Monero (XMR): una guida sulla moneta della privacy
Monero (XMR): una guida sulla moneta della privacy
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Monero (XMR): una guida sulla moneta della privacy

By Marco Cavicchioli - 22 Apr 2019

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Monero (XMR) ha compiuto quest’anno 5 anni, precisamente lo scorso il 18 aprile, e per questo abbiamo deciso di scriverne una breve guida per comprendere meglio il funzionamento della moneta della privacy.

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Si tratta di una criptovaluta ad alto livello di privacy perchè utilizza una blockchain che contiene dati offuscati. Infatti, il protocollo Monero, a differenza, ad esempio, di quello di Bitcoin, consente di inviare i propri XMR senza che sulla blockchain pubblica siano visibili la fonte, l’importo o la destinazione. In questo modo anche i saldi degli indirizzi sono oscurati, pertanto è una criptovaluta molto apprezzata da chi ha particolarmente a cuore la privacy.

Per ottenere ciò utilizza l’algoritmo PoW CryptoNight, che proviene dal protocollo CryptoNote. Pertanto, è una criptovaluta minabile, che distribuisce le nuove monete create ai miner che effettuano la proof of work, come ad esempio in Bitcoin. Tuttavia, Monero è stato progettato per resistere al mining tramite ASIC, cosa che lo rende minabile anche con hardware meno potente, o addirittura con la CPU di un normale computer.

Grazie a questa caratteristica si sono diffusi diversi sistemi che, con appositi codici Javascript inseriti all’interno di pagine web, consentono di minare XMR anche con i normali computer degli utenti dei siti che ospitano tali codici, spesso a loro insaputa.

Questa tecnica è chiamata crypto jacking e ormai viene bloccata da diversi browser.

Dal punto di vista della privacy il protocollo CryptoNote consente di mixare l’input dello spender, ovvero l’importo inviato, con quello di altri, rendendo estremamente difficile stabilire collegamenti tra le varie transazioni del medesimo indirizzo.

Inoltre, Monero genera degli “indirizzi nascosti” per i destinatari, rendendo impossibile conoscere l’effettivo indirizzo di destinazione di una transazione, a parte ovviamente per chi invia e chi riceve.

Grazie a queste sue caratteristiche a difesa della privacy ha ottenuto un discreto successo, soprattutto nel 2016. Ancora oggi è al dodicesimo posto per capitalizzazione di mercato, cosa che lo rende la criptovaluta ad alto livello di privacy di maggior valore, e forse anche la più utilizzata.

A differenza di Bitcoin è utilizzato proprio per effettuare transazioni non pubbliche, ovvero non analizzabili pubblicamente da chiunque, mentre BTC ad esempio consente invece una tracciabilità totale e pubblica di tutte le transazioni on-chain, sebbene queste siano anonime. Monero pertanto oltre a consentire transazioni anonime consente anche transazioni offuscate, in modo da rendere virtualmente impossibile analizzare la sua blockchain per capire quali trasferimenti di XMR siano in atto, il loro mittenti o destinatari o i loro importi.

Per questo motivo alcuni lo ritengono particolarmente adatto ad essere utilizzato per finanziare attività illecite.

In alcuni casi viene anche utilizzato per interrompere la tracciabilità di altre criptovalute, come Bitcoin, convertendo ad esempio BTC in XMR in modo da poter trasferire in modo irrintracciabile XMR, e magari riconvertirli in BTC così da ottenere di fatto un trasferimento di bitcoin senza tracciabilità.

Il sito web di riferimento è GetMonero.org, mentre l’explorer della blockchain è MoneroBlocks.info. Il wallet ufficiale è quello scaricabile da GetMonero.org, ma probabilmente il più noto è MyMonero. XRM non risulta essere disponibile su molti wallet multivaluta, mentre invece è supportato da alcuni wallet hardware come il Ledger Nano S. Risulta invece scambiabile su un gran numero di exchange, visto che si tratta di una delle crypto con maggiore capitalizzazione.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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