Ci avviciniamo ad una data molto importante ai fini della dichiarazione e del pagamento delle tasse sulle proprie criptovalute, il 30 giugno. Farsi trovare impreparati vorrebbe dire rischiare di ricevere sanzioni molto salate da parte dell’Agenzia delle Entrate, che da tempo sta rafforzando i suoi controlli a campione sul territorio Italiano. Ecco perché devi agire subito.
In questo articolo facciamo breve recap su come funziona la normativa del nostro Paese e vediamo tutto quello che c’è da fare entro la fine del mese. Alla fine trovate anche un trucchetto su come semplificare tutti gli obblighi fiscali e gestire tutto il processo nel mondo più smart possibile.
Summary
Dichiarazione e pagamento delle tasse sulle criptovalute: tutti gli obblighi fiscali
Chi possiede criptovalute ed è fiscalmente residente in Italia deve rispettare due obblighi distinti ma complementari: il monitoraggio fiscale e il pagamento delle imposte.
Entrambi vanno assolti attraverso la dichiarazione dei redditi, con modalità differenti a seconda che si utilizzi il Modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche.
Monitoraggio fiscale: come dichiarare le proprie criptovalute nel Quadro RW o W
Indipendentemente dall’ammontare detenuto, chi possiede crypto-attività deve dichiararle nel Quadro RW (per il Modello Redditi) o nel Quadro W (per il 730). Questo adempimento serve esclusivamente a comunicare il possesso di criptovalute, anche se non si sono realizzate operazioni durante l’anno.
Su questi importi è dovuta la l’imposta sul valore aggiunto delle criptovalute (IC) pari allo 0,2%, calcolata sul valore totale delle crypto detenute al 31 dicembre dell’anno fiscale di riferimento.
Tasse sulle plusvalenze da criptovalute: Quadro RT o T
Se si sono realizzati guadagni dalla vendita, permuta, rimborso o altra cessione a titolo oneroso di crypto-attività, questi vanno indicati nel Quadro RT (Modello Redditi) o nel Quadro T (Modello 730).
Le plusvalenze sono attualmente tassate con un’aliquota del 26%, con la possibilità di compensare minusvalenze realizzate nello stesso anno o nei quattro successivi.
Attenzione: a partire dal 1° gennaio 2026, l’aliquota salirà al 33%, rendendo ancora più importante una gestione fiscale oculata e pianificata delle proprie crypto-attività.
Cosa devi fare assolutamente entro il 30 giugno?
Entro il 30 giugno tutti i contribuenti che detengono criptovalute sono chiamati a rispettare scadenze fiscali fondamentali in ottica dichiarazione: il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto delle crypto-attività e il versamento delle imposte sulle plusvalenze realizzate nel 2024.
L’imposta sul valore aggiunto delle cripto-attività si applica semplicemente per il possesso di crypto al 31 dicembre dell’anno precedente, indipendentemente da operazioni effettuate. Se i fondi sono custoditi su exchange centralizzati che agiscono da sostituto d’imposta, spesso il versamento viene effettuato automaticamente ad inizio anno dalla piattaforma stessa.
Al contrario, chi conserva le crypto su wallet privati o non custodial, ed è tenuto a compilare il Quadro RW o W, dovrà procedere in autonomia tramite modello F24, ma solo se l’imposta supera i 12 euro.
Per quanto riguarda la tassazione delle plusvalenze, l’aliquota attuale è del 26%, applicabile sui guadagni generati durante l’anno. Il pagamento dell’imposta va effettuato entro il 30 giugno, ma è possibile posticipare al 31 luglio 2025 optando per una maggiorazione dello 0,4%, utile per chi desidera guadagnare tempo e organizzare al meglio la liquidità.
È importante ricordare che in caso di omissioni o errori nei versamenti, l’Agenzia delle Entrate può applicare sanzioni molto pesanti, che vanno dal 120% al 360% dell’imposta evasa. In situazioni particolarmente gravi, il contribuente rischia anche conseguenze di natura penale.
Come semplificare la dichiarazione delle crypto con Okipo?
In Italia, gestire correttamente la fiscalità delle criptovalute non è semplice: le norme cambiano spesso, i controlli si fanno sempre più serrati e i dati da tenere sotto controllo sono numerosi.
Ogni acquisto, vendita, permuta o attività in DeFi va tracciata, registrata e riportata correttamente nella dichiarazione. Questo vale anche per le transazioni effettuate su protocolli decentralizzati, dove l’assenza di un intermediario rende ancora più difficile ricostruire il quadro fiscale.
Per evitare errori e dimenticanze, è fondamentale utilizzare strumenti pensati appositamente per semplificare questo processo. Un esempio concreto è Okipo, una piattaforma italiana che ti guida passo dopo passo in tutta la procedura fiscale. L’utente non deve fare altro che collegare i propri wallet o account exchange: al resto pensa il software.
Okipo analizza tutte le movimentazioni, calcola eventuali plusvalenze, genera un report fiscale completo pronto per essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi, e indica con precisione se e quanto versare tramite modello F24. In pochi clic si ottiene una panoramica chiara e aggiornata della propria situazione fiscale, nel pieno rispetto delle normative italiane.
Con Okipo, anche chi è alle prime armi può affrontare la dichiarazione fiscale crypto in modo smart, sicuro e senza sorprese.

