HomeCriptovaluteMiningCanada: il ban del mining crypto in Columbia Britannica è legale

Canada: il ban del mining crypto in Columbia Britannica è legale

In Canada si è conclusa una vicenda che ha riguardato direttamente il ban del mining crypto. 

La vicenda ha avuto luogo in Columbia Britannica, la provincia più occidentale del Canada in cui c’è la città di Vancouver, e riguarda solo questa provincia. 

Il ban del mining crypto in Canada

La società elettrica della provincia, British Columbia Hydro and Power Authority (BC Hydro), aveva avviato una moratoria di 18 mesi sul mining crypto.

Una società locale di mining crypto, Conifex Timber, ha quindi deciso di sfidare in tribunale la moratoria, ed ha perso. Conifex Timber è una società forestale che si è messa a fare anche mining crypto insieme alla tribù indigena dei Tsay Keh Dene.

Infatti, pochi giorni fa è stata emessa una sentenza che dà ragione alla società elettrica BC Hydro e torto a Conifex Timber.

La sentenza è stata emessa dal giudice Michael Tammen della Corte Suprema della British Columbia di Vancouver, e respinge il ricorso di Conifex Timber contro la British Columbia in merito all’ordine emesso dal Lieutenant Governor in Council (LGIC) della stessa British Columbia che ha ordinato alla BC Utilities Commission (BCUC) di emettere a sua volta ordini che sollevano BC Hydro dal suo obbligo di fornire servizi ad aziende di mining crypto per un periodo di 18 mesi.

Quindi il giudice ha sentenziato non solo che è legittimo che BC Hydro possa astenersi dal fornire energia elettrica a Conifex Timber per 18 mesi, ma che possa farlo anche con tutte le altre società del territorio che si occupano di mining crypto. Questo di fatto conferma la moratoria. 

L’ordine del LGIC risale a dicembre 2022, così come quello di BCUC che sollevava BC Hydro dall’obbligo di fornire servizi a nuove attività di mining. In seguito a tale decisione, due data center di Conifex Timber furono sconnessi dalla rete di distribuzione di BC Hydro. 

Va specificato che BC Hydro è un servizio pubblico di proprietà del governo della British Columbia.

Le ragioni della sentenza

Le motivazioni che hanno portato a questa sentenza sono tre. 

La prima, banalmente, è che la decisione di LGIC è legale, dato che si tratta di un servizio pubblico e che la responsabilità ultima per la politica energetica della provincia spetta a quello stesso governo che è proprietario di BC Hydro.

La seconda è di tipo formale, dato che Conifex Timber sosteneva che vi fosse un vizio procedurale che invece il giudice non ha riscontrato. 

La terza invece è la corrispondenza delle leggi della provincia con la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, sulla quale Conifex Timber aveva sollevato dubbi. 

In altre parole trattandosi di una decisione di politica energetica della provincia, di cui il governo è l’unico responsabile e per la quale ha piena sovranità, non è contestabile, in assenza di vizi di forma o di corrispondenza a leggi di entità superiori. 

Si tratta a tutti gli effetti quindi di una scelta politica legittima. 

I motivi del ban del mining crypto

Non sono invece note nel dettaglio le motivazioni che hanno spinto il governo della British Columbia a bannare il mining crypto per 18 mesi, ma sono intuibili. 

Di sicuro non si tratta di motivazioni ambientali, perchè BC Hydro produce elettricità con addirittura 32 centrali idroelettriche, e solo 3 a gas naturale. Il 95% dell’energia consumata nella provincia British Columbia viene prodotta con centrali idroelettriche, quindi senza emissioni nocive e da fonti rinnovabili. 

Dovrebbe essere quindi solamente un problema di consumi e costi. 

BC Hydro complessivamente ha una capacità di 11 GW, con cui fornisce elettricità ad oltre 4 milioni di persone. 

ll Canada è un luogo decisamente freddo, quindi i consumi di energia elettrica possono essere elevati. In totale BC Hydro produce attorno ai 50.000 GWH di elettricità all’anno, quindi mediamente gli 11 GW vengono utilizzati a circa il 50% della capacità massima teorica. 

Il giudice Tammen però ha scritto nella sentenza che il ban era legato proprio al costo dell’energia elettrica, ed aveva come obiettivo quello di preservare l’accesso energetico a prezzi accessibili per l’intera popolazione.

Ha aggiunto che la quantità totale di MWH che gli impianti di mining di Conifex Timber avrebbero assorbito avrebbe ampiamente superato le proiezioni di BC Hydro. 

Dato che si tratta di qualche MWH all’anno, rispetto ai 50.000 GWH prodotti, probabilmente il problema non era tanto il consumo in sè, ma la difficoltà di BC Hydro a programmarlo con cura.

In percentuale si sarebbe trattato di un consumo irrisorio, ma la società pubblica di produzione e distribuzione dell’energia elettrica avrebbe potuto avere problemi a gestire i picchi di assorbimento dell’impianto nel momento dell’accensione. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
RELATED ARTICLES

MOST POPULARS