Durante i primi mesi del 2025 l’andamento del prezzo dell’oro ha di fatto sovraperformato quello di Bitcoin.
L’oro ha iniziato l’anno a circa 2.650$ l’oncia, ed ora ha sorpassato i 3.300$, con picchi a 3.500$.
Bitcoin invece ha iniziato l’anno a circa 93.000$, ed ora è a circa 106.000$.
Pertanto in poco meno di cinque mesi, il prezzo dell’oro si è apprezzato di quasi il 24%, mentre Bitcoin si è fermato a +13%.
Da notare che, oltretutto, in genere la volatilità del prezzo dell’oro è circa un quarto rispetto a quella di Bitcoin, quindi un +24% del prezzo dell’oro può essere paragonato quasi ad un +100% del prezzo di BTC. Questo rende ancora più straordinaria la performance dell’oro in cinque mesi.
Summary
L’inversione di tendenza: Bitcoin potrebbe superare l’oro
Secondo l’analista di JPMorgan Chase, Nikolaos Panigirtzoglou, nel corso della seconda metà dell’anno l’andamento potrebbe essere opposto.
In altre parole, secondo Panigirtzoglou, Bitcoin potrebbe sovraperformare l’oro nei restanti mesi del 2025.
Gli analisti di JPMorgan hanno evidenziato alcuni fattori che potrebbero finire per giovare al prezzo di BTC.
Il primo fattore è la crescente adozione di Bitcoin da parte delle aziende come riserva di valore.
Il secondo sono gli Stati USA (come Arizona e New Hampshire) che emanano leggi per creare riserve strategiche di Bitcoin.
Secondo gli analisti di JPMorgan, l’aumentare delle aziende e degli Stati che aggiungono BTC alle loro riserve potrebbe trasformarsi in un catalizzatore positivo più duraturo per Bitcoin.
In particolare sia l’oro che Bitcoin potrebbero fungere come copertura contro eventuali ribassi dei mercati azionari, ma soprattutto contro la svalutazione del dollaro statunitense.
Tuttavia secondo gli analisti di JPMorgan, l’oro è un’opzione più prudente, pur essendo posizionato in modo da offrire una certa protezione contro ulteriori rischi geopolitici e contro la debolezza del dollaro. Però aggiungono anche di essere scettici sul fatto che Bitcoin offra davvero il potenziale per migliorare la resilienza del proprio portafoglio, nonostante la sua bassa correlazione con gli asset tradizionali.
Le paure per il rally del prezzo dell’oro
La notevole ed anomala crescita del prezzo dell’oro in questi mesi è proprio una mossa prudenziale contro una possibile cattiva evoluzione del quadro economico/finanziario degli USA, e globale.
Infatti, si prevede che i dazi di Trump finiranno per far salire l’inflazione e rallentare la crescita economica, mentre il disegno di legge su tasse e spesa finirà per aggiungere altri 3.000 miliardi di dollari al debito federale nel prossimo decennio.
Per questi motivi diversi investitori esitano ad acquistare azioni o obbligazioni statunitensi, con conseguente calo della domanda di valuta statunitense.
L’ipotesi che viene avanzata però è che, oltre all’oro, gli investitori preoccupati da questo scenario potrebbero anche cercare di tutelarsi da possibili cali dei mercati azionari, e soprattutto dalla svalutazione del dollaro, detenendo anche Bitcoin oltre all’oro.
Va comunque ricordato che l’oro è un asset risk-off, ovvero a bassissimo rischio, mentre Bitcoin è risk-on, ovvero a rischio elevato. D’altronde anche la differenza tra le performance medie riflette questa differenza, anche se nei primi cinque mesi del 2025 si è verificata un’anomalia che ha visto invece l’oro rendere più di Bitcoin.
Il ruolo degli ETF
L’oro che viene negoziato in borsa viene nella stragrande maggioranza dei casi scambiato sotto forma di ETF.
A partire da gennaio dell’anno scorso sulle borse USA sono negoziabili anche gli ETF su Bitcoin spot, quindi perlomeno da questo punto di vista si possono fare dei confronti.
Ovviamente per quanto riguarda i prezzi gli ETF non fanno altro che replicare quelli spot.
I confronti possono essere fatti sulla capitalizzazione di mercato, e sui volumi.
Il maggior ETF sull’oro per capitalizzazione di mercato è SPDR Gold Shares (GLD).
Ha un AUM che sfiora i 100 miliardi di dollari, e sulla borsa di New York scambia quasi sempre più di 2 miliardi di dollari al giorno, con picchi recenti anche sopra i 10 miliardi.
Invece il maggior ETF su Bitcoin al mondo per capitalizzazione di mercato è IBIT di BlackRock (iShares Bitcoin Trust ETF).
Ha un AUM che supera i 70 miliardi di dollari, e sul Nasdaq scambia spesso più di 3 miliardi di dollari, con picchi recenti di quasi 7 miliardi.
Si nota subito che gli ordini di grandezza sono gli stessi, anche se GLD supera di circa il 30% IBIT.
Non bisogna però dimenticare che GLD esiste da vent’anni, mentre IBIT da meno di un anno e mezzo.
Tutto ciò rivela che, considerati solo per il loro ruolo sui mercati finanziari, Bitcoin ed oro sono sempre più simili.

