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Nvidia brilla con utili sopra le attese nonostante i limiti all’export in Cina

Nvidia ha registrato una crescita significativa dei propri utili trimestrali, nonostante le restrizioni statunitensi sulle esportazioni di chip in Cina. Le azioni Nvidia hanno infatti segnato un balzo quasi del 5% durante la sessione after-hours grazie a utili che hanno superato le previsioni degli analisti. Questo successo riflette la domanda globale robusta per l’intelligenza artificiale (AI), che si conferma il motore centrale della crescita dell’azienda.

Nvidia supera le aspettative nel primo trimestre fiscale 2026

Durante il primo trimestre del suo anno fiscale 2026, Nvidia ha riportato ricavi complessivi pari a 44,1 miliardi di dollari (circa 39,2 miliardi di euro), con un aumento del 69% su base annua. Questo risultato ha superato le attese di mercato, assieme a un utile per azione di 0,96 dollari (0,85 euro), anch’esso migliore delle previsioni. 

Il settore dei data center continua a rappresentare il fulcro del successo commerciale di Nvidia. I ricavi da questa divisione sono saliti a 39,1 miliardi di dollari (34,7 miliardi di euro), un incremento del 73% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sebbene la crescita rispetto al trimestre precedente si sia leggermente rallentata (dal 93% al 73%), il traguardo resta comunque un nuovo record per l’azienda.

Il CEO Jensen Huang ha attribuito questo boom all’eccezionale domanda globale per l’infrastruttura AI. Lanciando un chiaro segnale di forza, Huang ha sottolineato che il chip AI più avanzato di Nvidia, Blackwell, è ormai “in produzione su larga scala” per i principali produttori di sistemi e fornitori di servizi cloud.  

“La generazione di token per inferenza AI è cresciuta di dieci volte nell’ultimo anno, e con la diffusione degli agenti AI la domanda di capacità computazionale aumenterà ulteriormente”, 

ha spiegato Huang, definendo l’IA una nuova “infrastruttura essenziale” paragonabile all’elettricità e a internet.

L’impatto delle restrizioni USA sulle esportazioni in Cina

Nonostante il brillante andamento, Nvidia deve fare i conti con pesanti limitazioni negli scambi commerciali con la Cina. L’azienda ha stimato una perdita di circa 8 miliardi di dollari (7,1 miliardi di euro) per effetto delle restrizioni imposte dal governo statunitense sui chip destinati a questo mercato.

Nel primo trimestre, l’export dei chip H20 verso la Cina è stato soggetto a nuove regole che richiedono licenze ad hoc. Pur essendo questi chip stati approvati in passato, la nuova normativa ha causato una svalutazione di inventario per 4,5 miliardi di dollari (4 miliardi di euro). Senza questa perdita, Nvidia avrebbe realizzato vendite addizionali per 2,5 miliardi di dollari (2,2 miliardi di euro).

Di conseguenza, il margine lordo di Nvidia per il trimestre si è attestato al 61%, contro un potenziale del 71,3% al netto di queste svalutazioni. Secondo Huang, il “mercato cinese da 50 miliardi di dollari è praticamente chiuso per l’industria statunitense”, costringendo l’azienda a un significativo write-off su inventari non vendibili né riconvertibili.

Nvidia: prospettive sugli utili per il trimestre attuale

Per il trimestre in corso, Nvidia prevede ricavi intorno ai 45 miliardi di dollari (40 miliardi di euro), con un margine lordo non-GAAP stimato al 72%, più o meno 50 punti base. Per confronto, il margine era al 73,5% nel quarto trimestre del 2024 e al 79% nello stesso periodo dell’anno fiscale precedente.

In un’intervista a Bloomberg TV, Huang ha aggiunto che Nvidia sta esplorando alternative ai chip H20 per il mercato cinese, ma ogni passo dovrà essere approvato dal governo degli Stati Uniti.

Espansione industriale negli USA e partnership nel Medio Oriente

Parallelamente alle sfide con la Cina, Nvidia sta attivamente supportando le iniziative del presidente Donald Trump per l’intelligenza artificiale negli Stati Uniti. In gennaio, Trump aveva annunciato un ambizioso piano per posizionare gli Stati Uniti al centro dell’innovazione AI, e Nvidia si è inserita come protagonista di questo percorso.

Durante una recente visita in Medio Oriente, che ha coinciso con quella di Trump, Nvidia ha siglato una partnership strategica con HUMAIN in Arabia Saudita. L’obiettivo è realizzare nuovi impianti produttivi dedicati all’AI nel regno saudita, inaugurando una nuova fase di crescita per l’azienda.

Josh Gilbert di eToro Australia ha sottolineato come, mentre le vendite in Cina siano frenate dalle restrizioni, il Medio Oriente si profili “come una nuova piattaforma di lancio” per Nvidia.

L’ascesa di Nvidia: il colosso globale del mercato tech

Grazie a questi risultati, Nvidia ha superato Apple e Microsoft in termini di capitalizzazione di mercato, diventando la più grande azienda al mondo per questo parametro. Dopo un inizio d’anno turbolento, il rialzo del prezzo azionario e le prospettive di crescita rappresentano un segnale di fiducia per gli investitori.

Il dato chiave rimane l’eccezionale domanda per l’AI, che continuerà a guidare il business di Nvidia nonostante le tensioni geopolitiche e le limitazioni sull’export. Il chip Blackwell, insieme a soluzioni innovative per i data centre e la strategia industriale internazionale, plasmerà il futuro della computing intelligence.

Nvidia dimostra che, anche in un contesto di forti restrizioni commerciali, lo sviluppo incessante dell’intelligenza artificiale può sostenere la crescita economica e la leadership tecnologica. La capacità di adattamento e la diversificazione geografica appaiono strategie vincenti per superare le sfide attuali.

Le prossime mosse dell’azienda negli Stati Uniti e nel Medio Oriente andranno monitorate con attenzione, soprattutto nel quadro più ampio delle politiche AI guidate dall’amministrazione Trump. Investitori, analisti e appassionati di tecnologia dovrebbero seguire queste dinamiche per cogliere opportunità nel settore in rapida evoluzione.

In sintesi, Nvidia conferma il suo ruolo centrale nel mercato dell’intelligenza artificiale e della tecnologia globale. Il futuro si annuncia ricco di sfide ma anche di potenziali successi, a patto di navigare con attenzione tra le regolamentazioni e di cavalcare la domanda inarrestabile per soluzioni AI avanzate.

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