Per anni, nel mondo delle crypto, contava soprattutto una cosa: la posizione in classifica su CoinMarketCap. Oggi quella logica si sta rompendo. Sempre più investitori stanno cercando fondamenti per investire in crypto che vadano oltre il market cap, guardando a ricavi, utilizzo reale e capacità di un progetto di generare valore economico nel tempo. Lo confermano a CoinDesk fonti di primo piano come Bitwise, Wintermute e la Arbitrum Foundation, secondo cui il cambiamento riguarda gli orizzonti temporali più lunghi, mentre nel breve periodo restano i perpetual futures a muovere i prezzi giorno per giorno.
Summary
Punti chiave
- Gli investitori crypto stanno spostando l’attenzione dal ranking per capitalizzazione a metriche come ricavi, utilizzo e valore catturato dai progetti.
- Il CEO di Bitwise, Hunter Horsley, parla della fine dell’era della “classifica su CoinMarketCap”.
- Il trading istituzionale spot su Wintermute è salito al 72% del flusso OTC nella prima metà del 2026, dal 59% dell’anno precedente.
- I token crypto sono scesi del 36% nella prima metà del 2026, mentre i titoli azionari legati al settore sono saliti del 23%.
- Arbitrum ha superato i 2,7 miliardi di transazioni lifetime e restituisce il 10% dei ricavi netti di protocollo al proprio ecosistema.
Dal ranking per market cap ai parametri fondamentali
Il settore crypto sta abbandonando la logica secondo cui il valore di un token si misura confrontandolo con la blockchain più grande sopra di lui in classifica. In un’intervista a CoinDesk, Horsley ha descritto questo passaggio come la fine dell’era della “classifica su CoinMarketCap”: nei cicli precedenti, i nuovi layer-1 venivano spesso valutati come una frazione della rete dominante, e i progetti più piccoli finivano prezzati a sconto solo per la loro posizione in graduatoria.
Fine dell’era della classifica su CoinMarketCap
Quell’approccio sta perdendo terreno mentre gli investitori si concentrano su mercati indirizzabili, adozione reale e capacità di un progetto di catturare valore economico, ha spiegato Horsley. L’esempio citato è quello di Hyperliquid: oggi chi valuta l’HYPE token guarda l’attività di trading e l’economia della piattaforma di derivati, non la sua posizione relativa rispetto ad altre blockchain. Il token è salito di circa il 20% nell’ultimo anno. “Quando parliamo con i wealth manager di una società che ha da poco approvato l’accesso al settore, non hanno idea di dove si posizioni qualcosa su CoinMarketCap”, ha detto Horsley. “È irrilevante.”
Questo cambiamento conta perché ridefinisce chi vince e chi perde nel lungo periodo: un progetto con adozione reale e ricavi verificabili può ora attrarre capitali istituzionali anche senza un posto di rilievo nelle classifiche tradizionali, mentre chi si basava solo sul posizionamento rischia di restare indietro.
Ruolo dei perpetual futures e dei flussi istituzionali
Nel breve termine restano i perpetual futures a determinare il prezzo, ma sono i fondamenti a stabilire quali token sopravvivono e quali vengono selezionati dagli allocatori nel medio periodo. Jasper De Maere, OTC trader di Wintermute, ha spiegato a CoinDesk che fondamenti e flussi di trading contano su orizzonti temporali diversi: i volumi dei perpetual futures continuano a essere un multiplo dello spot per la maggior parte dei token principali, mentre funding, posizionamento e liquidazioni definiscono il tono infragiornaliero.
Aumento del trading istituzionale spot e attenzione ai token che generano ricavi
Negli ultimi 12-18 mesi, però, l’attenzione si è spostata dall’infrastruttura alle applicazioni e alle appchain, ambiti più familiari a chi arriva dal fintech e dal venture capital, secondo De Maere. “I fondamenti fissano il pavimento e la shortlist, mentre i flussi fissano il prezzo”, ha dichiarato. Ricavi e utilizzo determinano quali token resistono ai drawdown o entrano nelle liste degli allocatori, ma raramente decidono il prezzo di una singola giornata.
I dati sui flussi di Wintermute mostrano che il cambiamento più netto riguarda chi sta comprando. Non si tratta di una migrazione massiva dallo spot ai derivati: le controparti istituzionali hanno rappresentato circa il 72% del flusso OTC spot dell’azienda nella prima metà del 2026, contro il 59% circa di un anno prima. Questi flussi si sono concentrati sulle principali criptovalute e su una lista ristretta di token che generano ricavi, con gli asset del mondo reale tokenizzati che emergono come la principale nuova categoria.
De Maere ha aggiunto una precisazione importante: “Parte della sovraperformance dei token che generano ricavi riflette il fatto che i fondamenti vengono premiati, e parte riflette il fatto che i fondamenti sono la narrativa del momento, quindi quei token attirano i flussi. Le due cose sono difficili da separare.”
Divergenza tra performance di token crypto e azioni correlate
Nella prima metà del 2026 si è aperta una forbice netta tra crypto e società quotate legate al settore, segnale che i due mercati stanno seguendo traiettorie diverse. Secondo un market review di Bitwise, le criptovalute sono scese del 36%, mentre le azioni legate al settore crypto sono salite del 23% nello stesso periodo.
Questa divergenza non implica che le azioni continueranno a sovraperformare i token, ma dimostra chiaramente che i due gruppi si stanno allontanando. Per il mercato è un segnale rilevante: gli investitori istituzionali sembrano trovare nei titoli quotati un’esposizione più regolata e prevedibile al settore, mentre i token restano soggetti a volatilità legata ai flussi speculativi di breve termine.
Importanza delle metriche onchain verificabili e dell’analisi a livello di progetto
Le metriche più credibili sono quelle che costano qualcosa da produrre e che possono essere verificate onchain, non quelle facilmente gonfiabili. Brendan Ma, responsabile della strategia d’investimento della Arbitrum Foundation, ha detto a CoinDesk che oggi gli analisti arrivano con una comprensione molto più solida della composizione dei ricavi, dell’attività transazionale e della capacità di catturare valore rispetto a un anno fa.
Ma ha identificato ricavi da commissioni, utenti che pagano commissioni e capitale che rimane sulla rete — comprese le riserve di stablecoin e gli asset tokenizzati — come indicatori più difficili da manipolare. Il numero di indirizzi attivi e il valore totale bloccato, invece, possono essere gonfiati da incentivi o da bot. Un aumento delle transazioni diventa realmente significativo solo se accompagnato da ricavi da commissioni più alti e da una maggiore retention degli utenti.
Caso di studio: volume transazioni e distribuzione ricavi di Arbitrum
Ma ha citato proprio Arbitrum come esempio di questa analisi a livello di progetto. La rete ha superato i 2,7 miliardi di transazioni lifetime, di cui oltre 500 milioni solo nel 2026, mentre Robinhood Chain genera secondo la fondazione circa 40 milioni di dollari di ricavi annui. Nell’ambito del programma di espansione di Arbitrum, il 10% dei ricavi netti di protocollo di quella chain viene restituito all’ecosistema Arbitrum: un meccanismo che lega direttamente l’attività della rete al valore redistribuito a chi la sviluppa e la utilizza.
Prodotti d’investimento e visione strategica dai leader di settore
Chi non vuole scommettere su singoli progetti può ora affidarsi a prodotti indice pensati per un’esposizione ampia al settore. Horsley ha spiegato che i prodotti indice offrono agli investitori un’esposizione diversificata alle crypto senza la necessità di individuare i singoli vincitori. Bitwise, la società guidata da Horsley, propone questo tipo di strumenti, così come altri gestori patrimoniali tra cui 21Shares.
Visione di Grayscale su Bitcoin e asset digitali emergenti
Zach Pandl, responsabile della ricerca di Grayscale, ha detto a CoinDesk che Bitcoin resta un asset macro legato alla domanda di alternative alle valute fiat, mentre le altre criptovalute affronteranno un controllo sempre più stretto sulla loro economia sottostante. Secondo Pandl, le prospettive per il settore crypto sono “molto luminose, perché stablecoin, asset tokenizzati e strumenti di finanza decentralizzata guideranno la domanda di asset digitali oltre Bitcoin nei prossimi anni”. “Un numero ridotto di token con fondamenti solidi giocherà un ruolo centrale nel prossimo capitolo degli asset digitali”, ha aggiunto Pandl. “I progetti più debole, con fondamenti scarsi, resteranno indietro.”
FAQ
Perché gli investitori crypto si stanno allontanando dal ranking per market cap?
Gli investitori oggi privilegiano fondamenti come ricavi, utilizzo e capacità di catturare valore economico, perché offrono un’indicazione più affidabile sulla sostenibilità a lungo termine di un token rispetto alla semplice posizione in classifica per capitalizzazione.
Che ruolo giocano i perpetual futures nei movimenti di prezzo delle crypto?
I perpetual futures dominano i movimenti di prezzo giornalieri e determinano le quotazioni nel breve periodo, ma sono i fondamenti a influenzare la sopravvivenza e la selezione dei token su orizzonti di 12-18 mesi o più lunghi.
Come è cambiato il coinvolgimento istituzionale nel trading spot crypto?
La quota delle controparti istituzionali nel volume di trading OTC spot di Wintermute è salita al 72% nella prima metà del 2026, dal 59% dell’anno precedente, segnale di una partecipazione istituzionale in crescita.
Quali sono metriche onchain credibili per valutare un progetto crypto?
Le metriche considerate più affidabili sono quelle che costano qualcosa da produrre e che possono essere verificate onchain, come i ricavi da commissioni, gli utenti che pagano commissioni e la ritenzione del capitale sulla rete.
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