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Non solo vaccini: gli hacker di Padova chiedono riscatti in bitcoin
Non solo vaccini: gli hacker di Padova chiedono riscatti in bitcoin
Sicurezza

Non solo vaccini: gli hacker di Padova chiedono riscatti in bitcoin

By Stefania Stimolo - 3 Ago 2021

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In Italia, negli ultimi giorni, si sono verificati attacchi hacker ai sistemi informatici non solo di aziende private, ma anche pubbliche come quella della Regione Lazio. Gli hacker hanno chiesto riscatto in bitcoin. 

Il clamoroso attacco hacker che ha colpito il Centro Elaborazione Dati (CED) della Regione Lazio, è stato definito “senza precedenti”. E infatti, sono già più di 24 ore che un ransomware che blocca i sistemi informatici, criptandoli, sta aggredendo la banca dati forse più importante del Bel Paese. 

E proprio perché segue la tecnica ransomware, l’accesso ai sistemi può essere sbloccato solo dietro pagamento di un riscatto, che sembra essere stato richiesto dagli hacker in Bitcoin. 

Per quanto riguarda la banca dati in “ostaggio”, l’aggressione digitale sta colpendo i dati dei vaccinati e, cosa più importante nel periodo vacanze attuale, blocca le prenotazioni per il rilascio del Green Pass. A tal proposito,  l’assessore regionale alla sanità del Lazio, Alessio D’Amato ha dichiarato: 

L’attacco informatico subito dai nostri sistemi è stato un attacco programmato, organizzato e molto potente, che al momento non ci consente di poter stimare una tempistica per la ripresa delle attività di prenotazione e di tutte le attività digitali legate alla campagna di vaccinazione. Voglio comunque tranquillizzare tutti sul fatto che la campagna di vaccinazione anti-Covid nel Lazio procederà senza interruzioni al momento abbiamo 250mila utenti già prenotati da qui fino al prossimo 13 agosto, e queste prenotazioni verranno evase senza problemi”. 

Non solo, in questa vicenda ci sono altri dati più sensibili sotto attacco, che riguardano le massime cariche dello Stato italiano. Gli hacker, infatti, stanno bloccando accessi anche ai dati del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi e di molti altri. 

Eppure, sembra che al momento la difesa italiana non voglia pagare alcun riscatto in Bitcoin richiesto, di cui non è ancora stata pubblicata la cifra. Al momento, non è stato identificato neanche l’hacker, ma è emerso (anche se non ancora confermato) che il blitz sarebbe iniziato dalla Germania e avrebbe sfruttato il pc lasciato aperto di un dipendente della società d’informatica LazioCrea.

Hacker e riscatto in Bitcoin: il caso di un’azienda privata italiana

La scorsa settimana, anche il database di un’azienda italiana, la Galileo Network, era finita sotto attacco hacker e, anche qui, la richiesta di riscatto è stata fatta in Bitcoin. 

L’azienda informatica di Padova che gestisce i dati per i consorzi di fidi e le garanzie bancarie per pmi è stato bloccato. L’attacco hacker potrebbe esser partito dalla Cina, luogo dove è stato anche rispedito la richiesta di riscatto di 20 BTC. 

E se il luogo geografico non è stato ben identificato, il nome del mittente invece si. Si tratta di un gruppo denominato Apt41 o Attack Persistent Threat – minaccia di attacco persistente. 

Apt41 ha sequestrato tutto il sistema di accesso dei dati sensibili della Galileo Network che però si è rifiutata di pagarne il riscatto. Anzi, l’azienda colpita si è rivolta a Yoroi, una società di cybersecurity specializzata nella difesa da attacchi provenienti dalla rete. 

Il risultato è stato respingere l’offensiva, riuscendo a ripristinare i sistemi e installare nuovi software di intelligenza artificiale, mirati a scongiurare ulteriori tentativi di violazione dei sistemi. 

A tal proposito, l’amministratore delegato della Galileo Network ha così commentato: 

“Ci ha salvato il fatto di avere copia dei dati in cloud. In attacchi come questi serve ripristinare il sistema da zero; è necessario avere dei backup in aree che gli hacker non possono raggiungere” .

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo

Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.

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