I timori in Ucraina e Wall Street affossano l’Europa
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I timori in Ucraina e Wall Street affossano l’Europa

By George Michael Belardinelli - 22 Feb 2022

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La chiusura della borsa Americana ha fatto sì che i mercati fossero privi di una visione e ciò spiega in parte il segno rosso che impervia sulle borse europee. 

Piazza Affari lascia sul campo un 1,83% mentre Francoforte non fa meglio con un -1,92%, un po’ meglio Parigi che perde comunque un 1,13% mentre Londra si difende con un – 0,42%. 

La crisi nel Donbass

Nei giorni scorsi era stato paventato un incontro tra i presidenti delle due superpotenze nucleari per scongiurare un escalation in Ucraina. 

Putin e Biden si sarebbero dovuti incontrare per sancire i termini che avrebbero evitato il conflitto bellico nella regione del Donbass ma il Cremlino ha invitato tutti alla prudenza. 

L’incontro non è così scontato e proprio ieri sera Mosca ha riconosciuto l’indipendenza delle regioni separatiste ucraine. 

La mossa politica restringe ancora di più le speranze di evitare lo scontro. 

I mercati ovviamente subiscono il colpo e la conseguenza è l’innalzamento del costo dell’energia e delle materie prime. 

Il contendere

La crisi nelle regioni cuscinetto dell’Europa dell’est parte da lontano ed è frutto di una scelta politica che mostra la corda. 

Alla fine dell’ultima guerra mondiale e della guerra fredda la Russia e la Nato convennero che Ucraina e Georgia divenissero terra di nessuno, Stati cuscinetto. 

In questi Stati nessuna delle forze in gioco avrebbe potuto influire per modificarne i destini così da fungere da cuscinetto e confine geopolitico. 

Questa posizione vacilla da quando l’Ucraina ha accettato un percorso di ingresso nella Nato su proposta degli USA.

Con l’ingresso dell’Ucraina nella Nato infatti la Russia si troverebbe la minaccia di basi militari strategiche americane ed europee proprio sulla soglia di casa e questo ha scatenato l’ira di Putin. 

Il presidente Russo minaccia la crisi energetica totale con il blocco di tutte le forniture di gas, energia e materie prime all’Europa esponendo tutti alle conseguenze. 

Se Mosca invade l’Ucraina gli Stati Uniti risponderanno con un intervento militare e l’Europa è pronta a nuove e fortissime sanzioni

Il futuro dei prezzi

Secondo quanto riportato da Alberto Gallo e Gabriele Foà di portfolio manager di Algebris Global Credit Opp. Fund:

“Lo scenario peggiore costringerebbe gli Stati Uniti e l’Europa a imporre forti sanzioni alla Russia, comprimendo ulteriormente l’offerta di materie prime”. 

La previsione dei manager non è delle più rosee ed infatti spiegano:

 “l’impatto finale sarebbe un ulteriore picco nel prezzo del gas naturale e del petrolio. Negli Stati Uniti e in Europa, un ulteriore aumento dei prezzi del 20% potrebbe aggiungere all’inflazione un altro punto percentuale in più. 

L’inflazione energetica danneggerebbe le aspettative e la spesa dei consumatori, soprattutto in Europa. Un conflitto comporterebbe quindi una maggiore volatilità nell’azionario e nel credito europeo, poiché i mercati valutano prezzi delle materie prime più elevati e la riduzione delle importazioni della Russia”. 

Il Wti ed il petrolio superano ampiamente i 90 dollari e aumentano rispettivamente di un 1,15% e un 1,21%.

L’Oro si attesta saldamente intorno a quota 1900 dollari e inizia a vedere i 2000. 

In rialzo anche lo spread a 169 punti e il rendimento del Btp a 10 anni guadagna l’1,891%; giù le banche a maggiore capitalizzazione che risentono della crisi militare. 

Il grande assente è l’inflazione

L’inflazione è il grande assente di questo quadro che va delineandosi. 

No, l’inflazione non è scomparsa in un giorno, persiste e anzi le previsioni non sono delle migliori. 

Si prevede che l’acuirsi della crisi energetica a seguito dei venti di guerra e di una politica protezionistica russa porteranno il CPI a salire di almeno un punto in più. 

La paura per una guerra tra Russia e Nato o tra Russia e Stati Uniti alle porte dell’Europa per il momento è la prima fonte di preoccupazione dei mercati che di certo non dimenticano la situazione macroeconomica. 

L’inflazione tornerà a dare i suoi effetti ma al momento si sconta maggiormente la tensione tra Russia e America. 

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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