Oggi, si è scoperto che il celebre co-fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, ha trasferito circa 694 ETH a Railgun, un protocollo per la privacy su Ethereum.
L’importo donato in ETH ha un controvalore superiore agli 1,8 milioni di dollari, e Buterin ci ha aggiunto anche 341.000$ in USDC.
Just In: Vitalik (@VitalikButerin) has transferred 693.91 $ETH worth $1.83M and $340,931 $USDC to @RAILGUN_Project.
— Onchain Lens (@OnchainLens) June 4, 2025
Vitalik received $240,931 $USDC from @mfoundation.
Address: 0x1810c87a85b1d3aff71f3bd7fe45e4dc03eff10e
Data @nansen_ai pic.twitter.com/vde99VzVHp
Summary
Vitalik e la privacy: la donazione da 700 ETH a Railgun
Ethereum è un protocollo pubblico completamente in chiaro, ovvero a basso livello di privacy.
Quasi due mesi fa, Vitalik Buterin pubblicò una roadmap per la privacy di Ethereum, ovvero un documento tecnico rivolto principalmente alla comunità degli sviluppatori.
Qualche giorno dopo, pubblicò, invece, un lungo post sul suo blog ufficiale in cui spiegava perché supporta la privacy.
In quel post Vitalik dichiarava di essersi concentrato sempre di più, di recente, sul miglioramento della privacy nell’ecosistema di Ethereum.
Definisce infatti la privacy come “un importante garante della decentralizzazione“, perché chi detiene le informazioni detiene il potere, e bisogna quindi evitare un controllo centralizzato sulle informazioni.
In particolare sottolinea che in passato il sistema crypto ha sottovalutato la privacy, perché non c’era modo di offrire privacy in modo decentralizzato, concentrandosi esclusivamente su altre garanzie che si potevamo fornire in quel momento.
Ora, invece, con gli ZK-SNARK le cose possono cambiare.
Secondo il celebre co-fondatore di Ethereum, al giorno d’oggi la privacy non può più essere ignorata, anche perchè l’intelligenza artificiale sta aumentando notevolmente le capacità di raccolta e analisi centralizzata dei dati.
A tal proposito sottolinea che le prove a conoscenza zero altamente efficienti (ZK-SNARK) possono proteggere le nostre identità rivelando informazioni sufficienti a dimostrare la nostra affidabilità, e la crittografia completamente omomorfica (FHE) ci consente di elaborare dati senza vederli. Inoltre l’offuscamento potrebbe presto offrire ancora di più.
Vitalik Buterin dà un boost alla privacy su Ethereum donando 700 ETH a Railgun
La donazione è stata scoperta esaminando le transazioni pubbliche degli indirizzi noti di Buterin.
Sono state rilevate tre transazioni in uscita, due in USDC ed una in ETH, dirette verso tre indirizzi noti di Railgun.
Per ora non ci sono conferme pubbliche ufficiali, ma le transazioni sono pubbliche, e diverse fonti le associano a Buterin e Railgun.
Da notare che già in passato il co-fondatore di Ethereum aveva effettuato donazioni a questo protocollo, quindi tutto fa pensare che la nuova rilevazione di oggi sia corretta.
Va però anche notato che se in passato si trattava di qualche decina di ETH, stavolta si tratta di diverse centinaia, ovvero di un importo dal valore di un intero ordine di grandezza superiore.
Il protocollo Railgun
Railgun è un progetto che mira a rendere anonima la DeFi.
Il suo sistema è basato per l’appunto su ZK-SNARK (zero-knowledge succinct non-interactive arguments of knowledge), ovvero la soluzione preferita da Vitalik per elevare il livello di privacy di Ethereum.
Il suo obiettivo è quello di rendere possibili transazioni completamente private, nascondendo i dettagli delle transazioni senza compromettere la sicurezza e l’integrità della blockchain.
Secondo Buterin, la privacy dovrebbe essere una norma, e Railgun protegge la privacy degli utenti, impedendo però al contempo anche l’accesso da parte di malintenzionati.
Railgun utilizza smart contract a loro volta utilizzabili da dApp on-chain.
La privacy nel settore crypto
A differenza di quanto comunemente si crede, non c’è molta privacy nel settore crypto, a meno di non utilizzare specifici strumenti che ne elevano il livello.
Vitalik sostiene che la società, nel suo complesso, ha sempre dipeso da un equilibrio tra privacy e trasparenza, tanto che in alcuni casi afferma di essere anche favorevole a limitare la privacy stessa.
Tuttavia sostiene anche che, da una prospettiva macro, il rischio più pressante della tecnologia del prossimo futuro è che la privacy si avvicini ai minimi storici, e in modo fortemente sbilanciato. Infatti gli individui e le nazioni più potenti potranno facilmente ottenere molti dati su tutti, mentre tutti gli altri rischiano di non ottenere quasi nulla da questo punto di vista.
Aggiunge:
“Per questo motivo, sostenere la privacy per tutti e rendere gli strumenti necessari open source, universali, affidabili e sicuri è una delle sfide più importanti del nostro tempo”.
Tutto ciò va ancora fatto anche nel settore crypto, perché gli strumenti per elevare il livello di privacy sono ancora poco diffusi, e soprattutto poco usati.
Ad esempio, le funzionalità base di Ethereum e Bitcoin di per sè hanno un livello di privacy bassissimo, basato praticamente solo sull’anonimato degli indirizzi. Come dimostra questa stessa notizia, una volta che si riesce ad associare un indirizzo al nome del suo proprietario, la privacy sparisce.
Ecco che a questo punto diventa necessario poter disporre anche di strumenti che, quando serve, consentano di elevare il livello di privacy, ma mantenendo un elevatissimo livello di sicurezza, e la piena decentralizzazione. Ciò non è facile, ed è per questo che Vitalik insiste su questo punto.

