Il Dipartimento del Tesoro ha formalmente rivoluzionato la normativa crypto statunitense, eliminando le regole sulla segnalazione per i broker DeFi. Questa decisione, maturata a seguito del voto del Congresso e del via libera del presidente Trump, segna un punto di svolta nel rapporto tra regolatori e gestione della finanza decentralizzata.
Summary
Revoca ufficiale delle regole sui broker DeFi: un cambio di rotta per il mondo crypto decentralizzato
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha comunicato la cancellazione delle regole che imponevano a specifici partecipanti al settore DeFi l’obbligo di presentare dichiarazioni fiscali, identificandoli come broker tradizionali. Pubblicata il 30 dicembre 2024, la regolamentazione “Gross Proceeds Reporting by Brokers that Regularly Provide Services Effectuating Digital Asset Sales” sarebbe dovuta entrare in vigore dal 28 febbraio 2025.
La normativa obbligava alcune piattaforme decentralizzate a fornire dettagliati report fiscali, generando allarme nell’ecosistema delle criptovalute. Tuttavia, in base alla legge pubblica 119-5 e al Congressional Review Act, tale regola è ormai priva di ogni effetto giuridico: viene considerata come se non fosse mai stata adottata.
Il ripristino del precedente quadro normativo
Con l’abrogazione, il Tesoro ha rimosso completamente la regola dal Code of Federal Regulations. Viene così reintegrato il testo originario, che esclude le realtà occupate esclusivamente nella validazione di transazioni su distributed ledger (registri decentralizzati) o nella vendita di hardware per la custodia delle chiavi private dagli obblighi di reporting come broker.
Questo cambiamento risponde alle forti critiche delle associazioni di settore, come la Blockchain Association e il Texas Blockchain Council, che avevano avviato anche azioni legali per contestare le regole ritenute tecnicamente irrealizzabili per le piattaforme decentralizzate.
Scontro politico: innovazione o esigenze fiscali?
La battaglia su norme di segnalazione per Bitcoin e DeFi ha acceso il dibattito in Congresso, tra la necessità di combattere l’evasione fiscale e quella di non soffocare l’innovazione. Secondo le stime del Tesoro, miliardi di dollari in tasse sulle criptovalute restavano ogni anno non riscossi. Tuttavia, molti osservatori ritenevano i nuovi requisiti ingestibili dal punto di vista tecnico per molte piattaforme decentralizzate.
La campagna repubblicana a favore dell’innovazione
Il senatore Ted Cruz e il rappresentante Mike Carey hanno guidato la risoluzione del Congressional Review Act, denunciando un’eccessiva invadenza del governo che, a loro avviso, avrebbe rischiato di spingere all’estero lo sviluppo e l’innovazione americana in materia di criptovalute.
Ted Cruz ha sottolineato che la regolamentazione “potrebbe immediatamente danneggiare l’innovazione americana e spostare lo sviluppo all’estero”. Il presidente della Commissione dei servizi finanziari della Camera, French Hill, ha invece evidenziato che l’obbligo di dichiarazioni sui broker sarebbe stato particolarmente oneroso per i fornitori di software DeFi, che non gestiscono mai fondi degli utenti.
Secondo l’Ufficio di Stima delle Entrate Congiunto, tuttavia, la revoca della norma potrebbe comportare una perdita di circa 4 miliardi di dollari in dieci anni per le casse federali. Ciononostante, per i sostenitori della DeFi in Congresso, questioni come privacy, praticabilità tecnica e innovazione sono state anteposte alla raccolta fiscale.
La Casa Bianca e la posizione governativa
Il responsabile della politica crypto della Casa Bianca, David Sacks, ha definito la regolamentazione abrogata un “attacco dell’ultimo minuto contro la comunità crypto da parte dell’amministrazione Biden”. Da parte sua, il governo federale si è dichiarato attento alle esigenze dell’industria delle criptovalute, promuovendo tavoli di lavoro sulla regolamentazione degli asset digitali.
The White House is pleased to announce its support for the CRA introduced by @SenTedCruz and @RepMikeCarey to rescind the so-called Broker DeFi Rule, an 11th hour attack on the crypto community by the Biden administration. pic.twitter.com/T7Hxasb4aC
— David Sacks (@davidsacks47) March 4, 2025
Il principale effetto della revoca resta tuttavia il blocco di possibili, future proposte simili da parte dell’IRS. La decisione viene così considerata una vittoria strategica per chi sostiene uno sviluppo decentralizzato delle tecnologie finanziarie.
Evoluzione normativa negli Stati Uniti e a livello globale
L’eliminazione delle regole sulla segnalazione dei broker rappresenta solo uno degli elementi nel quadro regolamentare crescente su Bitcoin. Il Tesoro ha annunciato anche eccezioni per banche e società di intermediazione, esentandole dall’obbligo di segnalare le partecipazioni crypto dei clienti nei bilanci qualora riescano a dimostrare una corretta gestione dei rischi connessi agli asset digitali.
Contestualmente, anche la SEC (Securities and Exchange Commission) ha chiarito che alcune operazioni crypto potrebbero non costituire passività ai fini della segnalazione finanziaria.
Il peso delle pressioni congressuali e delle iniziative statali
La discussione si è svolta su più fronti: il Congresso ha esercitato pressioni per rivedere lo standard contabile controverso SAB 121, anche se il veto presidenziale ha bloccato l’attuazione delle nuove proposte. Intanto, vari stati procedono in modo autonomo: 23 stati americani hanno presentato proposte di legge relative a Bitcoin e 35 sono in fase di valutazione di ulteriori iniziative.
Tra le iniziative più importanti, il governatore del Kentucky Andy Beshear ha firmato la legge sui “Diritti Bitcoin”, rafforzando il quadro normativo locale e riconoscendo diritti specifici legati alla gestione di questo asset digitale.
Il confronto internazionale: il caso Giappone
Anche all’estero, lo scenario regolamentare evolve rapidamente. Il Senato giapponese ha recentemente approvato modifiche che concedono maggior autonomia alle società di intermediazione crypto, introducendo nuove categorie operative e prevedendo minori barriere regolamentari.
La riforma prevede inoltre salvaguardie rafforzate per i clienti e impone l’approvazione del premier affinché le società possano mantenere asset crypto a livello nazionale, segnando così una nuova stagione di controllo e responsabilità.
Un futuro più aperto per Bitcoin e asset digitali negli Stati Uniti
La revoca delle norme sulla segnalazione dei broker sancita dal Tesoro degli Stati Uniti, con il via libero del presidente Trump, apre una fase nuova per Bitcoin e l’intero universo crypto. Questa decisione riflette la tensione di fondo tra la necessità di garantire trasparenza e la volontà di tutelare l’innovazione.
L’approccio più favorevole al settore, con aperture anche a livello federale e una crescente autonomia degli stati, potrebbe favorire l’espansione di Bitcoin e della tecnologia DeFi negli USA. Tuttavia, l’attenzione sulle capacità di gestione e sui rischi sottostanti resta centrale. Di conseguenza, chi opera nel settore dovrà monitorare attentamente i prossimi sviluppi regolamentari e cogliere le opportunità offerte da un contesto normativo in rapida evoluzione.

