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Previsioni: effetti della Fed su Bitcoin

Quali effetti avrà sul prezzo di Bitcoin la decisione di domani della Fed in merito ai tagli di interesse? 

Circolano diverse previsioni a riguardo, ma in realtà non si riferiscono alla sola decisione sui tagli, ormai già prezzata dal mercato. Riguardano invece soprattutto lo scenario che verrà dipinto domani dalla Fed.

Va ricordato che le politiche monetarie della Fed hanno un impatto diretto sul reale valore del dollaro USA (USD), e questo si riflette inevitabilmente anche sul prezzo di Bitcoin in dollari (BTCUSD). 


In particolare l’effetto delle politiche monetarie della banca centrale statunitense si riflette direttamente sul Dollar Index (DXY), e poi sul medio termine tali effetti si ripercuotono anche su BTCUSD, dato che l’andamento del prezzo di Bitcoin in dollari tende ad essere inversamente correlato a quello di DXY sul medio periodo. 

La decisione della Fed

Ormai i mercati danno praticamente per scontato che domani la Fed tagli i tassi di interesse di 25 punti base. 

Questa eventualità, estremamente probabile, è ormai già stata ampiamente scontata dai mercati, ma non lo sono affatto le future decisioni. 

Anzi, i mercati danno per probabile che la Fed a gennaio non tagli più i tassi, e che forse non li tagli nemmeno a marzo (a febbraio 2026 non ci saranno decisioni di politica monetaria). 

Quindi ciò che farà la differenza domani non sarà la decisione scontata di tagliare i tassi di 25 punti base, ma quello che verrà detto sia nel comunicato stampa ufficiale sia in conferenza stampa riguardo la possibile evoluzione nel corso del 2026 della politica monetaria sui tassi. 

Da notare che la Fed, dopo aver portato i tassi di interesse addirittura al 5,5% nel corso del 2023, ha iniziato a tagliarli solamente a settembre dell’anno scorso. 

Poi però ad inizio 2025, quando erano scesi al 4,5%, aveva smesso di tagliarli, a causa di una possibile ripresa dell’inflazione. 

Tale riprese poi è effettivamente avvenuta, a partire da maggio, a causa in particolare dei dazi imposti da Donald Trump a partire da aprile. 

La Fed però, nonostante l’inflazione non sia ancora scesa, ha ripreso a tagliare i tassi a settembre di quest’anno, ma nonostante ciò sono ancora al 4%. 

L’impatto sul dollaro

Il valore reale di una moneta fiat come il dollaro non dipende dal valore nominale che è stampigliato sulle banconote, ma dal suo potere di acquisto. 

L’inflazione fa aumentare i prezzi dei beni al consumo, e ciò riduce il potere di acquisto delle monete fiat. 

Ad esempio l’indice dei prezzi USA al consumo (USCPI) registra quasi sempre un incremento sul lungo periodo, denotando la perdita quasi costante di potere di acquisto del dollaro. 

Tuttavia a partire dal 2021 la crescita di USCPI ha accelerato, passando in solamente un anno e mezzo da 260 punti a quasi 300 punti. Basti pensare che nei dodici anni precedenti era salito da 210 punti a 260. 

A tutto ciò si aggiungono anche le conseguenze delle politiche monetarie delle banche centrali, perchè più moneta si immette sui mercati più il suo valore reale si diluisce. 

E così politiche monetarie più espansive fanno calare in modo più significativo il potere di acquisto delle monete fiat, mentre politiche monetarie più restrittive lo fanno calare di meno. 

Il Dollar Index

In particolare il Dollar Index misura la variazione del tasso di cambio medio del dollaro USA nei confronti di un paniere di altre valute globali, tra cui soprattutto euro e yen giapponese. 

Sul medio periodo USCPI non varia moltissimo, pertanto la variazione di DXY risulta essere più significativa. Invece sul lungo periodo DXY tende sempre più o meno ad oscillare attorno ai 100 punti, mentre invece USCPI non fa quasi altro che aumentare. 

Per la precisione, l’andamento del prezzo di Bitcoin in dollari sul medio/lungo periodo è correlato a quello del rapporto USCPI/DXY, ma dato che a medio termine USCPI varia poco e DXY molto, nel corso dei mesi le variazioni di DXY hanno impatto maggiore su BTCUSD. 

Invece nel corso degli anni prevale l’impatto di USCPI. 

Ciò che fa oscillare maggiormente BTCUSD è comunque proprio il Dollar Index, perchè le variazioni di USCPI sono così lente e così piccole che sono apprezzabili solo a lungo termine. 

Le politiche monetarie della Fed non hanno impatto solamente su USCPI, ma anche su DXY, dato che se ad esempio il potere di acquisto del dollaro USA in un dato periodo scende più di quello dell’euro, il Dollar Index tenderà a salire. 

Il taglio dei tassi della Fed dovrebbe far scendere il Dollar Index, perchè ridurrebbe anche il rendimento dei titoli di Stato americani inducendo diversi proprietari a venderli.

Nel caso in cui siano proprietari esteri a venderli, dalla vendita ricaveranno USD che poi rivenderanno a loro volta per incassare valuta locale. Ciò aumenta la pressione di vendita di USD sul mercato dei cambi, facendo scendere sia il valore di vendita degli USA che di conseguenza il Dollar Index. 

Le previsioni su Bitcoin

A dire il vero negli ultimi due mesi l’andamento del prezzo di Bitcoin è sceso più di quanto sia salito, in proporzione, il Dollar Index. 

DXY infatti da inizio ottobre è prima salito da meno di 98 punti a più di 100 punti, e poi nelle ultime settimane è sceso a 99 punti. 

Sebbene non siano movimenti insignificanti per un indice come questo, impallidiscono in confronto alla volatilità di Bitcoin. 

Infatti BTCUSD da fine settembre è prima salito da 110.000$ a 126.000$, poi è sceso a 80.000$, e poi è risalito a 90.000$. 

Tuttavia sebbene le proporzioni di questi movimenti siano differenti, la direzione è molto simile. 

Per quanto riguarda il Dollar Index l’ipotesi che circola è che possa scendere ancora, dato che non solo la Fed domani potrebbe tagliare i tassi, ma anche visto che la prossima settimana la Bank of Japan dovrebbe alzarli. 


Pertanto a partire in particolare dalla settimana di Natale, diversi giapponesi potrebbero vendere bond statali USA per comprare bond statali giapponesi, visto che i primi renderanno un po’ di meno, ed i secondo un po’ di più. 

Va ricordato che il Giappone è attualmente lo Stato estero che detiene più bondi governativi USA, pertanto non si tratta affatto di una dinamica di poco conto, per quanto riguarda DXY. 

Infatti i giapponesi che venderanno bond USA per comprare bond giapponesi incasseranno USD dalla vendita, e dovranno poi a loro volta venderli per comprare yen con cui effettuare l’acquisto finale. 

Tutto ciò dovrebbe portare ad un calo del Dollar Index che potrebbe favorire una risalita del prezzo di Bitcoin, soprattutto nel corso dei prossimi mesi. 

Sebbene non vi sia certezza che possa accadere proprio questo, un tale scenario ad oggi va comunque perlomeno considerato plausibile.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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