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Stablecoin: dominio globale del dollaro e la sfida cinese

Stablecoin sta ridefinendo l’equilibrio nel sistema finanziario globale. Oltre il 99% del valore totale pari a 247 miliardi di dollari è infatti denominato in dollari statunitensi, lasciando alle valute alternative un ruolo marginale.

Questa tendenza pone gravi interrogativi strategici per la Cina e il futuro dello yuan nelle transazioni internazionali.

Mercato stablecoin e rischio svalutazione per lo yuan

Il predominio del dollaro negli stablecoin rappresenta una sfida diretta all’internazionalizzazione dello yuan.

Nel maggio 2024, la quota dello yuan nei pagamenti transfrontalieri si è attestata al 2,89%, il livello più basso degli ultimi due anni. In confronto, il dollaro continua a detenere quasi il 48,5% delle transazioni globali tramite la rete SWIFT.


Wang Yongli, ex vice capo della Bank of China e co-presidente del Digital China Information Service Group, ha sottolineato come l’espansione delle stablecoin ancorate al dollaro USA rappresenti una minaccia strategica per la competitività dello yuan nelle transazioni internazionali.

Se i pagamenti in yuan non saranno altrettanto efficienti, la Cina rischia una perdita di rilievo sulla scena monetaria mondiale.

La previsione di Standard Chartered stima un’espansione del mercato stablecoin fino a 2 trilioni di dollari entro il 2028, a condizione di una regolamentazione più chiara e dinamica.

Di conseguenza, la pressione sulla Cina per adattarsi con una propria stablecoin è cresciuta in modo esponenziale.

Hong Kong si è rapidamente trasformata in un crocevia di sperimentazione per la regolamentazione degli asset digitali, incluse le stablecoin.

Il suo quadro normativo impone garanzie rigorose: le riserve devono essere composte da asset liquidi di alta qualità, separate dai fondi delle aziende e protette dai creditori.

Inoltre, chi emette stablecoin a Hong Kong deve avere un capitale minimo di 25 milioni di dollari di Hong Kong o l’1% del valore emesso, assicurando solidità finanziaria.


Un aspetto cruciale è l’obbligo di permettere il riscatto delle stablecoin al valore nominale entro un giorno lavorativo in condizioni normali.

Queste misure mirano a proteggere investitori e consumatori, ma anche a consolidare Hong Kong come avamposto normativo per la digitalizzazione finanziaria sotto controllo istituzionale.

Alibaba e JD.com: Innovazione strategica negli asset digitali

Alibaba e JD.com si stanno distinguendo per le loro iniziative nella creazione di stablecoin ancorate a valute fiat. In passato, Jingdong Coinlink Technology, una sussidiaria di JD.com, ha testato una propria stablecoin nella sandbox promossa dalla Hong Kong Monetary Authority.

Il prodotto, ancorato 1:1 sia al dollaro di Hong Kong che al dollaro statunitense, ha superato con
successo la seconda fase di sperimentazione.


Anche la divisione internazionale di Ant Group, legata ad Alibaba, si prepara ad acquisire immediatamente le licenze per stablecoin non appena entreranno in vigore le nuove regole a Hong Kong.

L’intenzione è rafforzare la presenza nel mercato globale, con richieste di licenze in corso a Singapore e in Lussemburgo. Questi sviluppi confermano una strategia orientata alla scalabilità e al posizionamento dell’Asia come polo di innovazione finanziaria regolamentata.

Nel 2024, le banche di Hong Kong hanno processato 17,2 miliardi di dollari di Hong Kong in transazioni di asset digitali, di cui 5,1 miliardi erano in custodia a fine anno.

Dieci piattaforme di trading digitale hanno già ottenuto licenze operative, mentre otto sono in fase di completamento delle domande.


L’attrattività istituzionale si riflette anche nelle strategie di investimento: il VMS Group, gestore di quasi 4 miliardi di dollari per le famiglie più ricche di Hong Kong, ha allocato 10 milioni in strategie DeFi di Re7 Capital.

Tutto ciò testimonia l’importanza crescente delle esposizioni digitali regolamentate nell’ecosistema finanziario di Hong Kong e, per estensione, in quello cinese.

L’ascesa delle stablecoin denominate in dollari, come USDT, sta trasformando il panorama dei pagamenti internazionali delle aziende cinesi.

Secondo Xiao Feng, presidente di HashKey, importatori cinesi optano sempre più spesso per queste soluzioni digitali, grazie alla maggiore efficienza, alle restrizioni sui capitali imposte dalla Cina, alle tensioni geopolitiche e all’instabilità delle valute nei mercati emergenti.


Questa tendenza sottolinea una dipendenza crescente dagli stablecoin peggati al dollaro per il commercio transfrontaliero, nonostante le restrizioni ancora presenti a livello domestico.

JD.com suggerisce che la Cina permetta test di emissione di stablecoin in yuan a Hong Kong, con l’intento di estendere poi il modello anche in altre zone economiche speciali.

L’obiettivo di fondo è contenere la dipendenza dal dollaro e mantenere sovranità monetaria, in una fase in cui si discute anche in ambito statunitense di possibili regolamentazioni più favorevoli e di accesso a crediti normativi per progetti stablecoin.

Preservare la sovranità monetaria nell’era degli asset digitali

Il governo cinese considera ora l’emissione di una stablecoin in yuan come una risposta strategica alle minacce portate dalla crescente influenza delle stablecoin in dollari.

La posta in gioco è la possibilità di riaffermare lo yuan fra le valute di riferimento nel panorama dei pagamenti digitali globali.


Il momento è particolarmente delicato. Negli Stati Uniti, una proposta di legge al Congresso mira a legittimare ulteriormente le criptovalute ancorate al dollaro. Di conseguenza potenzialmente rafforzando il primato del dollaro come valuta globale degli asset digitali.

Una regolamentazione statunitense più chiara accelererebbe tale predominanza. Costringendo così Pechino a risposte decise.La battaglia per il controllo delle stablecoin e la preservazione della sovranità monetaria cinese è solo all’inizio.

Alibaba e JD.com si pongono come pionieri, spingendo per una normativa che favorisca stablecoin in yuan regolamentate, ponendo Hong Kong e la Cina stessa come avamposti per la nuova finanza digitale.

Il prossimo passo sarà fondamentale per definire i pesi monetari negli scambi internazionali e l’efficacia dell’innovazione regolamentata nel contrastare la supremazia del dollaro in Bitcoin e stablecoin.

Le scelte imminenti potranno plasmare l’equilibrio delle valute digitali nei prossimi anni e ridefinire la leadership nel futuro dell’economia globale.

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