News non buone per Bitcoin (BTC) e crypto dagli exchange
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Criptovalute

News non buone per Bitcoin (BTC) e crypto dagli exchange

By Marco Cavicchioli - 30 Dic 2022

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Gli exchange crypto continuano ad essere il punto debole di questo settore in questo momento: continuano ad arrivare news negative per Bitcoin (BTC) e criptovalute riguardanti proprio queste piattaforme. 

Crypto news: Bitcoin (BTC) e il riciclaggio

L’ultima di queste notizie riguarda il riciclaggio di denaro sporco. 

Si tratta di un lungo paper di NBER intitolato Crypto Wash Trading, e dedicato proprio agli scambi di criptovalute sugli exchange legati al riciclaggio di denaro. 

Il NBER, ovvero National Bureau of Economic Research, è un’organizzazione statunitense privata e apartitica che fa analisi in merito alle principali questioni economiche. 

Ha sede a Cambridge, in Massachusetts, ovvero dove sorge il celeberrimo MIT (Massachusetts Institute of Technology), ed è costituito da una rete di quasi 1.700 economisti che ricoprono incarichi primari presso college e università nordamericane. 

Le sue ricerche quindi sono di livello accademico, e dovrebbero essere indipendenti, sebbene sia sovvenzionato anche da agenzie governative, oltre che da fondazioni private, società e persone. 

La ricerca Crypto Wash Trading

La ricerca Crypto Wash Trading è stata condotta da Lin William Cong, Xi Li, Ke Tang, e Yang Yang, ed è stata co-finanziata dalla Ewing Marion Kauffman Foundation e dalla National Science Foundation cinese. 

Gli autori provengono dalla Cornell University, dalla Tsinghua University, e dal SC Johnson College of Business. 

È stata condotta su 29 exchange crypto con test sistematici che sfruttano solidi modelli statistici e comportamentali per esaminare il trading e rilevare transazioni false. Tra gli exchange presi in esame ci sono Binance, Coinbase, Bitstamp, Gemini, Bittrex, Bitfinex, HitBTC, Huobi, KuCoin, Liquid, Okex, Poloniex ed altri. 

Gli exchange analizzati sono quelli regolamentati, perché presentano modelli coerenti

osservati anche nei mercati finanziari tradizionali. In questo modo rilevando le anomalie si scoprono possibili manipolazioni. 

Il problema è che in media oltre il 70% del volume di questi exchange è risultato anomalo. Gli autori dell’analisi sostengono che ci sarebbero trilioni di dollari all’anno di volumi fittizi, creati per migliorare la classifica degli exchange e distorcere temporaneamente i prezzi. 

Su alcuni exchange addirittura il volume di scambi legato al wash trading arriverebbe fino all’80%, tanto che in totale ​​nel solo primo trimestre del 2020 sarebbe stato di 4,5 trilioni di dollari nei mercati spot e di oltre 1,5 trilioni di dollari nei mercati dei derivati. 

I dati di riferimento pertanto si riferiscono al 2020, ovvero un anno i cui volumi di scambio sono stati particolarmente contenuti, soprattutto nei primi tre trimestri. 

Tuttavia dai motivi elencati dagli autori come principali cause di queste anomalie emerge piuttosto chiaramente che solo una parte siano effettivamente legati al riciclaggio di denaro sporco. 

In altre parole non sembra che tutti questi volumi fittizi siano generati effettivamente da attività di riciclaggio di denaro sporco, ma che invece siano generati soprattutto da tentativi di manipolare i dati relativi agli exchange stessi o ai prezzi delle criptovalute. 

Ad esempio il report cita esplicitamente la procedura di vendere ed acquistare contemporaneamente le stesse quantità di uno stesso asset solo per creare scambi artificiali per distorcere prezzo, volume e volatilità. 

Un altro dato strano è quello relativo al volume degli exchange regolamentati. Secondo il report infatti fino alla metà di quest’anno ancora solo meno del 3% del volume degli scambi spot complessivi di criptovalute proverrebbe da exchange regolamentati come Coinbase, BitStamp, Gemini, BitFlyer, eccetera. Questi significa che i maggiori exchange al mondo, tra cui Binance, vengono considerati non regolamentati, nonostante in alcuni Paesi operino a norma di legge e solo dopo aver ottenuto apposite autorizzazioni o licenze. 

Una spiegazione potrebbe essere legata al mercato cinese, che in teoria non dovrebbe nemmeno esistere per via del ban del trading crypto, ma che invece molto probabilmente continua ad esserci e ad avere volumi importanti. 

Crypto e Bitcoin (BTC) news: il legame con gli exchange regolamentati

Il report non ha preso in esame FTX, anche se in teoria era uno di quegli exchange che potevano essere considerati regolamentati. 

FTX aveva sede alle Bahamas, e quindi era regolamentato dalle autorità bahamensi, ma operava soprattutto negli USA con regolari licenze, e di fatto sotto la teorica supervisione delle agenzie governative statunitensi. Infatti sia la SEC che la CFTC lo hanno poi denunciato per violazioni delle regole, una volta crollato. 

Questo rende bene l’idea di quanto possano operare male, in teoria, anche gli exchange considerati regolamentati, tanto che un altro dei maggiori fallimenti cryto del 2022, Celsius, riguardava una società regolamentata, seppur non si trattasse di un exchange. 

E se da un lato anche gli exchange crypto regolamentati possono facilmente macchiarsi di comportamenti anti-etici, se non addirittura illeciti, c’è da immaginarsi quanto possa accadere su quelli non regolamentati. 

Va però aggiunto che gli exchange decentralizzati totalmente non regolamentati dalla legge fanno ancora registrare volumi molto contenuti, rispetto a quelli che si verificano sugli exchange centralizzati, soprattutto se si tengono in considerazione anche quelli dei derivati crypto. 

Il sottosettore degli exchange crypto rimane uno degli ambiti maggiormente critici in questo momento nel settore crypto, soprattutto a causa delle dinamiche spesso non trasparenti e manipolate che probabilmente ne dominano ancora il funzionamento. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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