E’ stato pubblicato il codice della cosiddetta piattaforma di “voting blockchain” Rousseau utilizzata dal Movimento 5 Stelle per le votazioni online.

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Venerdì sul Blog delle Stelle era stato annunciato per il weekend un test di voto su blockchain sulla piattaforma Rousseau durante un hackathon a Milano.

Secondo Davide Casaleggio si trattava della

“prima versione funzionante di un sistema di voto su blockchain che garantisce l’anonimato e permette una certificazione distribuita del voto”.

In realtà, durante l’evento si è scoperto che il sistema di voto non è ancora funzionante e che è invece solo allo stato embrionale.

Come ha spiegato il responsabile dell’hackathon, il codice della cosiddetta “voting chain” è già online consultabile sul repository dell’associazione Rousseau su GitHub. Si tratta del codice iniziale dal quale dovranno ancora nascere tutte le idee e gli sviluppi della futura piattaforma Rousseau.

In altre parole, il progetto è ancora in una fase puramente embrionale, tanto che ad esempio non è ancora stato deciso su quale blockchain sarà basato. Non è ancora nemmeno chiaro se si tratterà di una blockchain permissionless o permissioned.

Su Facebook Vincenzo Di Nicola ha rivelato che sarebbe basato su Monero (forse su un fork), ma in questo momento questa informazione non ha ancora avuto conferma ufficiale dall’associazione Rousseau.

Il responsabile dell’hackathon ha anche rivelato che sarebbe tra i loro obiettivi quello di diventare sempre più open source, ma al momento la piattaforma deve essere ancora sviluppata e dunque molte decisioni devono essere ancora prese.

Martedì 12 marzo a Roma si terrà un altro incontro organizzato dal Movimento 5 intitolato “E-vota! Verso il voto elettronico, per l’innovazione democratica”, durante il quale sono previste delle simulazioni di voto.

Il fatto è che il voto elettronico al giorno d’oggi comporta una serie di problematiche alle quali a dire il vero nessuno ha ancora trovato una soluzione certa, solida e fattibile.

A quanto pare nemmeno la voting chain di Rousseau le ha ancora trovate: sebbene in giro per il mondo ci siano in atto diversi tentativi come questo, ad esempio, nessuno ha ancora trovato un modo sicuro di impedire il doppio voto o il voto per procura, vietato espressamente dall’articolo 48 della Costituzione italiana.

A dispetto da ciò che spesso si sente dire, infatti, siamo ancora molto distanti dal poter avere sistemi di voto elettronici a distanza e basato su blockchain in grado di sostituire completamente quelli fisici di persona ai seggi elettorali.