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In risalita i prezzi di Bitcoin, Ethereum e Monero

Nelle ultime 24 ore sono in leggera risalita i prezzi di diverse criptovalute, tra cui Bitcoin, Ethereum e Monero. 

In molti casi si tratta solo di normali oscillazioni quotidiane, ma per XMR forse stavolta c’è qualcosa di più.

Il caso di Monero

A dire il vero il prezzo di XMR nelle ultime 24 ore era riuscito a far registrare un +2,4%, ma stamattina ha finito per perdere tutto questo guadagno accumulato a partire da ieri. 

Il discorso però cambia se osservato sul medio/breve periodo. 

Pur essendo in questo momento a -6% rispetto a sette giorni fa, è a +19% rispetto ad un mese fa. 

Da notare che Bitcoin è a -2,8% rispetto a sette giorni fa, ed a -1,7% rispetto a trenta giorni fa, mentre Ethereum è a +2,5% rispetto a sette giorni fa ed a +15% rispetto ad un mese fa. 

Quindi sul breve termine Monero sta facendo peggio di BTC e ETH, ma sta facendo meglio sul medio/breve periodo. 

Il 2024 lo aveva aperto a 165$, ma a febbraio di colpo era sprofondato a 100$. Ancora a metà aprile sembrava agganciato a questa quota, ma a partire dalla seconda metà di aprile stesso ha iniziato un interessante movimento al rialzo. 

In particolare ha fatto registrare un interessante +55% dal 18 aprile fino al 12 giugno, per poi ritracciare solo leggermente poco sotto i 169$.

Quindi ha praticamente recuperato tutte le perdite di febbraio, ed è tornato in un’area di prezzo all’interno della quale aveva già lateralizzato per diversi mesi da ottobre dell’anno scorso fino a gennaio di quest’anno. 

Allo stato attuale il grafico giornaliero del prezzo di Monero mostra uno schema rialzista grazie ad una cosiddetta golden cross.

Non sono chiare le ragioni di questo rimbalzo, anche se c’è chi suggerisce che possano essere in qualche modo legate alla recente repressione del botnet mining in alcuni paesi europei. Il botnet mining è una pratica illegale che sfrutta i dispositivi altrui per minare XMR. 

Il fatto è che il prezzo di Monero non è ancora riuscito a salire sopra il range degli ultimi due anni, sopra quota 185$, e questo suggerisce che potrebbe avere il potenziale per un imminente breakout. In particolare la media mobile semplice a 50 giorni ha superato la SMA a 200 giorni, disegnando così una golden cross. 

È un po’ poco per fare previsioni rialziste, ma se non altro si tratta di un piccolo segnale positivo come da tempo non se ne vedevano più su Monero. 

Il rimbalzino di Ethereum: analisi dei prezzi e il confronto con Bitcoin e Monero

Più solido invece il rimbalzo di Ethereum.

Il +2,5% dell’ultima settimana, e soprattutto il +15% degli ultimi 30 giorni, costituiscono una performance che risulta essere nettamente superiore a quella del prezzo di Bitcoin. 

La questione chiave sembra essere lo sbarco effettivo sulle borse USA degli ETF su ETH spot approvati a maggio dalla SEC.

Lo sbarco è previsto solo per i primi giorni di luglio, quindi mancano ancora circa un paio di settimane, ma forse è proprio per questo che c’è chi sta comprando nella speranza che quell’evento finisca per far salire il prezzo. 

A dire il vero rispetto ai 3.800$ del 7 giugno il livello attuale è decisamente inferiore, ma dopo essere sceso anche sotto i 3.400$ due giorni fa, il ritorno a 3.600$ va interpretato come un segnale positivo. 

Da un lato l’andamento del prezzo di Ethereum in questo momento soffre probabilmente dell’influenza negativa della lateralizzazione discendente di Bitcoin, ma dall’altro sembra davvero pronto a riportarsi sopra i 3.800$, o addirittura ai 3.900$ di fine maggio. 

Anzi, qualora si innescasse un mini-rally temporaneo, come avvenuto ad esempio nei giorni precedenti allo sbarco in borsa degli ETF su Bitcoin spot, non è nemmeno assurdo che possa aggiornare i massimi annuali del 2024 sopra i 4.000$. 

Bisogna però tenere anche in conto due fattori negativi, ovvero il fatto che gli ETF su ETH potrebbero non avere un successo simile a quelli su BTC, e che dopo l’effettivo sbarco in borsa il prezzo di ETH potrebbe ritracciare, come accaduto a BTRC a fine gennaio. 

La situazione pertanto è potenzialmente buona, ma la realtà spesso delude le aspettative, soprattutto nel caso in cui queste fossero eccessivamente ottimistiche. 

La lateralizzazione di Bitcoin

Per quanto riguarda l’andamento del prezzo di Bitcoin invece c’è ben poco di interessante da dire. 

Con un Dollar Index che in meno di due settimane è passato da 104 a 105,5 punti, paradossalmente è persino un buon segno che il prezzo di BTC sia sceso solamente da 71.000$ a poco meno di 66.000$.

Inoltre dopo aver toccato i 64.000$ un paio di giorni fa ha fatto registrare un rimbalzino che sembra aver messo fine a questa discesa. 

Il problema però è che il Dollar Index potrebbe non aver esaurito la sua spinta, ma potrebbe semplicemente aver preso negli ultimi tre giorni una pausa per poi magari tornare a crescere nei prossimi giorni. 

Non va dimenticato che il bottom di questa lateralizzazione discendente rimangono i 56.500$ del primo maggio, e che il bottom del mese di giugno per ora è rimasto molto sopra quel minimo. 

A questo punto se ad aprile si poteva parlare di lateralizzazione discendente, da maggio ad oggi bisogna invece descrivere l’andamento come una pura lateralizzazione, dato che i minimi sembrano crescenti. 

Oltretutto nel caso in cui si verifichi un mini-rally di ETH nelle prossime settimane anche il prezzo di Bitcoin potrebbe trarne giovamento, sebbene la direzione potrebbe poi invertirsi dopo lo sbarco effettivo in borsa degli ETF a luglio. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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