In Corea del Sud, il vice governatore della Banca di Corea (BOK), Ryoo Sang-dai, si è espresso in merito alle stablecoin. Secondo Sang-dai, l’emissione di stablecoin dovrebbe essere consentita principalmente attraverso le banche, prima di essere gradualmente estesa agli altri settori.
Summary
Corea del Sud: più sicurezza con le stablecoin emesse prima attraverso le banche
Il vice governatore della Banca di Corea (BOK), Ryoo Sang-dai, ha affermato che l’emissione delle stablecoin in Corea del Sud dovrebbe avvenire prima attraverso le banche. Ecco le sue testuali parole:
“Sarebbe auspicabile consentire inizialmente l’emissione di stablecoin principalmente attraverso le banche, che sono soggette a livelli più elevati di regolamentazione finanziaria, ed estenderla gradualmente al settore non bancario”
In pratica, pare che in Corea del Sud, stia aumentando l’adozione delle stablecoin. Anzi, i dati della BOK affermano proprio che le transazioni che hanno coinvolto USDT, USDC e USDS su Upbit, Bithumb, Coinone, Korbit e Gopax, sono passate da 17,59 trilioni di won nel Q3 del 2024 a 60,2 trilioni di won nel Q4, prima di scendere leggermente a 57,9 trilioni di won nel Q1 2025.
Ecco perché Sang-dai è intervenuto al riguardo, sostenendo che dando la priorità alle banche rispetto agli altri settori nell’emissione di stablecoin, viene più garantita una rete di sicurezza.
“L’obiettivo è quello di creare una rete di sicurezza, considerando il potenziale di interruzione del mercato o di danni ai consumatori”
Corea del Sud e l’emissione di stablecoin ancorate al won
Come è ormai noto le stablecoin di Tether (USDT) e USD Coin (USDC) sono ancorate al dollaro USA, e sono le stablecoin più grandi al mondo per market cap.
Ciò di cui parla invece il vice governatore della Banca di Corea (BOK), sono le stablecoin ancorate al won. In pratica, le osservazioni di Ryoo Sang-dai arrivano in un contesto in cui l’amministrazione di Lee Jae Myung spinge per l’adozione di stablecoin con valore nominale in won. Il suo obiettivo è quello di modernizzare il sistema finanziario e frenare i deflussi di capitale.
A tal proposito, però, Sang-dai ha anche affermato:
“L’emissione di stablecoin basate sul won potrebbe modificare la posizione fondamentale che abbiamo mantenuto sulla liberalizzazione dei cambi e sull’internazionalizzazione del won coreano. Dobbiamo anche considerare le implicazioni per la ristrutturazione del settore finanziario, compresa la potenziale introduzione del narrow banking”.
La proposta legislativa
Le preoccupazioni di Sang-dai fanno riferimento alla proposta legislativa della Corea del Sud, arrivata a inizio giugno.
In pratica, tale proposta vuole autorizzare l’emissione di stablecoin da parte delle aziende locali.
Si tratta proprio un’innovazione messa in atto dal Presidente Lee Jae-myung, che evidenzia il suo impegno verso il settore digitale con le sue politiche pro-crypto.
Nello specifico, il Partito Democratico avrebbe presentato il Digital Asset Basic Act che ammette alle aziende nazionali con i requisiti richiesti di emettere stablecoin. Tali requisiti sono un capitale minimo di 500 milioni di won (l’equivalente di 367.000$) e l’obbligo di coperture adeguate per garantire la convertibilità delle monete digitali.
L’emissione di stablecoin prevede l’approvazione da parte della Financial Services Commission (FSC), l’autorità finanziaria sudcoreana.
Già in quel momento, però, il governatore della BOK, Rhee Chang-yong, aveva espresso le sue preoccupazioni per la proposta di legge, affermando anche lui che tale possibilità aperta alle aziende non bancarie avrebbe indebolito la politica monetaria nazionale.

