Negli ultimi giorni stanno emergendo alcuni segnali che indicano la possibilità che sul prezzo di Bitcoin (BTC) possa innescarsi una nuova bull run.
Sebbene siano segnali piuttosto chiari, sono ancora però troppo deboli per poter affermare che la bullrun stia davvero per iniziare. Tuttavia i precedenti giocano a favore di questa ipotesi.
Summary
Prezzo di Bitcoin (BTC) in risalita
Nelle ultime 24 ore il prezzo di Bitcoin risulta essere in risalita dell’1,3%.
Non è però questo il segnale chiave, anche perché il livello di prezzo attuale è sostanzialmente lo stesso del 23 agosto, ed è solo leggermente superiore a quello di due giorni fa.
La cosa interessante è invece il possibile cambio di trend.
Infatti dopo la metà di agosto era iniziata una correzione che è andata avanti fino ad inizio settembre.
Quella correzione è iniziata dai massimi storici, quindi non era nulla di preoccupante. Basti dire che il livello minimo toccato ad inizio mese è lo stesso del massimo storico fatto registrare a fine 2024.
A partire dal 2 settembre è poi iniziata una risalita che sembrava essersi interrotta il 13 settembre, con il ritorno sopra i 116.000$, ed una successiva brevissima e piccolissima correzione a 114.000$ che forse non è nemmeno corretto definire tale.
Tra ieri ed oggi quest’ultima piccolissima correzione sembra essere terminata, con il ritorno sopra i 117.000$.
I buoni segnali
Ma non è finita qui.
Stanno infatti emergendo un paio di segnali che fanno pensare che il movimento di oggi potrebbe anche essere destinato a durare per un po’.
Il primo è l’ulteriore discesa della pressione di vendita di BTC sugli exchange crypto. Si tratta di una discesa molto contenuta, ma che ha portato la pressione di vendita ai nuovi minimi assoluti dell’attuale ciclo.
Con una pressione di vendita così contenuta, inferiore anche a quella di metà agosto quando il prezzo fece registrare il massimo storico sopra i 124.000$, basterebbe anche solo un leggero aumento della pressione di acquisto per far salire ulteriormente il prezzo.
Oltre a ciò, c’è anche un secondo segnale che sembra andare proprio in questo senso.
Infatti il Dollar Index è ritornato sotto quota 97 punti per la prima volta da fine giugno.
La debolezza del dollaro
Il fatto è che il dollaro USA sembra essere rientrato all’interno di un trend decrescente, dopo la pausa estiva.
A dire il vero il trend discendente è iniziato a gennaio e non si è ancora mai del tutto interrotto, ma a luglio c’è stato un rimbalzo, e ad agosto ha lateralizzato.
Ora invece non solo ha ripreso a scendere, ma sembra diretto verso i minimi di questo periodo.
Il Dollar Index sta seguendo un trend crescente di lungo periodo che dura ormai dal 2008, e che in questo momento ha la sua linea inferiore posta a circa 96 punti.
Qualora dovesse sfondare al ribasso tale soglia, il trend ascendente degli ultimi 17 anni potrebbe interrompersi, e questo sarebbe un evento per certi versi storico.
Non va dimenticato che sul medio periodo il prezzo di Bitcoin tende ad essere inversamente correlato al Dollar Index, pertanto ila discesa del dollaro va interpretata come un segnale positivo.
Oltretutto fino a ieri la corsa del prezzo di BTC sembrava essere in qualche modo frenata dalla corsa dell’oro e delle borse USA, la cui risalita stava probabilmente drenando un po’ di capitali dai mercati crypto, ma tale risalita ieri sembra essersi fermata, anche se non è ancora chiaro se si sia effettivamente interrotta oppure se si tratti solo di una pausa momentanea.
Attenzione ad oggi
Oggi però le cose potrebbero cambiare.
I mercati infatti sono in febbrile attesa dell’annuncio della Fed in merito ai tassi di interesse.
Il mercato sta già scontando un taglio da 25 punti base, che in effetti sembra più che probabile, ma la vera questione potrebbe essere un’altra in questo momento.
Il punto ormai sono i prossimi tagli, in particolare da qui fino a fine anno.
I mercati stanno scontando un taglio complessivo da 75 punti base (ovvero tre tagli da 25) entro fine anno, compreso quello di oggi, e 150 in totale entro la fine del 2026 (ovvero altri tre tagli da 25).
Nel caso in cui oggi emergesse in modo chiaro e probabile la possibilità che la Fed sia costretta a tagliare di più, magari già entro la fine del 2025, i mercati potrebbero reagire bene.
Dovrebbero riprezzare in fretta a furia il nuovo scenario, e questo dovrebbe generare volatilità.
Sebbene non sia scontato un aumento della volatilità, molti analisti lo danno per possibile, ma senza sapere se avrà direzionalità, ed eventualmente quale.
Alla luce di ciò che verrà detto stasera, i trend potrebbero virare al rialzo o al ribasso, oppure essere volatili ma senza alcuno chiara direzionalità.
In teoria, anche alla luce di ciò che accadde a fine 2017, per Bitcoin questo sarebbe il momento buono per iniziare una nuova bullrun di fine anno, ma la Fed ha il potere di impedire che ciò avvenga, soprattutto sul breve periodo. Occorrerà monitorare con attenzione la situazione, onde capire se i buoni segnali si possono convertire in realtà, oppure se sarà tutto rimandato.

