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Perché Bitcoin continua a scendere?

Durante il weekend, il prezzo di Bitcoin è sceso sotto i 100.000$ per la prima volta da un mese e mezzo. 

Perché è sceso?

In apparenza le ragioni sembrano semplici, ma in realtà ieri i mercati crypto hanno commesso un errore di sopravvalutazione, tanto che oggi è già tornato ampiamente sopra quella soglia. 

Perché il prezzo di Bitcoin è sceso

Venerdì il prezzo di Bitcoin era a circa 105.000$, in zona di perfetta normalità. 

Ad un certo punto però aveva iniziato timidamente a salire, ma senza andare molto sopra i 106.500$. Sembrava volesse interrompere la perfetta normalità con una risalita, ed invece poco dopo ha iniziato a scendere. 

Probabilmente era troppo presto per risalire a 107.000$, e quel tentativo fallito ha innescato un pochino di paura che ha portato ad un aumento della pressione di vendita, e ad una discesa del prezzo sotto i 103.500$.

Fino a sabato la situazione sembrava essere comunque abbastanza tranquilla, ma ad un certo punto hanno iniziato a circolare ipotesi di un possibile intervento diretto degli USA nella guerra tra Israele e Iran. 

Il piccolo crollo

Con le borse tradizionali chiuse per il weekend, solo i mercati crypto hanno reagito al diffondersi di quelle ipotesi, con il prezzo di Bitcoin che in un primo momento era sceso a 101.000$.

Non appena ha iniziato a circolare la notizia del bombardamento statunitense dei siti nucleari iraniani, la pressione di vendita su BTC è schizzata, tanto da innescare ben due liquidazioni forzate di posizioni long in leva in sequenza. 

La prima scarica di liquidazioni forzate ha portato il prezzo a 100.000$, e la seconda, a meno di un’ora di distanza, lo ha portato sotto i 99.000$. 

A dire il vero ce n’è poi stata anche una terza, quattro ore dopo, che però non ha portato il prezzo sotto i 98.000$.

Il fallimento dell’abbattimento del supporto a 98.000$, e la fine della sequenza di scariche di liquidazioni forzate, ha prodotto un primo rimbalzino grazie al quale il prezzo di BTC si era riportato sopra i 99.000$, poi hanno riaperto le borse tradizionali.

L’errore dei mercati crypto

Ieri, a borse chiuse, si era diffusa l’ipotesi che l’ingresso in guerra degli USA a sostegno di Israele, e contro l’Iran, avrebbe innescato una tale paura sui mercati da indurre forti movimenti di capitali verso asset risk-off, come l’oro o il dollaro USA stesso

La paura maggiore c’è stata quando il Parlamento dell’Iran si è pronunciato a favore dello stretto di Hormuz, ovvero lo sbocco del Golfo Persico nell’Oceano Indiano. 

Il problema è che per quello stretto passa il 20% del petrolio greggio mondiale, e la sua chiusura avrebbe potuto creare uno shock petrolifero. 

Tutto ciò ha indotti gli investitori crypto a ritenere possibile un forte aumento del Dollar Index (DXY) alla riapertura delle borse tradizionali, e dato che il prezzo di Bitcoin è inversamente correlato all’andamento del Dollar Index sul medio periodo, hanno pensato che BTC fosse destinato a scendere sotto i 100.000$. 

Tuttavia già ieri stesso ci si era accorti che le minacce dell’Iran nei confronti della chiusura dello stretto di Hormuz sembravano essere più propagandistiche che concrete, anche perché circa la metà del greggio che transita per quello stretto è diretto in Cina, e di certo l’Iran in questo frangente non può inimicarsi anche il gigante asiatico. 

Infatti stanotte, alla riapertura delle borse tradizionali, DXY è salito di poco, riportandosi appena sopra i 99 punti, ed a quel punto i mercati crypto hanno dovuto prendere atto di essersi sbagliati. Va ricordato che durante il weekend sono attivi soprattutto i retail, e gli speculatori retail spesso si sbagliano perché agiscono sulla base primariamente di emozioni, e non di raziocinio. 

Il rimbalzino di Bitcoin (BTC)

Non appena hanno riaperto le borse tradizionali, il prezzo di Bitcoin è subito tornato sopra i 100.000$, ed in seguito è risalito anche sopra i 101.000$, puntando ai 102.000$.

Si tratta di un livello ancora inferiore ai 104.000$ di venerdì, ma non di molto. 

Va però evidenziato come un po’ di paura residua sui mercati crypto sia rimasta. 

Lo evidenzia molto bene l’altcoin season index di CMC, tornato a livelli molto bassi. 

Quando le cose vanno male sui mercati crypto, si innesca primariamente una fuga dalle altcoin, mentre invece Bitcoin tende a reggere l’urto molto meglio. Questo fa precipitare l’altseason index, ed evidenzia che sui mercati crypto in questo momento domina ancora la paura, nonostante sia concentrata sulle altcoin. 

A dire il vero un poco di paura è presente anche sul mercato di Bitcoin, ma allo stato attuale sembra davvero poco rilevante. Non va dimenticato che il livello di prezzo attuale è ancora solamente a -9% dai massimi assoluti del mese scorso. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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