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Mastercard accelera sulla blockchain: entra nel consorzio USDG e amplia il supporto alle stablecoin

Mastercard ha scelto di essere protagonista della trasformazione nei pagamenti globali, annunciando il suo ingresso nel consorzio di stablecoin Global Dollar Network per emettere USDG. 

Un passo che segna una svolta significativa nella strategia dell’azienda, decisa a integrare le innovazioni delle criptovalute nella propria infrastruttura.

Il consorzio, nato nel novembre 2024 su iniziativa della società crypto Paxos e altri sei partner, vede tra i membri nomi di rilievo come Robinhood e Kraken

L’obiettivo è chiaro: consentire ai membri di emettere la stablecoin USDG, una criptovaluta ancorata al dollaro statunitense, e condividere gli interessi generati dalle riserve che la sostengono, generalmente costituite da titoli di stato USA.

Mastercard amplia il supporto alle stablecoin con USDG: PayPal e Fiserv in primo piano

L’annuncio di Mastercard non si limita all’ingresso nel consorzio USDG. L’azienda ha infatti comunicato di aver esteso il supporto anche ad altre stablecoin di rilievo: PYUSD (il token di PayPal) e FIUSD, una nuova stablecoin lanciata dal fornitore di tecnologie bancarie Fiserv. 


Queste si aggiungono a USDC, la stablecoin di Circle già supportata da Mastercard e protagonista di una delle IPO più attese dell’anno.

Questa apertura non è casuale: Mastercard punta a offrire ai propri clienti una gamma sempre più ampia di strumenti digitali, purché rispettino criteri rigorosi di regolamentazione e sicurezza.

Se le stablecoin sono ben strutturate, ben regolamentate e soddisfano i nostri criteri, le abiliteremo in diversi casi d’uso”,

ha dichiarato Raj Dhamodharan, vicepresidente esecutivo di Mastercard e responsabile delle iniziative crypto e blockchain dell’azienda.

Nonostante l’apertura, Mastercard non ha ancora chiarito se intenda supportare USDT, la stablecoin più popolare ma spesso al centro di controversie regolatorie.

Un altro tassello fondamentale della strategia di Mastercard riguarda l’integrazione delle stablecoin nella rete di pagamenti internazionali e rimesse Mastercard Move.

Tra i clienti di questa piattaforma figura anche MoneyGram, uno dei principali operatori globali nel settore delle rimesse.

Sebbene MoneyGram non abbia ancora commentato la possibilità di offrire ai propri utenti l’invio o la ricezione di token, l’iniziativa di Mastercard apre scenari interessanti per l’innovazione nei trasferimenti di denaro transfrontalieri.

L’espansione di Mastercard nel mondo delle stablecoin avviene in un momento cruciale per il settore. Le stablecoin, criptovalute ancorate a asset reali come il dollaro o l’euro, sono diventate uno dei temi più caldi della Silicon Valley, seconda solo all’intelligenza artificiale.

Mastercard: innovazione e integrazione, non rincorsa

Anche giganti della tecnologia come Meta, Apple, Airbnb e X stanno esplorando le potenzialità di questa tecnologia.

La svolta più significativa, tuttavia, è arrivata dal fronte normativo: il Senato USA ha recentemente approvato il GENIUS Act, una legge che introduce una cornice regolatoria per le stablecoin.

Il provvedimento è ora all’esame della Camera e rappresenta, secondo molti osservatori, un punto di svolta per l’intero settore. Ad ogni modo, la reazione dei mercati non si è fatta attendere. 

Dopo l’approvazione della legge, le azioni di Mastercard e Visa hanno subito una flessione rispettivamente del 5,6% e del 5%, segno che gli investitori percepiscono le stablecoin come una sfida concreta ai tradizionali circuiti di pagamento.

Di fronte a questi cambiamenti, Mastercard respinge l’idea di essere in ritardo rispetto ai nuovi attori del settore.

L’azienda, infatti, ha investito in modo significativo nell’ecosistema crypto già dal 2021, con l’acquisizione della società di analisi blockchain CipherTrace e la collaborazione con numerose realtà crypto per l’emissione di carte di credito digitali.

Inoltre, Mastercard ha sviluppato la propria Multi-Token Network, una sorta di “app store” per prodotti crypto regolamentati, pensata per facilitare l’adozione di nuovi strumenti finanziari digitali.

Abbiamo lavorato intensamente”, sottolinea Dhamodharan, evidenziando come la strategia di Mastercard sia stata quella di preparare il terreno per un’integrazione sicura e regolamentata delle criptovalute nei pagamenti tradizionali.

Fiserv e la Multi-Token Network: un ponte tra banche e stablecoin

L’annuncio di martedì include anche una partnership strategica con Fiserv, il cui portafoglio clienti comprende banche, cooperative di credito e numerose altre istituzioni finanziarie.

Grazie al collegamento con la Multi-Token Network di Mastercard, i clienti di Fiserv potranno muoversi più facilmente tra depositi bancari e stablecoin, semplificando le operazioni e ampliando le possibilità d’uso delle criptovalute ancorate al dollaro.

Come sottolinea Dhamodharan, “le stablecoin di per sé non fanno accadere nulla. Perché possano essere realmente utilizzate e accettate, servono infrastrutture solide e protezioni adeguate”.

In altre parole, la vera innovazione non sta solo nella creazione di nuovi asset digitali, ma nella capacità di integrarli in reti di pagamento affidabili e sicure.

L’ingresso di Mastercard nel consorzio USDG e l’ampliamento del supporto alle principali stablecoin segnano l’inizio di una nuova fase per l’industria dei pagamenti.

In un contesto in cui la regolamentazione evolve e le tecnologie digitali ridefiniscono le aspettative di utenti e aziende, Mastercard si posiziona come ponte tra il mondo finanziario tradizionale e le opportunità offerte dalla blockchain.

La partita è appena iniziata, ma una cosa è certa: le stablecoin sono destinate a giocare un ruolo sempre più centrale nell’economia digitale globale, e Mastercard vuole essere in prima linea in questa rivoluzione.

Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
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