Il crypto “Washout” previsto dal CIO di Guggenheim sarà simile alla bolla di Internet
Il crypto “Washout” previsto dal CIO di Guggenheim sarà simile alla bolla di Internet
Criptovalute

Il crypto “Washout” previsto dal CIO di Guggenheim sarà simile alla bolla di Internet

By Andrea Porcelli - 22 Dic 2022

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Il contagio di FTX, il crollo dei prezzi delle crypto, il fallimento delle aziende connesse, non è ancora finito secondo Scott Minerd, CIO di Guggenheim Partners: stiamo andando vicino ad un’altra bolla finanziaria, proprio come quella di internet. 

Nonostante la fiducia che Scott Minerd ripone nel settore delle criptovalute, il CIO crede che questo sia un momento di calo drastico, che non ha ancora finito il suo ciclo. Ma tutto questo non deve scomporre il sistema, che come sempre, andrà avanti anche finita questa crisi. 

Il mondo crypto e la bolla finanziaria dagli occhi di Scott Minerd

Scott Minerd è il Global Chief Investment Officer (CIO) di Guggenheim Partners, una società globale di servizi finanziari di investimento e consulenza che si occupa di investment banking, gestione patrimoniale, servizi di mercati dei capitali e servizi assicurativi.

In una recente intervista concessa a Bloomberg, la scorsa settimana, il CIO ha avuto modo di discutere il suo pensiero sul futuro delle criptovalute dopo la crisi e il collasso di FTX

Come sappiamo, molte aziende hanno subito una forte pressione economica successivamente all’implosione di FTX, l’effetto domino ha scatenato molti problemi di liquidità per tante aziende, crisi finanziarie per altre aziende, addirittura alcune società sono fallite di conseguenza ad FTX.

Il fenomeno ha scatenato anche una serie di controlli da parte delle agenzie finanziarie delle varie nazioni, creando una corsa alla trasparenza e sicurezza nel settore. 

Sebbene, la situazione di FTX sembra a tutti molto più chiara, sono venute alla luce diverse questioni di cui prima non si sapeva nulla, è chiaro quali aziende siano più coinvolte e soprattutto in che modo. Secondo Scott Minerd, è solo l’inizio di un grande Washout generale del settore. 

Il paragone che il CIO di Guggenheim fa è molto simile a quello della bolla di internet: ci saranno sconfitti ma trionferanno i sopravvissuti. Il settore, secondo Minerd, è ancora agli inizi e necessita di una regolamentazione più stabile. L’evoluzione del settore in qualcosa di ancora più grande dipenderà molto dal quadro normativo per legittimare l’evoluzione stessa, arrivando così a diventare un’economia generale. 

“Penso che ci sia ancora molto da fare… E il motivo è che questo è proprio come un numero qualsiasi di periodi in cui abbiamo avuto soldi facili e molte speculazioni – i giocatori più deboli cadono per primi. Crypto era ovviamente qualcosa di folle.”

Scott Minerd e il contrasto con Bitcoin

“C’è un’altra scarpa da far cadere – non posso dirti dove sia. Il motivo è che questo è proprio come un numero qualsiasi di periodi in cui abbiamo avuto soldi facili e molte speculazioni; I giocatori più deboli cadono per primi. Crypto era ovviamente qualcosa di folle.”

Non sappiamo a chi si riferisse in questo caso Scott Minerd, ma nel corso del tempo sappiamo che il suo pensiero su Bitcoin è sempre stato pieno di alti e bassi. Nel corso degli anni il CIO di Guggenheim ha cambiato diverse versioni, passando da essere un fan di Bitcoin, e prevedendo la luna per lui, fino a definirlo una mania discutibile. 

Nel 2020 Scott Minerd aveva previsto che il Bitcoin potesse salire fino a 400.000 dollari, qualche mese dopo ha esteso la sua previsione a 600.000 dollari. 

Successivamente nel maggio del 2021, l’idea del CIO Scott Minerd, è cambiata radicalmente arrivando a paragonare  il Bitcoin alla famosa  “bolla dei tulipani” avvenuta nel 17esimo secolo. 

Anche tutte le previsioni sono scese, infatti nel luglio di quest’anno, si è espresso nuovamente affermando che il Bitcoin sarebbe potuto crollare fino a 15000 dollari e che non avrebbe mai investito in esso, in questo periodo incerto. La sua previsione è stata precisa e accurata.

La conclusione di Scott Minerd 

“Anche se un ciclo rialzista potrebbe non essere imminente, Bitcoin e altre importanti criptovalute mantengono punti di resistenza nonostante le continue turbolenze dovute al contagio FTX. Potremmo guardare a un 2023 positivo per il settore man mano che si acquisisce maggiore chiarezza sulla regolamentazione.”

Nonostante il CIO di Guggenheim sia molto cinico nelle previsioni, ha la certezza che il settore rimanga in piedi. Nuove regolamentazioni, un quadro normativo adatto al settore, saranno le solide basi per il mercato rialzista. Per l’universo crypto sarà una vera e propria rivoluzione che porterà a step importanti gli investitori e le società coinvolte.

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