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Coinbase ha lanciato un nuovo exchange internazionale

La notizia è ufficiale: ieri Coinbase ha annunciato di aver lanciato un nuovo exchange internazionale. 

Si chiama semplicemente Coinbase International Exchange, ed è raggiungibile su questo indirizzo.

Non si tratta però di una copia dello storico exchange esistente, ma di una cosa leggermente differente. 

Coinbase e le insidie con gli USA

Coinbase è una società statunitense quotata in Borsa al Nasdaq. Per questi motivi è tenuta a rispettare rigorosamente le norme stringenti degli USA in materia, e ciò limita le sue possibilità di espansione. 

Inoltre, ultimamente la SEC sta indagando su Coinbase, in particolare riguardo la possibilità che abbia consentito lo scambio di security non registrate. 

In altre parole l’attuale rapporto della società americana con le autorità statunitensi è problematico, tanto che ha addirittura minacciato di andarsene dagli USA. 

Non è quindi un caso che il nuovo Coinbase International Exchange risulti essere regolamentato non dalla SEC, ma dalla Bermuda Monetary Authority (BMA), definita dall’exchange “un’autorità di regolamentazione finanziaria altamente rispettata ed esperta, guidata da un team esecutivo e da un consiglio di amministrazione eccezionali”. 

La società afferma anche che l’ambiente normativo delle Bermuda è comunque noto per un alto livello di trasparenza, conformità e cooperazione, e la BMA è membro di diverse organizzazioni internazionali, e mantiene stretti rapporti con altre agenzie di regolamentazione in tutto il mondo. 

Non si tratta pertanto di una fuga dagli Stati Uniti, ma di un primo passo verso l’internazionalizzazione che passa anche per l’apertura dell’attività a giurisdizioni estere. 

Il nuovo exchange

Nonostante ciò, il nuovo exchange ad oggi non è affatto una versione identica a quella storica dedicata ai mercati non statunitensi. 

Per ora, infatti, il Coinbase International Exchange consente solamente gli scambi di future perpetui, ovvero prodotti finanziari non presenti nella versione tradizionale. 

Inoltre, per ora è aperto solo ad istituzioni finanziarie dietro esplicita richiesta, nonostante l’accesso sia consentito a tutti. 

Gli account già registrati su Coinbase possono già effettuare il login sul nuovo exchange con le stesse credenziali di accesso, ma se non hanno fatto richiesta e non sono stati abilitati vengono ridirezionati sulla vecchia versione una volta effettuato il login su quella nuova. 

Si tratta pertanto di due exchange distinti e non in competizione tra di loro. 

I mercati spot ed i clienti retail possono continuare ad utilizzare solo la versione storica, mentre i clienti istituzionali non statunitensi che vogliono scambiare future su BTC e ETH devono utilizzare la piattaforma nuova. Oltretutto su Coinbase International Exchange tutti gli scambi avvengono in USDC, e non supporta ancora le valute fiat. 

L’evoluzione futura

Tale iniziativa assomiglia, però, ad un primo passo verso la concreta minaccia di abbandonare gli USA. 

Va detto che diversi exchange hanno piattaforme distinte per gli USA e per il resto del mondo, come Binance o la fallita FTX

Per ora i mercati spot ed i clienti retail di Coinbase continuano ad essere gestiti su un’unica piattaforma, quella storica, ma non è da escludere che con il tempo sulla nuova versione internazionale vengano aperti anche dei mercati spot dedicati ai clienti retail non statunitensi. 

D’altronde anche FTX era un exchange statunitense, che aveva però aperto la sede principale alle Bahamas e da lì gestiva differenti piattaforme destinate a mercati differenti. 

Essendo le norme USA in molti casi più stringenti, non ha molto senso obbligare clienti esteri a sottostare a tali limiti. Pertanto è più che logico che exchange crypto che gestiscono sia clientela statunitense che estera si dotino di più piattaforme ciascuna con solo i limiti imposti dalle specifiche giurisdizioni a cui sono dedicate. 

Quindi se al momento Coinbase International Exchange è una piattaforma di nicchia dedicata ad un mercato ed a clienti speciali, non è detto che in futuro non possa diventare la piattaforma completa della società dedicata solamente ai clienti non statunitensi. 

È vero che il mercato USA per Coinbase è quello principale, ma l’exchange americano è utilizzatissimo anche all’estero. 

Coinbase in Borsa

Ieri il titolo Coinbase al Nasdaq ha guadagnato il 2,3%, più o meno quanto stava guadagnando il prezzo di Bitcoin alla chiusura delle borse USA. 

Estendendo l’analisi a tutto il 2023 si nota, però, che il titolo Coinbase è cresciuto molto meno di Bitcoin, tanto che in poco più di quattro mesi ha accumulato un guadagno complessivo solo di poco inferiore al 54%. 

Sebbene questo possa apparire un guadagno significativo per un titolo quotato in borsa, va detto che Bitcoin nel medesimo periodo ha fatto registrare un +72%, e che nel corso del 2022 la perdita di valore in percentuale per Coinbase è stata dell’86%. 

Quindi, nel 2022 il prezzo delle azioni di Coinbase ha perso più di quanto abbia fatto il prezzo di Bitcoin, e nel 2023 ha guadagnato di meno. 

In altre parole nonostante il +54% del 2023 il titolo della società in borsa non se la sta passando particolarmente bene. Basti dire che dalla quotazione iniziale di 380$, ad aprile 2021, il prezzo è sceso fino ai circa 51$ di ieri. Il suo trend sul medio/lungo periodo per ora è stato sempre discendente, tranne in pochi casi in cui ha fatto segnare un timido rimbalzo. 

Oltretutto rispetto al picco di metà aprile sta perdendo quasi il 29%, mentre Bitcoin è sotto solamente dell’8%. 

Tali dati rivelano che la strategia della società in questo momento non sembra essere particolarmente efficace. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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