La Venom Foundation, organizzazione con sede ad Abu Dhabi e sviluppatrice dell’omonima blockchain di nuova generazione Layer-0 e Layer-1, ha pubblicato una ricerca comparativa sulle commissioni di transazione delle dieci principali blockchain mondiali.
Il report, intitolato “How Transaction Fees Across 10 Leading Blockchains Affect Their Usability and Adoption Potential”, rivela un dato impressionante: tra le reti proof-of-work tradizionali e le nuove architetture scalabili esiste un divario del 99,9% nei costi di transazione.
Summary
Bitcoin ed Ethereum restano le più costose
Secondo lo studio, Bitcoin registra una media di 1,10 dollari per transazione, mentre Ethereum si attesta su 1,85 dollari, rendendole poco adatte per micropagamenti e applicazioni di massa, soprattutto nei mercati emergenti.
Al contrario, blockchain basate su Proof-of-Stake come Solana ($0,00025), TRON ($0,001) e Venom (meno di $0,001) permettono operazioni quasi gratuite e tempi di finalizzazione rapidissimi.
Il vantaggio delle architetture scalabili
La ricerca sottolinea come le blockchain di nuova generazione abbiano superato il compromesso tra scalabilità e sicurezza. Reti come Venom e Polygon superano infatti le 100.000 transazioni al secondo (TPS), garantendo finalità sotto i 2 secondi.
Il merito, per Venom, è del suo sistema di sharding dinamico: a differenza dello sharding statico, che può creare squilibri tra frammenti congestionati e inattivi, l’architettura di Venom adatta in tempo reale il numero e la dimensione degli shard in base alla domanda di rete.
Questo approccio asincrono evita colli di bottiglia, mantiene le tariffe sotto la frazione di centesimo e assicura un’efficienza del 99,99% di uptime, ideale per applicazioni come gaming, IoT e DeFi ad alta frequenza.
Christopher Louis Tsu: “Le fee sono la chiave per l’adozione globale”
Christopher Louis Tsu, CEO di Venom Foundation, ha dichiarato:
“Man mano che la tecnologia blockchain diventa la base di sempre più infrastrutture reali, i costi di transazione diventano un fattore critico per l’adozione.
Le reti di prima generazione hanno creato la scarsità digitale; ora le architetture di nuova generazione stanno sbloccando l’utilità quotidiana, dai trasferimenti internazionali al trading decentralizzato ad alta frequenza”.
Il quadro complessivo: le commissioni come porta d’accesso alla mass adoption
Il documento mostra come la congestione di rete, la dimensione dei blocchi e il meccanismo di consenso influenzino fortemente la volatilità delle commissioni.
Durante i periodi di forte domanda, le fee su Bitcoin ed Ethereum possono salire a diversi dollari, mentre Venom, grazie al suo modello dinamico, mantiene costi stabili anche in condizioni di traffico elevato.
Con l’avanzare della regolamentazione globale e l’ingresso degli investitori istituzionali, le blockchain con commissioni basse e throughput elevato stanno conquistando un ruolo sempre più centrale.
Lo studio suggerisce che, anche se Ethereum continuerà a ridurre i costi tramite soluzioni Layer-2, le reti nate con architetture scalabili nativamente – come Venom – potrebbero avere un vantaggio strutturale decisivo.
Una rete costruita per il futuro
Venom mira a fornire un’infrastruttura finanziaria sicura, regolamentata e adattabile alle esigenze di imprese e governi.
Con una capacità fino a 150.000 TPS, costi minimi e un ecosistema che include DeFi, NFT, gaming e soluzioni enterprise, la rete si posiziona come una piattaforma pronta a supportare la prossima generazione di applicazioni Web3.

