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Nuova legge sulle stablecoin in Corea del Sud: accordo politico sul modello a consorzio

Nel dibattito sulla futura legge, il tema delle stablecoin in Corea del Sud emerge al centro di un compromesso politico che punta a coniugare innovazione e stabilità finanziaria.

Qual è il nuovo quadro normativo per le stablecoin in Corea del Sud?

Secondo quanto riportato dal Maeil Business Newspaper, i partiti di governo e opposizione hanno raggiunto un accordo di principio sul quadro di regolamentazione delle stablecoin. L’obiettivo è approvare il Digital Asset Basic Act nella sua versione completa entro gennaio 2026, definendo un modello di “stablecoin coreana” basato su un consorzio guidato dalle banche.

Il nuovo schema prevede che gli istituti di credito detengano almeno il 51% del capitale del consorzio emittente, garantendo così un controllo bancario maggioritario. Le società tecnologiche potranno partecipare come azionisti di minoranza, contribuendo con competenze innovative senza assumere la guida del sistema.

Il termine per la presentazione delle proposte governative è stato fissato al 10 dicembre dal deputato del Partito Democratico Kang Jun-hyeon. Tuttavia, il parlamentare ha avvertito che, in caso di mancato rispetto della scadenza da parte delle autorità finanziarie, i legislatori depositeranno una proposta autonoma.

Come funziona il modello a consorzio bancario per le stablecoin?

Nel corso del consiglio congiunto tra partito e governo del 1° novembre, l’attenzione si è concentrata sui dettagli della struttura consortile. Kang ha confermato discussioni approfondite sui livelli di partecipazione delle banche e sui requisiti di quota azionaria. Inoltre, il segretario del Partito Democratico ha sollecitato consultazioni rapide per ridurre le divergenze tra Bank of Korea, Financial Services Commission e settore bancario.

Il modello, fondato su una partecipazione bancaria maggioritaria del 51%, punta a garantire solidità prudenziale. In questo modo risponde anche alle preoccupazioni della banca centrale sul possibile impatto delle stablecoin sullo status della moneta nazionale. Al tempo stesso, la Financial Services Commission (FSC) ha sottolineato la necessità di ridurre le barriere d’ingresso per fintech e soggetti non bancari.

L’ufficio di Kang ha spiegato che la ricerca di un punto di equilibrio ha tenuto conto sia della stabilità di politica monetaria sia della spinta all’innovazione industriale. Il compromesso è arrivato dopo mesi di ritardi, durante i quali la banca centrale ha sempre sostenuto un modello di emissione centrato sulle banche.

Perché la Bank of Korea insiste su un ruolo centrale delle banche?

Il professor Hyun Jung-hwan della Dongguk University ha valutato l’emissione guidata dagli istituti di credito come un’opzione orientata alla sicurezza. L’ex funzionario della Bank of Korea ha ricordato che le banche già emettono moneta di deposito, mentre la gestione operativa delle stablecoin risulta complessa.

Secondo Hyun, i requisiti di riserva per questi strumenti sarebbero superiori rispetto ai normali depositi. Inoltre, l’esclusione delle stablecoin dall’impiego come fondi per i prestiti eliminerebbe i tradizionali margini di profitto bancari, rendendo necessario un modello di business specifico.

In questo contesto, il modello di consorzio bancario per stablecoin Corea viene visto come un compromesso tra prudenza regolatoria e apertura alle imprese tecnologiche. Tuttavia, resta centrale il tema della vigilanza sulla gestione delle riserve e sulle modalità di circolazione dei token.

Quali sono le prossime tappe legislative e politiche?

Il deputato Kang ha chiarito anche il calendario per la presentazione dei disegni di legge governativi. Ha insistito che la FSC debba depositare una proposta di quadro normativo entro il 10 dicembre, in linea con l’agenda del Parlamento. Detto ciò, in caso di inadempienza, il segretario guiderà un’iniziativa legislativa autonoma tramite il Comitato per le Politiche Nazionali.

La Corea del Sud punta a finalizzare il testo all’interno della sessione ordinaria dell’Assemblea Nazionale. L’approvazione del provvedimento è prevista in una sessione straordinaria a gennaio 2026, con l’obiettivo di gestire l’ampio effetto di mercato atteso tramite un coordinamento stretto tra governo e opposizione fino alla fine del mese.

Finora sono stati presentati diversi progetti di legge correlati, tra cui quelli dei deputati Kim Eun-hye, Ahn Dogul e Min Byeong-deok. Inoltre, la lenta progressione dei lavori ha trasformato il coordinamento tra esecutivo e partito di governo in uno snodo cruciale per l’intero processo normativo.

Qual è il ruolo dei partiti e delle autorità finanziarie?

Un incontro a porte chiuse tra autorità finanziarie e rappresentanti politici si è tenuto presso la sede dell’Assemblea Nazionale a Yeouido, Seul. I membri della commissione affari politici del Partito Democratico hanno incontrato la FSC per discutere l’impostazione generale del nuovo Framework Act sui beni digitali.

Subito dopo la riunione è stato confermato che la forma consortile includerà i punti di vista della banca centrale, del regolatore e del settore bancario. In questo modo si cerca di allineare la nuova legge sulle stablecoin con le prerogative istituzionali esistenti.

Nel complesso, i progressi nel confronto sono stati accolti positivamente dagli operatori di mercato, soprattutto dopo i lunghi rinvii. Paesi come gli Stati Uniti, l’Unione Europea e il Giappone hanno già completato i rispettivi aggiornamenti dei sistemi normativi sulle stablecoin, creando pressione affinché Seul colmi il divario.

Come cambia il quadro anti-riciclaggio e il controllo sugli exchange?

Parallelamente alla definizione del Digital Asset Basic Act, la Corea del Sud ha rafforzato il proprio impianto di antiriciclaggio. Il 28 novembre la FSC ha annunciato l’estensione della travel rule a tutte le fasce di importo, chiudendo una importante scappatoia normativa.

In precedenza, l’esenzione si applicava a transazioni inferiori a 1 milione di won, pari a circa 680 dollari, consentendo il cosiddetto smurfing tramite spezzettamento dei trasferimenti. Le nuove regole introducono un controllo completo, indipendentemente dal valore della singola operazione.

Le autorità potranno inoltre bloccare l’accesso agli exchange offshore considerati ad alto rischio per gli investitori sudcoreani, in particolare quelli che operano al di fuori delle norme nazionali. La FSC ha individuato determinate giurisdizioni e operatori con profili di rischio elevato, al fine di limitare possibili canali di evasione regolatoria.

Qual è l’impatto sulle piattaforme crypto e sugli operatori?

Questo tipo di interventi mira a prevenire la fuga di capitali verso servizi esteri non conformi. Nel frattempo sono stati irrigiditi anche i requisiti per la registrazione dei virtual asset service provider, con standard più severi su riserve finanziarie, controlli interni e meccanismi di compliance.

La Corea del Sud richiede ora un’infrastruttura operativa solida prima di concedere le licenze, alzando l’asticella per gli exchange di criptovalute. Inoltre, la maggiore selettività punta a professionalizzare il settore e a ridurre i rischi per gli utenti retail e istituzionali.

Secondo il professor Hyun, il rafforzamento della supervisione diventa essenziale se le grandi banche arriveranno a gestire volumi significativi di token ancorati a valute fiat. Con l’aumento delle emissioni, crescono anche i potenziali rischi sistemici, che impongono una vigilanza continua.

Quali sfide restano aperte per la regolamentazione coreana delle stablecoin?

Per mitigare tali rischi, è stata suggerita l’istituzione di un canale permanente di confronto tra FSC e Bank of Korea. Questo dialogo strutturato dovrebbe riguardare in particolare i requisiti di riserva e i limiti all’emissione, elementi centrali del futuro regime di vigilanza.

Detto ciò, il successo del nuovo impianto normativo dipenderà dalla capacità di bilanciare gli obiettivi di stabilità finanziaria con quelli di sviluppo del mercato dei beni digitali. La regolamentazione delle stablecoin Corea del Sud potrebbe così diventare un modello di riferimento per altre economie avanzate dell’Asia.

In conclusione, il percorso legislativo aperto a Seul combina un modello di consorzio bancario, un rafforzamento delle regole antiriciclaggio e una maggiore selettività nelle licenze per gli operatori. Se attuato coerentemente, tale quadro potrà ridurre i rischi sistemici, attrarre innovazione e allineare il paese agli standard internazionali più avanzati nel settore delle valute digitali.

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