HomeCriptovaluteBitcoinTrump continua a spingere il prezzo di Bitcoin in alto: ecco perché

Trump continua a spingere il prezzo di Bitcoin in alto: ecco perché

Sicuramente la crescita del prezzo di Bitcoin degli ultimi giorni si deve all’incremento della domanda, e quindi della pressione di acquisto. 

Ma a ciò se è aggiunta una seconda dinamica che ne ha fatto salire il prezzo molto e molto velocemente.

La risalita del prezzo di Bitcoin

La recente risalita del prezzo di Bitcoin è iniziata il 6 novembre, quando si è iniziato a capire che Donald Trump aveva vinto le elezioni presidenziali USA del 2024. 

Il prezzo inizialmente era di circa 69.000$, e nel giro di sole 24 ore si è prima riportato sopra i 70.000$, e poi ha fatto registrare i nuovi massimi storici a circa 75.000$. 

Quella risalita sicuramente è stata innescata dalla vittoria di Trump, ma questo non è stato l’unico motivo. 

In seguito praticamente non ha fatto altro che continuare a salire, sempre però con oscillazioni in alto ed in basso, facendo segnare altri quattro massimi storici in altrettanti giorni. 

L’ultimo massimo storico è stato registrato proprio questa notte, sopra quota 81.800$.

Rispetto ai 69.000$ del 5 novembre la crescita in meno di sei giorni è stata del 17%, ovvero una percentuale non clamorosa per Bitcoin ma comunque molto significativa, soprattutto perchè avvenuta sopra i precedenti massimi storici di 73.800$ di marzo. 

Liquidità Bitcoin sugli exchange ai minimi storici

Come detto prima, la vittoria di Trump ha fatto aumentare la domanda di Bitcoin (BTC), e quindi la pressione di acquisto. 

Tuttavia questa sola dinamica in questo preciso momento storico non avrebbe avuto da sola la forza di far aumentare il prezzo di BTC così tanto, ed in così poco tempo, facendo segnare record su record ormai da quasi una settimana. 

C’è stata infatti un’altra dinamica non meno importante. 

Stando ai dati di CryptoQuant, dal 20 di ottobre al 5 di novembre i BTC tenuti a riserva dagli exchange sono rimasti sostanzialmente invariati. 

Invece, a partire proprio dal 6 novembre hanno iniziato a calare, ed il calo è durato tre giorni. Dal 9 novembre ad oggi il calo si è fermato, probabilmente anche a causa del weekend. 

Il fatto è che i Bitcoin sugli exchange sono gli unici che possono essere venduti sugli exchange stessi, quindi meno ce ne sono meno c’è offerta di BTC sugli exchange. 

Inoltre dato che chi deposita BTC sugli exchange molto spesso lo fa per venderli, un calo dei BTC sugli exchange suggerisce a maggior ragione un calo della pressione di vendita. 

E così oltre all’aumento della pressione di acquisto, c’è stata anche una riduzione della pressione di vendita, ed i due fenomeni sommati hanno spinto il prezzo di Bitcoin verso l’alto in modo consistente e veloce. 

Ora occorrerà capire se tale tendenza continuerà oppure si fermerà o si invertirà. 

Il calo della pressione di vendita

Il fatto è che, pur con alti e bassi, la pressione di vendita sugli exchange diminuisce quasi costantemente dalla seconda metà di febbraio. 

Infatti anche il massimo storico di marzo fu spinto dal calo della pressione di vendita, unitamente alla risalita di quella di acquisto. 

La riduzione quasi costante dei BTC in riserva sugli exchange crypto a partire da febbraio fino ad oggi potrebbe essere dovuta in buona parte agli acquisti degli ETF, sebbene in modo indiretto. 

Gli ETF non acquistano direttamente dagli exchange, ma da desk OTC che tuttavia possono essere costretti a loro volta ad andare a prendere BTC dagli exchange qualora non ne abbiano abbastanza. Inoltre il principale ETF su Bitcoin, IBIT di BlackRock, utilizza come OTC quello di Coinbase, ovvero il maggior exchange crypto statunitense. 

A dire il vero l’aumento degli acquisti da parte degli ETF è iniziato già a gennaio, quando sono sbarcati sulle borse USA, ma la prima vera impennata è iniziata solo a febbraio, poco prima che iniziassero a scendere i BTC in riserva sugli exchange. 

Ci sono stati altri tre periodi nel 2024 durante i quali gli ETF hanno acquistato significative quantità di Bitcoin, ovvero giugno, luglio e da settembre fino ad oggi. 

A giugno c’è stata una delle maggiori riduzioni del 2024 di BTC sugli exchange crypto, e ve ne è stata una seconda a fine luglio. La terza è iniziata proprio a settembre. 

L’arrivo della FOMO

Tutto ciò potrebbe preparare la strada all’arrivo della FOMO. 

La cosa curiosa è che, nonostante una settimana di record su record, la FOMO per ora non sembra ancora esserci. 

Innanzitutto perchè la crescita del prezzo si deve anche alla riduzione della pressione di vendita, e non solo all’aumento di quella di acquisto. 

Ma soprattutto perchè l’interesse nei confronti di Bitcoin è cresciuto molto solo il giorno della vittoria di Trump, mentre nei giorni seguenti stranamente è di nuovo scemato. 

Ieri però è di nuovo risalito un po’, tanto che in teoria ora ci sarebbero le condizioni per l’arrivo di vera FOMO. 

La chiave in questo momento sembrerebbe essere la rottura di quota 82.000$. 

Sebbene possa apparire strano che la domanda di Bitcoin possa impennarsi dopo che il suo prezzo di acquisto sarà salito così tanto, in genere gli speculatori retail in realtà si comportano proprio in questo modo. 

Il livello chiave degli 82.000$

Innanzitutto va detto che superare gli 82.000$ non sembra affatto facile. 

Stanotte c’è stato un primo tentativo di avvicinamento a questa soglia, ma è fallito. 

Inoltre da due giorni la pressione di vendita non scende più, anche se con la fine del weekend potrebbe tornare a scendere. 

Il fatto è che l’indice RSI giornaliero della forza relativa del prezzo di Bitcoin è in zona di ipercomprato ormai da sei giorni, e sebbene in teoria potrebbe anche rimanere lì ancora per un po’, ogni giorno che passa si accorciano i tempi per una sua ridiscesa sotto quota 70 punti. 

Quindi, da un lato potrebbe essere ostico per Bitcoin superare gli 82.000$ e far registrare nuovi massimi storici sopra quella soglia, ma dall’altro qualora avvenisse potrebbe innescarsi FOMO e far salire il prezzo anche ben oltre quella soglia. 

Non è però affatto detto che ciò possa capitare subito, e potrebbe anche essere necessario attendere dicembre perché si inneschi una dinamica simile. Nel frattempo potrebbe esserci una correzione. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
RELATED ARTICLES

Stay updated on all the news about cryptocurrencies and the entire world of blockchain.

LATEST