L’andamento del prezzo di Bitcoin è sostanzialmente fermo da alcuni giorni, in attesa delle decisioni della Federal Reserve (Fed) in merito alla sua politica monetaria.
Il quadro comunque rimane relativamente complesso.
Summary
Bitcoin e la Fed
I cambiamenti della politica monetaria della Fed incidono direttamente sul dollaro USA, ed in particolare sul suo valore di mercato.
Dato che il valore di Bitcoin tende ad aumentare se quello del dollaro cala, nel caso in cui le variazioni della politica monetaria della Fed facessero scendere il valore del dollaro, potrebbero anche indirettamente far salire quello di Bitcoin.
In particolare l’andamento che conviene tenere d’occhio è quello del Dollar Index, ovvero l’indice che misura le variazioni del valore del dollaro USA rispetto ad un paniere di altre valute globali.
L’ipotesi che circola è che a partire da metà settembre la Fed potrebbe in effetti essere costretta ad allentare la sua politica monetaria attualmente restrittiva, con conseguenze leggermente negative sul dollaro.
Il taglio dei tassi
Tutta l’attenzione attualmente è concentrata sul taglio dei tassi di interesse.
Ad esempio la banca centrale europea (BCE) nell’ultimo anno ha tagliato i tassi di interesse dal 4,5% al 2,15%.
Invece la Fed si è limitata a tagliarli dal 5,5% al 4,5%, ed è da dicembre che non li taglia più.
I mercati si attendono un taglio minimo a settembre, da 25 punti base, ma la questione è più complessa.
Infatti questo taglio praticamente è già stato prezzato, visto che viene ritenuto quasi certo, ma dovrebbe essere solo il primo di una lunga serie. Inoltre non è ancora certo che sarà di soli 25 punti base.
Le prossime date importanti
In merito al possibile taglio di 50 punti base a metà settembre, domani potremmo già avere alcuni dati interessanti a riguardo.
Escono infatti i dati relativi al mercato del lavoro USA (i cosiddetti non-farm payrolls), che potrebbero cambiare le carte in tavola.
I mercati si aspettano un leggero aumento dei nuovi posti di lavoro non-agricoli creati ad agosto negli USA, rispetto ai 73.000 di luglio, ma se invece i dati di domani dovessero dipingere una situazione peggiore la Fed potrebbe essere costretta ad accelerare sul taglio dei tassi, per portarli al più presto al 4% o anche più in basso.
Oltretutto martedì 9 settembre usciranno le revisioni delle stime dei mesi passati, e qualora fossero al ribasso la pressione sulla Fed dovrebbe aumentare ancora.
Quindi tra domani e martedì potrebbe addirittura già palesarsi la necessità per la Fed di tagliare i tassi di 50 punti base a settembre, e non solamente di 25.
Inoltre lo stesso 17 settembre, quando verrà resa nota la decisione della Fed sui tassi, ci sarà la solita conferenza stampa del presidente Powell. Qualora durante quella conferenza dovesse far trasparire una maggior propensione della banca centrale ad ulteriori tagli di tassi, i mercati potrebbero reagire ulteriormente bene.
Per ora i mercati scontano solo due tagli dei tassi da 25 punti base entro fine anno, ma se dovessero salire a tre da 25, oppure a due da 25 ed uno da 50, la loro reazione sarebbe positiva, sul medio-breve termine.
La reazione di Bitcoin
Bitcoin in realtà sembra già pronto per decollare.
Infatti, la pressione di vendita di BTC sugli exchange crypto è ai minimi assoluti di questo ciclo. Basterebbe pertanto un significativo aumento della pressione di acquisto per far salire il prezzo.
Da notare che il 2025 per certi versi è simile al 2017, per quanto riguarda l’andamento del prezzo di Bitcoin.
Nel 2017 proprio a metà settembre ci fu l’ultima correzione prima dell’inizio della grande bullrun autunnale, iniziata nella prima metà di ottobre e terminata a metà dicembre. L’anno dopo poi ci fu un pesante bear-market.
Lo scenario descritto prima sembrerebbe essere compatibile con un andamento simile, anche perchè la correzione c’è già stata e si è conclusa martedì scorso.
Qualora tra venerdì e martedì prossimo i dati sul mercato del lavoro USA spingessero la Fed ad accelerare sul taglio dei tassi, la reazione di Bitcoin potrebbe essere ben positiva, in attesa magari della ripartenza della bullrun il 17 settembre.
Il lungo periodo
La questione sembra invece molto più problematica sul medio-lungo termine.
Infatti il prezzo dell’oro è di nuovo salito ai massimi storici, denotando una certa significativa preoccupazione dei mercati per quanto riguarda il medio-lungo termine. Ciò sarebbe compatibile con un forte bear-market nel 2026.
Per quanto riguarda invece il lungo periodo, Bitcoin sembra continuare a seguire il suo ciclo quadriennale che fino ad ora ha sempre fatto registrare una forte bullrun a fine dell’anno successivo alle elezioni USA – tranne nel 2009 quando non era ancora scambiabile sugli exchange – seguito poi da un anno di forte bear-market.
Va ricordato che fino ad ora tuti e tre i grandi bear-market di BTC (2014, 2018 e 2022) si sono conclusi con un poderoso rimbalzo terminato poi negli anni successivi con nuovi massimi storici.

