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Gli attacchi hacker per rubare bitcoin aumentati del 200%
Gli attacchi hacker per rubare bitcoin aumentati del 200%
Sicurezza

Gli attacchi hacker per rubare bitcoin aumentati del 200%

By Eleonora Spagnolo - 29 Giu 2021

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Con l’aumento del prezzo di bitcoin sono aumentati del 200% anche gli attacchi hacker volti a rubare BTC.

È quel che rivela una ricerca di Barracuda Network, azienda impegnata nel fornire soluzioni di sicurezza che con i suoi servizi protegge oltre 200.000 organizzazioni nel mondo. 

Secondo l’analisi, da ottobre 2020 a maggio 2021 gli attacchi phishing e le email scam per estorcere BTC sono saliti del 192%, proprio in concomitanza con il rally di Bitcoin, che ha portato il prezzo da 10.000 a 65.000 dollari in pochi mesi. 

Questo ha portato in molti ad avvicinarsi a bitcoin. E con la crescita della domanda, i criminali ne hanno approfittato. Gli hacker non utilizzano più solo attacchi ransomware, ma anche finte email business, oppure si nascondo con altre identità

Tipologie di attacchi hacker per rubare bitcoin

Ad esempio, tra le truffe più note ci sono quelle in cui gli hacker assumono le sembianze di wallet e app rinomate, inviano degli alert di sicurezza, spingolo l’utente a inserire le sue credenziali e così possono rubarle. È capitato recentemente anche con Trezor: sull’Apple Store era stata diffusa un’app legata al celebre cold wallet, peccato che Trezor non abbia un’applicazione ufficiale: si trattava di un fake costato 1 milione di dollari alla vittima.

Niente di nuovo. Accade lo stesso, già da tempo, per i conti bancari: arriva una mail che sembra provenire dalla banca di fiducia, e invece il mittente è uno sconosciuto che riesce così ad avere i dati di accesso al conto corrente. 

Un altro attacco molto in voga vede i cyber criminali inviare mail fingendosi organizzazioni caritatevoli. Convincono le vittime a comprare bitcoin e ad inviarle ad una sedicente organizzazione di beneficenza. 

Barracuda Network nota inoltre che gli hacker tendono ad utilizzare sempre le stesse frasi che mettono urgenza alla malcapitata vittima, che è spinta fino alla “macchina Bitcoin più vicina”, oppure a fare qualcosa “urgentemente oggi”. 

Tutte queste truffe sono rese possibili dal fatto che bitcoin non è regolamentato ed è difficile da rintracciare, come spiega Fleming Chi, CTO di Barracuda Networks:

“L’accelerazione dell’interesse e della domanda di bitcoin ha fornito ai criminali informatici un metodo di pagamento che è virtualmente irrintracciabile, consentendo un’economia multimiliardaria di ransomware, cyber-estorsione e attacchi di impersonificazione, principalmente rivolti a singoli investitori e aziende private.

Per evitare di incappare in truffe, aggiunge, riveste un’importanza centrale la formazione. Cioè, le persone devono essere in grado di riconoscere il tentativo di raggiro o estorsione:

“Quindi, è più importante che mai per le organizzazioni, i lavoratori e gli investitori mantenere i loro dati e le loro risorse finanziarie completamente al sicuro. Continuare a formare gli utenti e i dipendenti per riconoscere le ultime tattiche utilizzate dagli hacker è imperativo per mantenere la sicurezza a tappeto per qualsiasi organizzazione, e tutte le aziende e le potenziali vittime sono fortemente incoraggiate a fare il backup dei loro dati con una soluzione di backup dei dati basata su cloud di terze parti per prevenire la perdita di dati, ridurre i tempi di inattività in caso di un attacco informatico, e assicurarsi contro i livelli di minaccia ransomware in aumento”.

 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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