Quasi sgonfiata la bolla sul prezzo di Ethereum dopo FTX
Quasi sgonfiata la bolla sul prezzo di Ethereum dopo FTX
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Quasi sgonfiata la bolla sul prezzo di Ethereum dopo FTX

By Marco Cavicchioli - 22 Nov 2022

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In questi giorni il prezzo di Ethereum (ETH) sta soffrendo.

Ethereum e il prezzo dopo FTX

In realtà, è in sofferenza l’intero mercato crypto, ma in particolar modo è Ethereum che sta soffrendo a causa dell’hacker di FTX. 

Tutto parte dai fondi rubati a FTX qualche giorno fa

L’hacker ha sottratto soprattutto ETH dai wallet dell’exchange fallito, e negli ultimi giorni ha deciso di venderne una cospicua parte in cambio di BTC. 

Domenica il prezzo di ETH era di circa 1.200$, ma in soli due giorni è sceso fin sotto i 1.100$, con un picco minimo a 1.070$ questa notte. 

Si tratta più o meno dello stesso livello toccato il 10 novembre, ovvero il giorno dell’implosione di FTX. Quindi negli ultimi due giorni ha perso tutto ciò che aveva recuperato da quel crollo. 

Va tuttavia evidenziato che non si tratta del minimo annuale, perché il 18 giugno il prezzo di ETH scese addirittura sotto i 900$, mentre in questo mese di novembre non è ancora mai sceso sotto i 1.000$. 

La bolla del prezzo di Ethereum

I valori attuali non solo sono inferiori ai massimi del precedente ciclo, ovvero 1.500$ toccati a gennaio 2018, ma sono in linea con quelli che aveva il prezzo di ETH nei giorni iniziali della grande bullrun del 2021. 

Tale bullrun vide quattro grossi aumenti di valore del prezzo di ETH, iniziati già a luglio del 2020 quando passò da 200$ a 400$. 

Il secondo grosso aumento si verificò tra novembre e dicembre dello stesso anno, con un passaggio da 400$ a 600$. 

Questi due aumenti però erano soltanto un tentativo di recupero dei precedenti massimi, e non l’inizio della bolla speculativa. La bolla speculativa del 2021 iniziò a formarsi sul prezzo di ETH a gennaio, quando il suo prezzo balzò da 600$ a 1.200$, per poi proseguire fino ai 2.000$ di febbraio ed ai 4.600$ di maggio. 

In seguito, dopo il calo di metà 2021, a novembre toccò il nuovo record assoluto quasi a quota 4.900$. 

Se gli aumenti del 2020 non erano altro che un rimbalzo dai prezzi minimi post-bolla del 2018/2019, quelli del 2021 si sono invece rivelati una vera e propria bolla speculativa, iniziata a gennaio e terminata a novembre. 

I valori attuali infatti sono inferiori a quelli toccati a gennaio 2021, ovvero durante la prima grande bullrun di quella bolla speculativa. 

Fino al 26 dicembre 2020 il prezzo di ETH era ancora inferiore ai 700$, mentre il 10 gennaio era già salito sopra i 1.400$. Si trattò di una crescita del 130% in poco più di due settimane. 

Il prezzo attuale è proprio su un livello intermedio tra quello di dicembre 2020 e quello di gennaio 2021, ovvero in linea con quello pre-bolla. 

Il fatto però che il prezzo di ETH prima dello spike di fine 2020 fosse inferiore a 700$ potrebbe far pensare che il livello attuale non sembri particolarmente rassicurante. 

La bolla precedente di ETH

Da notare che la bolla speculativa precedente, quella del 2017, fu seguita da un crollo del prezzo di Ethereum del 95%, dai 1.500$ del 10 gennaio 2018 agli 80$ del 14 dicembre dello stesso anno. 

Qualora anche quest’anno dovesse accadere qualcosa di simile, ci si potrebbe attendere anche un crollo fino a 250$, ma questa ad oggi sembra una cifra decisamente lontana. 

Sembrerebbe meno improbabile un eventuale ritorno ai 600$ di fine 2020, anche perchè già a giugno di quest’anno il prezzo di ETH era sceso sotto i 900$. 

Qualora scendesse a 600$ significherebbe un’ulteriore perdita del 40% dai livelli attuali, ma se dovesse scendere fino a 250$ la perdita sarebbe del 75%. 

I prezzi delle crypto

Visto che i problemi riguardanti la vendita di ETH da parte dell’hacker di FTX sono solamente problemi di breve periodo, sul medio/lungo periodo su Ethereum pesano solo problemi macro dovuti all’andamento generico dei mercati crypto. 

In particolare questo andamento è ben rappresentato dal prezzo di Bitcoin, che in questo momento non sta soffrendo di alcun problema legato a Bitcoin stesso, ma solo di problemi macro dovuti o ai mercati crypto o a quelli tradizionali. 

Va tuttavia detto che dal 10 novembre non sembra che i mercati tradizionali siano in sofferenza. Dato che invece lo sono quelli crypto, è più che evidente che in questo momento non pesino problemi macro di carattere globale, ma solo problemi specifici degli stessi mercati crypto. 

Il prezzo di Bitcoin ha toccato il minimo annuale a quota 15.500$ il 9 novembre, ed oggi il suo prezzo è tornato su quei livelli. Pesa soprattutto il rischio del fallimento di Genesis Global Capital, che potrebbe mettere in difficoltà il colosso Genesis Digital Currency Group (DCG) di cui Genesis Global Capital fa parte. 

Durante il bear market del 2018 il prezzo di Bitcoin scese dell’85% dai precedenti massimi, e qualcosa di molto simile accadde anche nel bear market precedente del 2014/2015. 

Dato che questi sono stati gli unici due bear market post-bolla di Bitcoin, ci si potrebbe attendere qualcosa di simile anche durante questo 2022. 

In tal caso il prezzo di BTC potrebbe scendere fino a 11.500$, ovvero una perdita del 26% dai valori attuali. 

Questa considerazione porta a ritenere ancora più improbabile un crollo del prezzo di ETH del 75% che lo faccia tornare a 250$, ed in realtà sembra rendere poco probabile anche un calo del 40% che lo porti a 600$. 

I mercati crypto però sono abituati a stupirci, quindi uno scenario simile non va considerato impossibile. 

Le balene crypto

Nel frattempo c’è chi sta accumulando. 

Come riferisce Santiment, le grandi balene di Ethereum negli ultimi giorni hanno accumulato altri 947.940 ETH, per un valore complessivo superiore al miliardo di dollari. 

Si tratta del quinto giorno di maggior accumulo nel corso del 2022. 

Quindi se da un lato in molti stanno vendendo spaventati dalla possibilità di nuovi crolli, dall’altro c’è chi invece ne approfitta per accumulare nella speranza che il prezzo nei prossimi mesi o anni torni a salire. 

In questa dinamica si scorgono chiaramente una logica di breve periodo contrapposta ad una di lungo periodo. D’altronde come ebbe modo di dire il celeberrimo investitore Warren Buffet, “il mercato azionario è progettato per trasferire denaro dalle persone attive a quelle pazienti”. 

La capitalizzazione dei mercati crypto

In questo momento i mercati crypto nel loro complesso capitalizzano circa 810 miliardi di dollari. 

Al loro apice, a novembre dell’anno scorso, questa cifra salì per la prima volta sopra i 3.000 miliardi, ma già a giugno di quest’anno era scesa sotto i 900 miliardi. 

Il livello attuale non solo è il più basso del 2022, ma è anche il più basso degli ultimi due anni. Infatti il 3 gennaio 2020, in pieno inizio di bullrun, superò gli 800 miliardi, e fino ad ora non è mai più sceso sotto quella cifra. 

Da notare che ad inizio dicembre 2020, ovvero prima che si iniziasse a gonfiare l’ultima grande bolla speculativa, il suo valore complessivo era inferiore ai 600 miliardi di dollari, e questo fa immaginare che un -25% rispetto ai valori attuali sia ancora possibile. 

Anche per questo motivo un eventuale prezzo di Bitcoin sceso a 11.500$, o un prezzo di Ethereum sceso a 600$, sarebbero eventualità da prendere seriamente in considerazione, ed assolutamente in linea con i cicli passati.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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