Bitpanda ha escluso — almeno per ora — la possibilità di una IPO a Londra, complice un mercato sui minimi: nel primo semestre del 2025 nel Regno Unito si contano solo 5 debutti per circa £160 milioni, il livello più basso da quando Dealogic raccoglie dati a partire dal 1995.
Il cofondatore Eric Demuth ha chiarito che l’azienda guarda a Francoforte o a New York, sottolineando che «non sarà a Londra» nel breve periodo.
Secondo i dati raccolti dalla nostra redazione e dalle interviste con banche d’investimento e consulenti che seguono processi di listing in Europa, la preferenza per piazze con maggiore profondità e copertura istituzionale è un fattore ricorrente nelle scelte strategiche degli emittenti.
Gli analisti di mercato con cui abbiamo parlato sottolineano inoltre come il nuovo quadro regolatorio europeo — incluso il pacchetto MiCA, con linee guida pubblicate da ESMA il 29 aprile 2025 — stia ridefinendo i criteri di appetibilità per le società crypto e fintech.
Summary
Motivi della rinuncia a Londra
Va detto che la scarsa liquidità della London Stock Exchange indebolisce il potere di prezzo per una quotazione primaria e accresce il rischio di sconti nella fase di collocamento. In questo contesto, una piazza con una maggiore profondità di libro ordini e una base investitori più attiva diventa prioritaria per una società fintech/crypto come Bitpanda.
Il contesto: mercato IPO UK ai minimi trentennali
I numeri evidenziano lo stallo della City nel 2025:
- Debutti nel primo semestre: 5
- Raccolta complessiva: ~£160 milioni
- Confronto storico: livello più basso dal 1995
Con una pipeline esigua e capitali limitati, ottenere valutazioni e un free float coerenti con piani di crescita ambiziosi risulta più complesso. Un aspetto interessante è che la scarsità di deal frena anche l’interesse di nuovi investitori.
Implicazioni per la valutazione e il pricing
Una domanda strutturalmente inferiore può tradursi in un prezzo di offerta al di sotto delle aspettative, con probabile debolezza nel periodo post-IPO.
Per gli emittenti in forte crescita, la scelta del mercato incide in modo significativo sui multipli, sulla copertura degli analisti e sulla qualità della base di investitori a lungo termine. In questo contesto, la sede di quotazione non è un dettaglio, ma un driver di esecuzione.
Le alternative sul tavolo: Francoforte e New York
Bitpanda sta esplorando opzioni alternative per il listing, valutando attentamente il bilanciamento tra regolamentazione, liquidità e visibilità internazionale:
- Francoforte (Deutsche Börse): offre accesso a un vasto bacino di investitori nell’UE, una cornice regolatoria consolidata per le società fintech e tech, e una vicinanza operativa ai mercati continentali. Per informazioni pratiche sulle modalità di ammissione e sui requisiti di disclosure si veda la guida ufficiale di Deutsche Börse – Going Public.
- Stati Uniti (NYSE/Nasdaq): garantiscono maggiore profondità di mercato, una base di investitori istituzionali specializzati in tecnologia e crypto, e una finestra di pricing spesso più favorevole per le società ad alta crescita.
Regole e clima di mercato: il Regno Unito sotto esame
La strategia britannica sugli asset digitali è stata oggetto di critiche. Secondo il think tank OMFIF, il Regno Unito non ha capitalizzato il vantaggio iniziale nella finanza distribuita, lasciando spazio a piazze concorrenti.
Di fronte a queste criticità, diversi emittenti valutano o hanno già intrapreso migrazioni di listing verso mercati con capitali più consistenti. Va detto che il tema regolatorio resta centrale nelle scelte di sede.
Crypto e mercati azionari: dove si muove il flusso
Negli ultimi mesi le imprese legate alle criptovalute e alle infrastrutture digitali hanno guardato soprattutto agli USA, attratte da una domanda più stabile, da ETF crypto ormai maturi e da una platea di investitori abituata a modelli di business ad alta volatilità.
L’Europa, e in particolare la Germania, rimane comunque un hub rilevante per operatori regolamentati e per chi privilegia l’allineamento con il perimetro del regolamento MiCA. Per un approfondimento sul quadro normativo europeo si rimanda alla documentazione ESMA su MiCA o alla nostra guida interna sul tema (Approfondimento: MiCA).
Cosa significa per la City e per l’Europa
La scelta di Bitpanda mette in luce una problematica strutturale: senza una rapida riattivazione dell’offerta e un rafforzamento della domanda domestica di equity, Londra rischia di perdere ulteriori protagonisti del settore tecnologico a favore di mercati come New York e Francoforte.
Per l’ecosistema europeo, una quotazione all’interno dell’UE consentirebbe di trattenere capitale e know-how nel mercato unico, anche se la competizione con Wall Street resta intensa.
Prossimi passi: cosa sappiamo
Al momento Bitpanda non ha fissato un calendario preciso per l’IPO, lasciando aperte diverse opzioni. La traiettoria dipenderà dall’apertura della finestra di mercato e dalle condizioni di liquidità sulle piazze considerate.
Un aspetto interessante è che il timing potrebbe cambiare con movimenti anche rapidi del sentiment. Per chi cerca una guida pratica sui passaggi tecnici e temporali di un IPO si veda la nostra guida dedicata (Come quotarsi: checklist).
FAQ
Bitpanda può riconsiderare Londra?
Sì. Se la liquidità e la domanda sulla LSE dovessero migliorare in modo credibile, la quotazione nel Regno Unito potrebbe tornare a essere valutata.
Quali sono oggi le opzioni principali?
Le opzioni principali sono Francoforte e New York, che presentano rispettivamente un trade-off tra la cornice regolatoria UE e la profondità di mercato statunitense.
Quali fattori determineranno la scelta finale?
La decisione finale dipenderà dalla valutazione attesa, dalla qualità della base investitori, dalla visibilità settoriale, dalla stabilità normativa e dai tempi di esecuzione.

