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Bitcoin: le opzioni suggeriscono un’ipotesi ribassista?

Circola un’ipotesi ribassista sul prezzo di Bitcoin, basata sul contesto attuale del mercato delle opzioni. 

Si tratta però di un’ipotesi basata su un’interpretazione forse un po’ troppo semplice di un mercato in realtà molto complesso, quindi occorre analizzarla a fondo per capire quanto sia credibile. 

Allo stesso tempo però il sentiment sul mercato crypto rimane leggermente negativo, anche se in modo probabilmente irrilevante. 

Le opzioni su Bitcoin

Sui mercati finanziari esistono opzioni put o call sugli asset che vengono scambiati. 

Un’opzione put è il diritto a vendere un asset ad un prezzo predeterminato prima della scadenza dell’opzione stessa. Un’opzione call è la stessa cosa, ma in acquisto. 

Alcuni mercati delle opzioni crypto sono pubblici, quindi è possibile andare ad analizzare quante opzioni put e quante call sono in essere. 

Uno dei maggiori mercati al mondo di opzioni crypto è Deribit, spesso preso come riferimento per le analisi in questo specifico campo.

Attualmente su Deribit l’open interest sulle opzioni call è di molto maggiore rispetto a quelle put. 

Tuttavia il discorso cambia se si prende in considerazione solo l’andamento del rapporto put-call delle opzioni in scadenza venerdì. 

Si tratta di 14 miliardi di dollari di opzioni in scadenza, ovvero che dopo venerdì mattina non potranno più essere esercitate. 

Il problema è che il rapporto put-call delle opzioni su Bitcoin in scadenza venerdì è aumentato proprio in vista della scadenza, indicando un crescente interesse per le opzioni put.

Da dove nasce l’ipotesi ribassista sul prezzo di Bitcoin?

In genere un aumento del rapporto put-call viene interpretato come un possibile segno ribassista, ma si tratta di un’interpretazione superficiale. 

Tale rapporto put-call open interest si riferisce al rapporto tra contratti put attivi e contratti call attivi in ​​un dato momento. 

Attualmente, l’open interest sulle opzioni call è ancora nettamente maggiore rispetto a quello sulle opzioni put, ma per quanto riguarda specificatamente le opzioni su Bitcoin in scadenza venerdì c’è stato un netto aumento del rapporto put-call negli ultimi giorni prima della scadenza. Questo indica chiaramente un incremento della propensione verso le opzioni put, ovvero quelle che vengono utilizzate proprio come protezione dai rischi di ribasso, tanto da essere comunemente interpretato come indicativo di un sentiment ribassista del mercato.

In realtà però la situazione è più complessa. 

Infatti questo specifico aumento è in parte dovuto anche alle cosiddette “opzioni put garantite da liquidità”. In questo caso non si tratta di assicurazioni contro i rischi ribassisti, ma di una strategia di generazione di rendimento ed accumulo di BTC. 

Questa strategia prevede la vendita di opzioni put, ma con contemporanea conservazione di stablecoin per acquistare BTC nel caso in cui i prezzi scendano e l’acquirente decida di esercitare il diritto di vendere al prezzo più alto prestabilito.

Una tale strategia consente anche di riscuotere un premio tramite la vendita dell’opzione put che rappresenta un rendimento con un potenziale di accumulo di BTC, se l’acquirente dell’opzione put esercita l’opzione.

Ebbene, il responsabile dello sviluppo aziendale per l’Asia di Deribit, Lin Chen, ha dichiarato che sebbene il rapporto put/call sia salito a 0,72, rispetto a poco più di 0,5 nel 2024, le opzioni put sulla piattaforma sono spesso strutturate proprio come put garantite da liquidità.

Chen ha anche specificato che circa il 20% delle call in scadenza sono “in-the-money (in profitto)”, e questo significherebbe che un gran numero di partecipanti al mercato detiene call con strike inferiori all’attuale tasso di mercato spot di BTC (circa 106.000$).

L’ipotesi ribassista in questo caso sarebbe di circa 102.000$. 

La volatilità

Alla luce di tutto ciò la classica interpretazione ribassista potrebbe anche rivelarsi eccessivamente superficiale, sebbene in teoria potrebbe anche essere corretta. 

Lo stesso Chen ha poi anche aggiunto che gli acquirenti di opzioni call hanno avuto buone performance in questo ciclo, e questo indica che potrebbero anche esserci delle prese di profitto. 

In particolare i detentori di opzioni call in-the-money (ITM) potrebbero scegliere di incassare i profitti, o di coprire le proprie posizioni all’avvicinarsi della scadenza.

Tutto ciò potrebbe perlomeno aumentare la volatilità, e questa seconda ipotesi, che non indica però la direzione, appare decisamente più solida. 

Chen ha dichiarato: 

“Dato che si tratta di una scadenza trimestrale importante, prevediamo una maggiore volatilità in relazione all’evento”.

Va comunque specificato che in realtà spesso la maggior parte delle call è destinata a scadere senza essere esercitata, e la cosa è evidenziata dal fatto che la call da 300 dollari ha l’open interest più elevato perchè probabilmente i trader speravano in un rialzo dei prezzi molto maggiore nel primo semestre.

Alla fine pertanto il prezzo di Bitcoin potrebbe comunque continuare ad oscillare all’interno di una fascia compresa tra 100.000$ e 105.000$, con aspettative di scambi altalenanti ed una leggera tendenza rialzista man mano che ci si avvicina alla scadenza.

In realtà infatti gli ultimi flussi sembrano tendenzialmente neutrali, con i trader che principalmente vendono call a circa 105.000$ e put a circa 100.000$.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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