L’approvazione di una legge da parte del Congresso ha segnato un punto di svolta per il settore finanziario statunitense, spingendo grandi istituzioni come Citigroup a esplorare nuove opportunità nel mondo delle stablecoin.
Queste criptovalute, ancorate a una valuta fiat o ad altri asset come il dollaro statunitense, stanno rapidamente guadagnando terreno come strumenti di pagamento e regolamento, grazie anche a un quadro normativo più chiaro e favorevole.
Summary
Stablecoin: cresce l’interesse delle banche tradizionali
Citigroup, insieme a colossi come Fiserv e Bank of America, sta valutando un ingresso deciso nel settore delle stablecoin. La nuova legge impone agli emittenti di stablecoin di detenere asset sicuri, come Treasuries statunitensi o liquidità, a garanzia delle monete digitali. Questo scenario apre la strada alle banche tradizionali per offrire servizi di custodia e amministrazione di questi asset, un’opportunità che Citigroup intende cogliere.
Biswarup Chatterjee, responsabile globale delle partnership e dell’innovazione per la divisione servizi di Citigroup, ha dichiarato che la custodia degli asset di alta qualità a supporto delle stablecoin è la prima opzione che la banca sta valutando.
La divisione servizi di Citi, che si occupa di tesoreria, gestione della liquidità e pagamenti per grandi aziende, rappresenta un pilastro fondamentale della strategia del gruppo, attualmente impegnato in una profonda ristrutturazione.
Il mercato delle stablecoin: numeri e prospettive
Secondo uno studio di McKinsey, il valore delle stablecoin emesse fino a oggi si aggira intorno ai 250 miliardi di dollari, ma il loro impiego principale resta la regolazione di transazioni nel mondo delle criptovalute. Tuttavia, la recente apertura normativa potrebbe favorire un utilizzo più ampio delle stablecoin anche nei pagamenti e nei servizi finanziari tradizionali.
Citigroup aveva già annunciato a luglio di stare valutando l’emissione di una propria stablecoin, ma è la prima volta che la banca discute pubblicamente una strategia digitale più ampia, che comprende anche la custodia di asset digitali collegati a prodotti d’investimento.
Custodia di asset digitali e ETF su bitcoin
Un altro ambito di interesse per Citigroup riguarda la custodia degli asset digitali che fanno da base a prodotti d’investimento come gli ETF su bitcoin. Dopo l’autorizzazione della SEC, molti gestori patrimoniali hanno lanciato ETF che seguono il prezzo spot di bitcoin. Il più grande di questi, il BlackRock iShares Bitcoin Trust, vanta una capitalizzazione di circa 90 miliardi di dollari.
Chatterjee sottolinea la necessità di una custodia sicura per l’equivalente in valuta digitale che sostiene questi ETF. Attualmente, il settore è dominato da Coinbase, che serve come custode per oltre l’80% degli emittenti di ETF su criptovalute. Tuttavia, l’ingresso di banche come Citi potrebbe cambiare gli equilibri, offrendo servizi di custodia con standard elevati di sicurezza e conformità.
Citigroup: pagamenti più rapidi grazie alle stablecoin
Citigroup sta inoltre valutando l’uso delle stablecoin per velocizzare i pagamenti, che nel sistema bancario tradizionale possono richiedere diversi giorni. Oggi la banca offre già pagamenti in dollari “tokenizzati” tramite una rete blockchain, che consente trasferimenti tra conti a New York, Londra e Hong Kong 24 ore su 24.
L’obiettivo è sviluppare servizi che permettano ai clienti di inviare stablecoin tra conti o convertirle istantaneamente in dollari, rendendo i pagamenti immediati. Citi sta dialogando con i propri clienti per individuare i casi d’uso più promettenti e adattare le nuove soluzioni alle esigenze delle imprese globali.
Un contesto normativo più favorevole
L’amministrazione del presidente Donald Trump, nota per il suo approccio favorevole al settore delle criptovalute, ha contribuito a rendere il quadro regolatorio più rilassato per le banche e le società finanziarie che vogliono espandersi nel mondo delle criptovalute. Tuttavia, Citigroup e le altre istituzioni dovranno comunque rispettare le normative vigenti, soprattutto in materia di antiriciclaggio e controlli valutari per i trasferimenti internazionali.
Chatterjee sottolinea l’importanza di garantire che gli asset digitali custoditi siano stati utilizzati per scopi legittimi prima dell’acquisizione, oltre a rafforzare la sicurezza informatica e operativa per prevenire furti e garantire la protezione degli asset dei clienti.
Citi guarda al futuro delle stablecoin
L’ipotesi di un’emissione diretta di stablecoin da parte di Citigroup resta sul tavolo, mentre la banca continua a esplorare tutte le opportunità offerte dalla nuova normativa. L’ingresso delle grandi banche nel settore delle stablecoin potrebbe rappresentare un punto di svolta per la diffusione di questi strumenti anche nel mondo della finanza tradizionale, accelerando l’innovazione nei pagamenti e nei servizi di custodia.
Con un mercato in rapida evoluzione e una domanda crescente di soluzioni digitali sicure e regolamentate, Citigroup si prepara a giocare un ruolo da protagonista nella nuova era delle stablecoin, offrendo servizi all’avanguardia a imprese e investitori di tutto il mondo.

