurrebbe l’ammontare di rifiuti che produciamo e – fattore ancora più importante – si cambierebbe il nostro atteggiamento nei confronti di tali prodotti. Per esempio, chi viene premiato con un token per aver riciclato plastica o pile già utilizzate, potrebbe spendere il ricavato in altri prodotti.

Problemi: consumo energetico e progetti ancora in fase pilota

Come ammette il rapporto, tuttavia, nella maggior parte dei casi, l’utilizzo della blockchain è ancora in fase embrionale. C’è pertanto ancora tanta strada da fare per passare da un concetto o da un progetto pilota a un’azione concreta.

In teoria, poi, c’è anche il rischio che in futuro la rete blockchain possa rappresentare un problema per l’ambiente, dal momento che la maggior parte dei sistemi in circolazione consumano tanta elettricità.

Delle migliorie in questo senso sono possibili e, anzi, sono già allo studio – anche perché ottenere risparmi energetici significa anche realizzare risparmi economici – senza contare che ci sono tanti altri settori come quello bancario che sono ancora più consuming.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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