Blockchain, tokenomics ed AI rivoluzionano il settore legale
Regolamentazione

Blockchain, tokenomics ed AI rivoluzionano il settore legale

By Fabio Lugano - 20 Apr 2019

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Presso la Camera dei Deputati di Roma si è tenuto ieri un convegno, dedicato ai professionisti del diritto, teso a preparare il settore giuridico ad un mondo che vede l’economia dei token, la cosiddetta tokenomics, la blockchain e la AI nel cuore del futuro.

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Il convegno, a cui hanno preso parte gli startupper Gianmarco Battaglia, Maxim Gaina ed Alex Grech, noto consulente strategico maltese, ha affrontato le sfide legali che porrà la nuova economia degli asset dematerializzati sulla blockchain per il futuro e le sfide legali che si dovranno affrontare di fronte ad un sistema che non prevede più frontiere.

Ed è anche per questo che il MiSE sta lavorando sul tema cercando di trovare un modo per regolamentare le crypto che, soprattutto in Italia, mancano di un vero e proprio quadro regolatore.

Infatti, qualche settimana fa, in un’intervista di Cryptonomist a Marco Calabrò, dirigente del Ministero dello Sviluppo economico italiano (MiSE) e in particolare della divisione di analisi del sistema produttivo e riqualificazione del territorio in crisi, ha spiegato che l’Italia sta cercando di promuovere l’adozione di blockchain, AI e 5G per non restare indietro come Paese:

“Stiamo cercando di capire come favorire dei processi di introduzione e di diffusione delle blockchain anche nei settori tradizionali della produzione e della manifattura italiana, penso per esempio all’agroalimentare e alle filiere, in generale a tutte le attività del made in Italy.”

L’intelligenza Artificiale rivoluzionerà il futuro del diritto

Sempre durante il convegno di Roma si è anche parlato di un caso eclatante in materia si sta vedendo in Estonia, dove il ministero della giustizia ha deciso di implementare l’applicazione di un robot giudice per le cause di valore minimo, cioè inferiori ai 7mila euro. Il progetto è ancora in fase di progettazione, ma promette di permettere alle parti di avere un giudizio rapido.

Gli avvocati dovranno semplicemente caricare tutte le documentazioni a loro disposizione e queste verranno valutate da parte di una intelligenza artificiale che, incrociando i dati, le testimonianze e le norme di legge definirà la sentenza.

Il sistema sarà inizialmente sperimentale e accetterà dei feedback da parte di giudici ed avvocati per migliorare le proprie capacità operative, ma non è l’unico ambito nel quale trovano  applicazione gli algoritmi.

La società britannica DoNotPay, attraverso l’uso di chatbot intelligenti, ha permesso la contestazione e la correzione di ben 160mila multe emesse in modo irregolare tra Londra e New York, mentre negli USA la AI si spinge fino al campo penale con alcuni stati che raccomandano l’utilizzo di algoritmi nella definizione delle pene legate alle sentenze.

Questo tipo di tecnologie si spinge  anche sul lato della difesa, con una società legale di Tallin che, attraverso l’uso di chatbot, permette la preparazione di semplici documenti legali utili per le opposizioni nei casi di sequestri legali.

 

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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