HomeCriptovaluteCredit Suisse amica delle crypto

Credit Suisse amica delle crypto

La Banca d’affari Svizzera, Credit Suisse, investe nel mondo delle crypto. 

In una run di raccolta fondi da 65 milioni di dollari da parte della società Taurus, Credit Suisse offre il maggior contributo. 

La situazione economica di Credit Suisse 

Senza scomodare il quadro macroeconomico che ha messo a dura prova l’ultimo anno molte società vediamo la situazione dei comparti di riferimento. 

Sia il comparto crittografico che quello bancario in particolar misura, vengono da un anno e mezzo difficile.

Gli ultimi due anni dell’istituto bancario d’oltralpe hanno visto bilanci in chiaroscuro (più tendenti allo scuro). 

Credit Suisse, tuttavia, ha messo appunto alcuni accorgimenti che la stanno tirando fuori dai guai. 

Una delle cose fatte per migliorare i numeri è stata una massiccia opera di spending review ma ciò, da sola non sarebbe bastata.

L’altro tassello aggiunto dall’istituto finanziario è quello di investire gradualmente nel comparto crittografico. 

I primi risultati della strada percorsa si sono avuti con l’ultima trimestrale che ha visto il 30% dei ricavi totali della banca provenire proprio dalle crypto

Con l’ultima cordata la società sale nel capitale di Taurus e accresce l’esposizione nel settore delle valute digitali. 

L’investimento in Taurus 

La società bancaria svizzera partecipa ad una raccolta fondi per un valore totale di 65 milioni di dollari. 

L’operazione ha visto il coinvolgimento di diversi istituti finanziari tra cui Deutsche Bank, Pictet Group, Arab Bank Switzerland ed il gruppo immobiliare Investis.

Taurus è un dealer di  infrastrutture per asset digitali che è cresciuto molto quest’anno e che ha un piano di investimenti ben definito. 

Il fatto che il comparto bancario investa in quello crittografico in giornate non proprio ottime per le crypto è un chiaro segnale dell’importanza che sta assumendo il settore. 

Taurus SA incassa dalla raccolta fondi di classe B 65 milioni di dollari di cui Credit Suisse è il principale contributore.

Taurus intende continuare ad immettere risorse in ampliamento delle infrastrutture e nel personale. 

Il programma prevede anche la costruzione di una rete operativa con uffici di rappresentanza e sviluppo in vari paesi.

Tra le aree in cui la società ha scelto di crescere troviamo l’Europa, gli Emirati Arabi Uniti, le Americhe e il Sud-Est asiatico. 

Non solo investimenti in ricerca e infrastrutture ma anche la sicurezza è un punto fisso di Taurus. 

La società ha la licenza della FINMA (Autorità svizzera di vigilanza sui mercati finanziari) in otto paesi del mondo.

La società è ancora di quelle a “conduzione familiare” nel senso che i suoi co-fondatori detengono ancora la maggioranza delle azioni. 

Lamine Brahimi, uno dei quattro co-fondatori ha commentato:

“La raccolta di $ 65 milioni nell’attuale contesto di mercato la dice lunga sulla qualità delle persone e dei prodotti di Taurus. Siamo orgogliosi di dare il benvenuto a investitori di così alto profilo e di beneficiare della loro esperienza per sviluppare ulteriormente una delle piattaforme più ricche del settore, che copre qualsiasi tipo di risorsa digitale, ben oltre le criptovalute”. 

André Helfenstein, invece, CEO della banca Svizzera ha messo in risalto la collaborazione con Taurus, dichiarando:

“Continuiamo ad abbracciare tecnologie nuove e innovative e prevediamo di lanciare presto diversi servizi di asset digitali per i clienti sia dal punto di vista dell’emissione che degli investimenti”.

George Michael Belardinelli
George Michael Belardinelli
Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata
RELATED ARTICLES

MOST POPULARS