Secondo Coinbase, il Bank Secrecy Act espone i dati sensibili di milioni di americani a rischi che potrebbero essere evitati usando tecnologie come le Zero-Knowledge Proofs. Paul Grewal, direttore legale, ha dichiarato che il sistema attuale produce una mole ingestibile di report, ma spesso fallisce nel suo vero obbiettivo: fermare i criminali senza violare la privacy di tutti gli altri.
Summary
Cos’è il Bank Secrecy Act e dove fallisce secondo Coinbase?
Il Bank Secrecy Act (BSA), istituito per proteggere il sistema finanziario statunitense, obbliga banche e operatori crypto a monitorare continuamente ogni transazione sospetta grazie al Know Your Customer (KYC). Questo regime, sebbene efficace nella lotta a frodi e finanziamento illecito, secondo Coinbase e Paul Grewal è diventato un problema per la privacy degli utenti.
I punti critici evidenziati:
- Controlli KYC multipli, ripetuti da più intermediari.
- Dati finanziari di milioni di persone conservati da diverse entità: facile bersaglio per i criminali, rischio di data breach elevatissimo.
- Congestione amministrativa: ogni anno le istituzioni producono milioni di report su transazioni sospette, ma spesso non vengono analizzati efficacemente.
- Sistema centrale ormai obsoleto, poco adattabile all’era delle crypto.
Come funzionano le Zero-Knowledge Proofs e perché sono rivoluzionarie?
Le Zero-Knowledge Proofs, o ZKP, sono innovativi protocolli crittografici che permettono a due parti di verificare una determinata condizione (ad esempio “hai più di 18 anni?”) senza che siano rivelati ulteriori dati personali.
Nel settore finanziario, questa tecnologia consentirebbe, ad esempio:
- Onboarding istantaneo: scambio di dati minimi e non cumulativi in fase di registrazione su banche o exchange crypto.
- Monitoraggio transazioni senza necessità di tracciare l’identità di tutti i soggetti coinvolti.
- Automazione tramite intelligenza artificiale: l’interazione fra AI e ZKP può velocizzare i controlli anti-riciclaggio, riducendo errori e lavoro manuale.
Risultato: meno dati esposti, conformità garantita e meno attrattiva per i cybercriminali. La privacy, secondo Grewal, tornerebbe a essere garantita senza abbassare il livello di sicurezza del sistema.
Cosa cambierebbe per banche, exchange e utenti?
Se le idee di Coinbase venissero adottate, il KYC e la sorveglianza finanziaria subirebbero un’accelerazione radicale:
- Le banche e gli exchange dovrebbero affidarsi a fornitori terzi di ZKP certificati, invece di accumulare copie ridondanti degli stessi dati personali.
- Gli utenti potrebbero dimostrare le proprie condizioni di eleggibilità (età, residenza, assenza di blacklist) senza mai consegnare informazioni sensibili complete.
- Il processo di segnalazione diventerebbe più efficiente, perché basato su allerta mirate e non su reporting di massa.
- La compliance regolatoria sarebbe più agile, adattandosi anche al ritmo delle innovazioni crypto.
Queste riforme, secondo Grewal, inciderebbero sia sulla qualità della sorveglianza che sulla diminuzione dei rischi di violazione privacy.
Perché il Congresso deve agire subito?
Coinbase lancia un chiaro appello al Congresso USA: serve un aggiornamento normativo che imponga e incentivi le Zero-Knowledge Proofs per chiunque sia soggetto al BSA.
Grewal sostiene che solo così sarà possibile conciliare tre esigenze:
- Difendere la privacy dei cittadini (oggi troppo esposta).
- Tutelare la sicurezza del sistema bancario e crypto dagli attacchi informatici.
- Mantenere l’efficacia nella lotta a crimini finanziari e terrorismo.
Non si tratta, sottolinea, di allentare la presa sui controlli: si tratta di aggiornare gli strumenti. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, secondo le ultime informazioni raccolte da Coinbase, starebbe già valutando come integrare le ZKP nei prossimi standard normativi.
Il rischio è reale: cosa succede se non si interviene?
Nel suo intervento pubblico, Paul Grewal mette in guardia: “Continuare con i vecchi sistemi equivale a esporre il Paese a rischi di violazione sempre maggiori”. I database centralizzati diventeranno sempre più appetibili per gli hacker, soprattutto considerando l’aumento delle attività crypto e digitali.
L’innovazione delle Zero-Knowledge Proofs rappresenta la soluzione più efficace per evitare un altro “caso Equifax” — difatti, la crittografia avanzata e la segmentazione delle informazioni potrebbero rendere inutili le strategie di furto massive tipiche del cybercrime degli ultimi anni.
Cosa aspettarsi ora: prospettive e prossimi passi
La proposta di Coinbase apre un bivio per la regolamentazione USA delle crypto e della finanza tradizionale: innovare rapidamente, o rischiare altri scandali legati ai dati sensibili.
Il futuro della privacy finanziaria dipenderà da come (e quanto in fretta) Congress e Tesoro USA sapranno integrare le Zero-Knowledge Proofs nel Bank Secrecy Act. L’evoluzione del rapporto fra compliance e privacy interessa da vicino ogni utente, exchange e banca.

