Nel panorama statunitense del mining di Bitcoin, due tra i maggiori protagonisti, Marathon Digital Holdings (MARA) e Riot Platforms, hanno scelto strategie opposte per finanziare le proprie attività nel secondo trimestre dell’anno.
Questa divergenza non solo riflette differenti visioni sulla gestione del tesoro aziendale, ma offre anche uno spaccato interessante sulle dinamiche che muovono il settore istituzionale del mining di bitcoin.
Summary
Mara: puntare tutto sull’equity e conservare bitcoin come strategia mining
Marathon ha rafforzato la propria posizione nel secondo trimestre raccogliendo 204 milioni di dollari attraverso la vendita di azioni, più del doppio rispetto agli 80 milioni ottenuti nel trimestre precedente.
Questa scelta è coerente con la sua strategia di mantenere in tesoreria tutti i bitcoin estratti, senza cederli sul mercato. In altre parole, Marathon adotta una politica di “100% HODL”, evitando di vendere bitcoin per finanziare le operazioni quotidiane o la crescita aziendale.
Durante il secondo trimestre, Marathon non ha fatto ricorso alla sua linea di credito a interesse, dopo aver già prelevato 150 milioni di dollari nel primo trimestre.
Questa prudenza nell’indebitamento sottolinea la volontà dell’azienda di limitare l’esposizione al debito e di affidarsi prevalentemente ai mercati azionari per reperire capitale.
Al termine del secondo trimestre, Marathon ha compiuto un passo significativo emettendo 1 miliardo di dollari in obbligazioni convertibili zero-coupon con scadenza nel 2032.
Si tratta di uno strumento finanziario che permette di raccogliere capitali senza pagare interessi periodici, offrendo agli investitori la possibilità di convertire le obbligazioni in azioni della società.
A differenza di Marathon, Riot ha rallentato la propria raccolta di capitale tramite azioni, passando da 70 milioni di dollari nel primo trimestre a 51 milioni nel secondo.
La vera differenza, però, sta nella gestione dei bitcoin prodotti: Riot ha venduto il 96,5% della sua produzione trimestrale, ovvero 1.377 bitcoin su 1.427 estratti, per finanziare le spese operative.
Nel secondo trimestre, Riot ha incrementato il ricorso al debito, portando i finanziamenti basati su credito a 251 milioni di dollari, partendo da zero nel trimestre precedente.
Un passo importante è stato l’accordo con Coinbase per una linea di credito da 100 milioni di dollari ad aprile, successivamente aumentata a 200 milioni e completamente utilizzata.
Inoltre, ad agosto 2024, Riot ha lanciato un programma di offerta “at-the-market” per raccogliere fino a 750 milioni di dollari tramite la vendita di azioni. Al 30 giugno 2025, risultavano ancora disponibili circa 238,3 milioni di dollari da raccogliere attraverso questo canale.
Filosofie di tesoreria a confronto
La strategia di Marathon si fonda sulla convinzione che bitcoin rappresenti un asset da accumulare e conservare, piuttosto che una risorsa da liquidare per esigenze operative.
Per questo motivo, la società preferisce rivolgersi ai mercati finanziari per raccogliere capitale, sia tramite emissione di azioni sia tramite strumenti di debito convertibile, lasciando intatti i bitcoin in portafoglio.
Riot, invece, ha adottato un approccio più flessibile, combinando la vendita di bitcoin con il ricorso a linee di credito e, in misura minore, a nuove emissioni azionarie.
Questa strategia consente di finanziare la crescita e le spese operative senza dover necessariamente diluire la partecipazione azionaria o accumulare eccessivo debito.
Le scelte di Marathon e Riot evidenziano come nel settore del mining di bitcoin non esista una strategia unica per il finanziamento della crescita.
Da un lato, la politica di HODL di Marathon punta a massimizzare il valore a lungo termine dei bitcoin detenuti, confidando nella loro rivalutazione futura.
Dall’altro, Riot privilegia la liquidità immediata e la diversificazione delle fonti di finanziamento, riducendo la dipendenza dalle fluttuazioni del prezzo di bitcoin.
Queste differenze riflettono non solo visioni diverse sulla natura di bitcoin come asset, ma anche differenti valutazioni del rischio e delle opportunità offerte dai mercati finanziari tradizionali.
Conclusioni: due modelli per il futuro del mining
Il secondo trimestre ha messo in luce come Marathon e Riot rappresentino due modelli opposti ma entrambi validi per affrontare le sfide del mining di bitcoin in un contesto di crescente competizione e volatilità dei mercati.
La scelta tra conservare bitcoin come riserva strategica o utilizzarli per finanziare la crescita immediata rimane una delle questioni centrali per i grandi operatori del settore.
Il futuro dirà quale delle due strategie si rivelerà più efficace, ma una cosa è certa: la capacità di adattarsi e di innovare nella gestione finanziaria sarà sempre più determinante per il successo nel mondo del mining di bitcoin.

