Il token OM di Mantra ha vissuto un fine settimana turbolento, crollando di oltre il 90% prima di mettere a segno un rimbalzo spettacolare del 200%. Il prezzo del token, che aveva toccato un minimo di 0,37 dollari, è risalito fino a 1,10 dollari il 14 aprile. Tuttavia, dietro questa ripresa si cela una vicenda complessa, fatta di accuse, sospetti e dinamiche di mercato che ricordano da vicino il tracollo di Terra (LUNA) nel maggio 2022.
Summary
Le accuse di rug pull e la risposta del team di Mantra
Il crollo del token OM ha scatenato una valanga di accuse sui social, con molti utenti che hanno parlato apertamente di un possibile rug pull, ovvero una truffa in cui i creatori di un progetto abbandonano improvvisamente, portando via i fondi degli investitori. Le voci si sono fatte più insistenti dopo che sono emerse segnalazioni di trasferimenti sospetti di token OM verso exchange centralizzati, proprio poco prima del crollo della crypto Mantra (OM).
A calmare le acque è intervenuto JP Mullin, co-fondatore di Mantra, che ha cercato di rassicurare la comunità. In un messaggio sul canale ufficiale Telegram del progetto, Mullin ha dichiarato:
“Siamo qui e non andiamo da nessuna parte”,
sottolineando che il gruppo è ancora attivo. Ha inoltre condiviso un indirizzo di verifica per dimostrare le partecipazioni in token OM da parte del team.
Secondo Mullin, il crollo non è stato causato da una truffa, ma da “chiusure forzate irresponsabili” da parte di exchange centralizzati, che avrebbero innescato una reazione a catena nel mercato.
Un crollo da miliardi e liquidazioni massicce
Nonostante la ripresa, i danni sono stati ingenti. In un solo giorno, la capitalizzazione di mercato di OM ha perso oltre 5 miliardi di dollari, mentre le posizioni future liquidate hanno raggiunto i 75,9 milioni di dollari. Un colpo durissimo per gli investitori e per la credibilità del progetto.
Alcuni analisti hanno sollevato ulteriori dubbi sulla gestione del token. In particolare, l’analista noto come Ed ha affermato che il team di Mantra avrebbe utilizzato i propri token OM come collaterale per ottenere prestiti ad alto rischio su un exchange centralizzato. Un improvviso cambiamento nei parametri di rischio dei prestiti avrebbe poi innescato una margin call, contribuendo al crollo del prezzo.
Le modifiche alla tokenomics e l’intervento di OKX
Un elemento chiave nella vicenda è rappresentato dalle modifiche alla tokenomics di OM avvenute nell’ottobre 2024. In quella occasione, Mantra ha raddoppiato l’offerta totale di token, passando da 888.888.888 a 1.777.777.777 unità. Inoltre, è stato abbandonato il modello a fornitura limitata in favore di uno inflazionistico, con un tasso di inflazione iniziale dell’8% annuo.
Questi cambiamenti hanno spinto exchange come OKX a rivedere i propri parametri di rischio per i prestiti, nel tentativo di proteggersi dalla volatilità e da potenziali insolvenze. Il CEO di OKX, Star Xu, ha definito Mantra “uno scandalo enorme” e ha annunciato la pubblicazione di rapporti dettagliati sull’accaduto nei prossimi giorni.
Un rimbalzo che ricorda il caso LUNA
Nonostante il rimbalzo del 200%, molti esperti mettono in guardia contro un eccessivo ottimismo. La struttura del recupero di OM ricorda infatti da vicino quella di LUNA, che dopo il crollo del 2022 aveva vissuto una breve ripresa prima di sprofondare ulteriormente.
Attualmente, il prezzo di OM si trova sotto la media mobile esponenziale a 50 settimane (EMA), che si aggira intorno ai 3,25 dollari, e sta testando la resistenza della EMA a 200 settimane, situata a circa 1,08 dollari. Inoltre, l’indice di forza relativa (RSI) settimanale è sceso a 33,31, segnalando un indebolimento del momentum e aumentando il rischio di un nuovo crollo.
Gli analisti restano scettici
La somiglianza con la dinamica di LUNA non è passata inosservata. L’analista AmiCatCrypto ha sottolineato che, nonostante il rally, OM potrebbe perdere il 90% del suo valore in un solo giorno, come già accaduto in passato. “Se mi chiedete se il mercato rialzista è finito, la risposta è: SÌ”, ha scritto l’esperta.
Il sentiment generale resta quindi improntato alla cautela. Il rimbalzo di OM potrebbe essere solo una trappola per tori, ovvero un falso segnale di ripresa destinato a precedere un nuovo crollo.
Una crisi di fiducia per Mantra
La vicenda OM rappresenta un duro colpo per la reputazione di Mantra e solleva interrogativi più ampi sulla trasparenza e la gestione del rischio nei progetti crypto. La concentrazione del 90% della fornitura di token nelle mani del team, unita a decisioni controverse come l’aumento dell’offerta e l’adozione di un modello inflazionistico, ha alimentato la sfiducia tra investitori e analisti.
Nel breve termine, molto dipenderà dalla capacità del team di Mantra di fornire prove concrete della propria buona fede e di implementare misure che possano ristabilire la fiducia nel progetto. Ma il mercato, si sa, ha la memoria lunga e la pazienza corta.
Conclusione: rimbalzo o illusione?
Il caso OM è emblematico delle sfide che il mondo delle criptovalute continua ad affrontare: volatilità estrema, mancanza di regolamentazione, e rischi sistemici legati alla gestione centralizzata dei progetti. Il rimbalzo del token potrebbe offrire un’opportunità di breve termine per alcuni trader, ma per gli investitori di lungo periodo, i segnali di allarme sono numerosi.
La storia di OM è ancora in divenire, ma una cosa è certa: la fiducia, una volta persa, è difficile da riconquistare.

