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La SEC fa causa a Ripple
La SEC fa causa a Ripple
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La SEC fa causa a Ripple

By Marco Cavicchioli - 23 Dic 2020

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Come anticipato ieri, la SEC ha intentato una causa contro Ripple per le continue vendite di XRP sul mercato. 

Con un comunicato stampa ufficiale l’agenzia americana che vigila sui mercati finanziari ha rivelato di aver accusato la società e due dirigenti di aver emesso security non registrate per 1,3 miliardi di dollari. 

Pertanto la Securities and Exchange Commission ha intentato un’azione contro Ripple Labs Inc., il co-fondatore dell’azienda, presidente esecutivo del consiglio di amministrazione ed ex CEO Christian Larsen, e l’attuale CEO Bradley Garlinghouse. 

L’accusa si riferisce agli XRP emessi dalla società per raccogliere fondi a partire dal 2013, considerata un’offerta di titoli non registrati agli investitori. Inoltre accusa Larsen e Garlinghouse di aver effettuato vendite personali non registrate di XRP per un totale di circa 600 milioni di dollari.

Tecnicamente la denuncia, presentata presso il tribunale distrettuale federale di Manhattan, accusa gli imputati di aver violato le disposizioni sulla registrazione del Securities Act del 1933. 

La causa della SEC a Ripple impatta su XRP

Il prezzo di XRP ha risentito pesantemente di questa notizia, visto che rispetto a ieri sta perdendo più del 20%. 

In realtà comunque già ieri stesso, dopo la pubblicazione delle indiscrezioni sulla probabile denuncia, il prezzo era sceso pesantemente. 

Dopo aver superato gli 0,6$ il 17 dicembre, nei giorni successivi è prima sceso a 0,56$, poi a 0,5$, ed infine è crollato sotto gli 0,4$, tornando ai livelli di circa un mese fa. Rimane comunque circa il doppio di quanto valesse ad inizio anno. 

Il CEO di Ripple Brad Garlinghouse ha commentato dicendo che Ripple sta lavorando da 8 anni per costruire un’azienda che vuole trasformare il settore dei pagamenti globali, e che la loro missione non si ferma. 

Inoltre ipotizza che quello in atto sia un attacco a tutto campo della SEC contro l’industria crypto negli USA, e che la stessa SEC abbia torto con queste accuse, perchè ritiene che XRP non sia un contratto di investimento, e quindi non sia una security.

Il Direttore dell’Enforcement Division della SEC, Stephanie Avakian, invece ha dichiarato: 

“Gli emittenti che cercano i vantaggi di un’offerta pubblica, compreso l’accesso ad investitori retail, un’ampia distribuzione, ed un mercato di negoziazione secondario, devono rispettare le leggi federali sui titoli che richiedono la registrazione delle offerte, a meno che non si applichi un’esenzione dalla registrazione. Affermiamo che Ripple, Larsen e Garlinghouse non sono riusciti a registrare la loro offerta in corso, e la vendita di miliardi di XRP agli investitori retail, il che ha privato i potenziali acquirenti di informazioni adeguate su XRP, sulle attività di Ripple, e su altre importanti protezioni che sono fondamentali per il nostro robusto sistema di mercato pubblico”.

Il vicedirettore Marc P. Berger ha aggiunto: 

“I requisiti di registrazione sono progettati per garantire che i potenziali investitori, inclusi soprattutto gli investitori retail, ricevano informazioni importanti sulle operazioni commerciali e sulle condizioni finanziarie di un emittente. Qui affermiamo che Ripple ed i suoi dirigenti non sono riusciti per un periodo di anni a soddisfare queste disposizioni fondamentali sulla protezione degli investitori, e di conseguenza gli investitori non avevano le informazioni a cui avevano diritto”.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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