Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha pronunciato oggi il suo atteso discorso al simposio economico di Jackson Hole, lasciando intendere che la banca centrale americana potrebbe presto valutare un taglio dei tassi di interesse.
Powell ha descritto l’attuale fase economica come un “equilibrio curioso”: il mercato del lavoro si sta raffreddando, ma resta vicino alla piena occupazione, con un tasso di disoccupazione al 4,2%.
La riduzione sia dell’offerta che della domanda di lavoro, ha spiegato, potrebbe però trasformarsi rapidamente in un aumento della disoccupazione se le condizioni dovessero peggiorare.
Sul fronte inflazione, il presidente della Fed ha evidenziato l’impatto dei recenti dazi, che hanno spinto l’indice PCE al 2,6% e il core PCE al 2,9%. Powell ha ribadito che la priorità è evitare che questi shock temporanei sui prezzi si trasformino in pressioni persistenti o in effetti a catena sui salari.
Il punto più atteso dai mercati riguarda i tassi di interesse. Powell ha dichiarato che la politica monetaria è già in territorio restrittivo e che le condizioni attuali “potrebbero giustificare un aggiustamento”.
Una frase interpretata come un’apertura a un possibile taglio già nella riunione di settembre, pur con la massima cautela. Ha inoltre ribadito l’indipendenza della Fed, sottolineando che le decisioni saranno prese esclusivamente sulla base dei dati economici, senza condizionamenti politici.
Revisione del framework di politica monetari
Ha sottolineato che la priorità della Fed è evitare che questi effetti temporanei si trasformino in dinamiche inflazionistiche persistenti o in aumenti salariali a catena. Secondo i dati più recenti, l’inflazione ha mostrato una ripresa graduale, con i prezzi al consumo in crescita rispetto ai mesi precedenti.
Per quanto riguarda la politica monetaria, Powell ha riconosciuto che i tassi di interesse si trovano già in territorio restrittivo e che le condizioni attuali “potrebbero giustificare un aggiustamento”. Una frase che i mercati hanno interpretato come un segnale di possibile taglio già dal prossimo meeting, anche se Powell ha chiarito che ogni decisione resterà guidata esclusivamente dai dati economici.
Un altro punto centrale è stato la revisione del framework di politica monetaria della Fed. Tra le novità principali:
- l’abbandono della strategia di average inflation targeting, giudicata non più adeguata dopo gli shock inflazionistici post-pandemia;
- un linguaggio più chiaro sugli obiettivi occupazionali, con la rimozione del riferimento a “shortfalls”, che poteva generare ambiguità;
- l’impegno a mantenere il framework flessibile e trasparente, soggetto a revisioni periodiche.
In chiusura, Powell ha ribadito che la Fed continuerà a muoversi con prudenza, bilanciando la necessità di contenere l’inflazione con quella di sostenere la crescita economica e l’occupazione. Per i mercati, il messaggio è chiaro: la porta a un taglio dei tassi è ufficialmente aperta, ma la traiettoria futura dipenderà dai dati in arrivo.

