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Crypto “Made in USA”: Canary Capital lancia l’ETF MRCA su Cboe BZX e punta su token a stelle e strisce (Bitcoin ed Ether probabilmente esclusi)

Deposito S‑1 presentato alla SEC il 25 agosto 2025: Canary Capital mette sul tavolo l’ETF cripto USACanary American‑Made Crypto ETF” con ticker MRCA, pensato per offrire esposizione ad asset digitali con radici prevalentemente statunitensi e con quotazione prevista su Cboe BZX.

Il fondo mira a replicare in modo trasparente l’indice proprietario, operando tramite esposizione diretta – senza leva e senza derivati – e affidando la custodia a un trust regolamentato negli Stati Uniti. Va detto che l’impostazione è volutamente essenziale, con un’architettura operativa lineare.

Secondo i dati raccolti dall’analisi dei filing pubblici e dalle segnalazioni di operatori di mercato, le richieste di chiarimento della SEC per prodotti cripto tendono a concentrarsi su custody, governance e rischi legati allo staking.

Gli analisti di settore osservano che un filtro geografico come il requisito “Made‑in‑USA” può facilitare il dialogo regolatorio su aspetti di compliance, pur non eliminando la necessità di dettagli operativi (es. nomi dei custodian e policy di slashing).

In passato iter simili hanno visto integrazioni documentali richieste dalla SEC in un lasso temporale che tipicamente varia da 30 a 120 giorni.

Cosa offre di nuovo MRCA

MRCA nasce per incanalare capitali verso protocolli e token strettamente collegati allo sviluppo, alla governance o all’infrastruttura statunitense. La proposta prevede:

  • Replica fisica dell’indice tramite l’acquisto diretto dei token idonei;
  • Esclusione di stablecoin, memecoin e token ancorati a valute o asset tradizionali;
  • Ribilanciamento trimestrale dell’indice, con criteri legati a liquidità e compliance;
  • Possibilità di staking per asset a consenso proof‑of‑stake tramite provider terzi, con ricompense reinvestite nel NAV;
  • Custodia affidata a un trust regolamentato (con sede, ad esempio, nel South Dakota) e gestione della maggior parte delle riserve in cold storage (approfondimento custodia).

“Made‑in‑America Blockchain Index”: criteri di selezione ed esclusioni

L’indice “Made in America” include esclusivamente criptovalute create, minate o gestite in misura preponderante negli Stati Uniti e negoziate su piattaforme consolidate.

L’ammissione è valutata da un comitato di sorveglianza indipendente e richiede il rispetto di specifici requisiti minimi di mercato. Un aspetto interessante è l’attenzione alla tracciabilità dell’origine e della governance.

Requisiti per l’inclusione

  • Custodia: è necessario che il token sia custodibile presso un trust o una banca di custodia regolamentata negli USA. 
  • Liquidità e profondità: gli asset devono presentare liquidità adeguata e quotazione su più exchange riconosciuti;
  • Due diligence e approvazione da parte di un comitato indipendente, con monitoraggio continuo dei rischi tecnici e legali;
  • Esclusioni: stablecoin, memecoin e token con peg a valute o asset tradizionali.

Ribilanciamento e pesi

Il paniere adotta un ribilanciamento trimestrale (ogni 90 giorni) per aggiornare, in base a liquidità, capitalizzazione e compliance, sia la composizione sia i pesi degli asset, introducendo limiti anticonsentrazione utili a mitigare il rischio idiosincratico. In questo contesto, la gestione dei pesi appare pragmatica.

Custodia e staking: l’operatività del fondo

Gli asset digitali saranno detenuti da un trust regolamentato negli Stati Uniti, con controlli rigorosi per assicurare segregazione e sicurezza delle riserve, prevalentemente in cold storage.

Per gli asset con meccanismo proof‑of‑stake, il trust potrà delegare lo staking a provider terzi, reinvestendo le eventuali ricompense nel patrimonio del fondo e applicando presidi su slashing, tempi di lock‑up e rischi operativi. Va detto che il prospetto chiarisce come il fondo opererà senza leva finanziaria né derivati.

Candidati potenziali e il criterio dell’“origine USA”

Tra i progetti che potrebbero rientrare nei criteri – previo accertamento della presenza di infrastrutture di custodia e di adeguata liquidità – sono indicativamente inclusi Solana (SOL), Ripple/XRP, Chainlink (LINK), Stellar (XLM) e, in alcuni casi, Algorand (ALGO).

Il requisito “Made in USA” fa riferimento a progetti in cui sviluppo, governance o infrastruttura presentino una forte impronta statunitense, anche se in taluni casi l’origine può risultare parziale o oggetto di dibattito

In questo contesto, il filtro geografico potrebbe escludere asset come Bitcoin ed Ether, considerati espressione di un ecosistema globale e non riconducibili in modo univoco agli Stati Uniti.

Iter regolatorio: stato della richiesta e prossimi passaggi

Canary Capital ha presentato il modulo S‑1 alla SEC, con l’obiettivo di ottenere l’approvazione per la quotazione su Cboe BZX (ticker MRCA). L’iter standard prevede che la SEC dichiari il prospetto “efficace” e, per un ETF con sottostanti in criptovalute, potrebbe essere necessaria anche l’approvazione di una procedura di listing tramite il modulo 19b‑4 da parte dell’exchange. 

La pubblicazione del prospetto e la dichiarazione di efficacia SEC possono richiedere tempi variabili (da giorni a oltre 120 giorni, a seconda delle richieste di integrazione).

Per il processo di listing, si applicano anche le regole e i requisiti di Cboe per la quotazione e il 19b‑4, che prevedono documentazione aggiuntiva da parte dell’exchange.

Il timing resta sensibile: dopo l’approvazione dei primi ETF spot in anni recenti, la SEC continua a valutare con attenzione i prodotti che contemplano staking o esposizioni multi‑asset; ritardi o richieste di chiarimento sono ipotesi realistiche nei prossimi mesi.

Confronto con altri ETF cripto USA

  • Focus geografico: MRCA si concentra esclusivamente su token “Made in USA”, differenziandosi dai fondi a esposizione broad‑market o focalizzati su asset singoli come BTC o ETH;
  • Staking: l’eventuale impiego di provider terzi per ottenere ricompense sul PoS rappresenta un punto di confronto nel contesto regolatorio, soprattutto rispetto ai primi ETF spot, che in genere non includono lo staking on‑chain;
  • Esposizione diretta: come i prodotti spot su asset singoli, MRCA evita derivati e leva, puntando sulla replica “fisica” dell’indice.

Impatto per investitori e mercato

  • Pro: maggiore trasparenza sull’origine degli asset, custodia regolamentata, ribilanciamento periodico e selezione curata da un comitato indipendente;
  • Contro: la concentrazione geografica e l’esclusione di asset come BTC/ETH possono ridurre la rappresentatività del mercato, a cui si sommano i potenziali rischi regolatori dello staking e della classificazione dei token, oltre ai rischi specifici dei singoli protocolli.

Domande frequenti

Punti distintivi rispetto ad altri ETF

MRCA si distingue per il focus su token di origine statunitense e per la richiesta che gli asset siano custoditi presso istituzioni regolamentate negli USA.

Frequenza di ribilanciamento dell’indice

È previsto un ribilanciamento trimestrale (ogni 90 giorni) per aggiornare composizione e pesi in base ai criteri di idoneità definiti.

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