Summary
Un contesto economico trasformato dalla guerra
Dal 2022, la guerra ha ridisegnato la geografia economica dell’Ucraina. Inflazione elevata, svalutazione della hryvnia, instabilità del sistema bancario e restrizioni valutarie hanno spinto milioni di cittadini a cercare strumenti di protezione del capitale e di resilienza finanziaria.
In questo scenario, i dati raccolti da Ipsos per WhiteBIT (aprile-maggio 2025) e dall’European Bank for Reconstruction and Development (EBRD) (settembre 2025) mostrano come la popolazione abbia ridefinito le proprie strategie di risparmio e investimento: dal denaro contante e depositi bancari, fino all’ingresso deciso della criptoeconomia nelle abitudini quotidiane.
.Il sondaggio Ipsos/WhiteBIT: crypto nella top 5
Il sondaggio Ipsos (650 intervistati tra i 18 e i 65 anni, residenti in città oltre i 100.000 abitanti) evidenzia che:
- Più del 50% degli ucraini finanziariamente attivi utilizza o valuta strumenti alternativi ai depositi bancari.
- Criptovaluta nella top 5 degli strumenti di investimento, accanto a conti correnti, depositi e immobili.
- 25% ha già investito in criptovalute.
- 23% prevede di farlo a breve.
La motivazione principale non è più la speculazione, ma:
- difesa dall’inflazione e dalla svalutazione monetaria;
- diversificazione patrimoniale;
- possibilità di generare rendimenti passivi tramite strumenti come i crypto depositi.
Il fondatore di WhiteBIT, Volodymyr Nosov, sottolinea come il successo dei “crypto depositi” risieda proprio nella capacità di coniugare risparmio e rendimento, offrendo al tempo stesso indipendenza dalla volatilità dell’economia nazionale.
Nuove abitudini finanziarie
Il report Ipsos descrive un cambiamento culturale: le criptovalute non sono più viste solo come “asset da trading”, ma come strumenti multifunzionali.
Tra chi già le utilizza:
- 57% fa trading;
- 52% le conserva a lungo termine (holding);
- 51% le considera uno scudo contro l’inflazione;
- una quota crescente le usa per pagamenti quotidiani e rimesse.
Un elemento chiave è la ricerca di indipendenza dai sistemi bancari: molti ucraini considerano gli asset digitali una forma di autonomia finanziaria in un contesto di rischio geopolitico.
L’analisi EBRD: 1 miliardo di dollari in Bitcoin
Il rapporto dell’EBRD fornisce una cifra eloquente: quasi 1 miliardo di dollari in equivalente hryvnia speso in acquisti di Bitcoin tra luglio 2023 e luglio 2024 .
L’istituto lega questo dato al contesto di “economia di guerra”:
- la popolazione utilizza Bitcoin come riserva di valore alternativa,
- come canale per transazioni internazionali (pagamenti, aiuti, rimesse),
- e come mezzo per accedere a liquidità in dollari o euro quando le banche locali non garantiscono stabilità.
La spesa in BTC, sottolinea l’EBRD, va letta come indicatore di fiducia in strumenti decentralizzati, capaci di offrire sicurezza laddove i tradizionali presidi finanziari risultano fragili.
Tendenze emergenti
Dall’incrocio dei due report emergono tre grandi trend:
- Divergenza dal conservatorismo: il contante e i depositi restano diffusi, ma la diversificazione è ormai la norma.
- Ricerca di sovranità finanziaria: la guerra ha accelerato l’adozione di strumenti indipendenti da governi e banche.
- Crescita della cultura digitale: il 60% degli intervistati ritiene di aver bisogno di formazione specifica per usare le crypto, stimolando lo sviluppo di programmi educativi da parte di exchange e startup Web3.
Implicazioni globali
Il caso ucraino è osservato con attenzione a livello internazionale perché dimostra:
- come le criptovalute possano diventare “asset di resilienza” in economie sotto stress;
- come i cittadini, spinti dall’urgenza, siano pronti ad adottare modelli Web3 prima ancora che la regolamentazione sia pienamente definita;
- e come l’esperienza di un Paese in guerra possa anticipare dinamiche che potrebbero replicarsi in altre regioni soggette a instabilità politica o finanziaria.
Conclusione
La combinazione dei dati Ipsos/WhiteBIT e delle analisi EBRD dipinge un quadro chiaro: in Ucraina, la criptovaluta non è più un’alternativa marginale, ma una componente strutturale delle strategie di risparmio e investimento.
Se il contesto bellico ha accelerato l’adozione, ciò che emerge è una vera cultura finanziaria digitale, che integra Bitcoin e stablecoin come strumenti di protezione, autonomia e partecipazione a un’economia globale senza confini.
L’Ucraina, suo malgrado, si conferma un laboratorio unico per comprendere il futuro della finanza decentralizzata.

