Nel nuovo scenario delle reti modulari, la privacy di Horizen si ripresenta in forma rinnovata come infrastruttura specializzata sopra Base, con un approccio dichiaratamente orientato alla conformità normativa.
Summary
Horizen privacy: dal progetto del 2017 al rilancio come Layer 3
La rete Horizen, nata nel 2017 dall’iniziativa ZenCash, ha completato il lancio del nuovo mainnet ZEN su Base, segnando l’ultima fase della propria trasformazione in Layer 3. Il passaggio formale da Layer 1 è iniziato a febbraio, dopo una decisione della DAO di dismettere la blockchain originaria.
Il CEO di Horizen Labs, Rob Viglione, sottolinea come il rilancio rappresenti soprattutto un successo di governance. Gran parte dell’originaria base layer proof-of-work con ZK non è stata trasferita sulla nuova appchain proof-of-stake, ma il processo ha riattivato comunità e brand dopo quasi nove anni.
Secondo Viglione, il valore sta nella continuità: un “progetto OG 2016” che migra verso un’architettura moderna senza rinnegare il proprio DNA. In un mercato dove molti network nascono e chiudono rapidamente, questa traiettoria di lungo periodo costituisce un elemento distintivo.
Evoluzione del progetto e dismissione delle vecchie chain
L’iniziativa, partita nel 2017 come ZenCash, ha attraversato più cicli: rebranding in Horizen nel 2018, sviluppo del framework sidechain Zendoo nel 2020 e lancio della sidechain EVM EON nel 2023. Nel frattempo, il team ha lavorato alla dismissione del vecchio livello base e della sidechain EON.
Ora l’obiettivo è rendere la privacy una “opzione pratica” per sviluppatori e utenti su Base, il Layer 2 sostenuto da Coinbase. Nei prossimi cinque anni, Horizen Labs prevede un programma di finanziamento da 100 milioni di ZEN per applicazioni e strumenti, dalle soluzioni finanziarie confidenziali a casi d’uso come GambleFi e SocialFi.
Privacy regolamentare e selettiva
Come altri progetti focalizzati sulla conformità, Horizen adotta il principio della “selective disclosure”. Ciò significa che trasferimenti, swap e funzioni di identità on-chain possono beneficiare di privacy opzionale, senza rimuovere del tutto la supervisione regolamentare.
Viglione definisce il target come un mercato da “trilioni” legato alla privacy conforme alle norme. A suo avviso, governi come quello degli Stati Uniti non accetteranno flussi finanziari globali completamente incontrollati, ponendo un limite alla scalabilità delle criptovalute totalmente anonime.
Lo stesso Viglione, che si descrive come appassionato di impostazione cypherpunk, riconosce uno spazio per la piena anonimizzazione. Tuttavia, secondo lui, l’adozione di massa passa dall’integrazione con l’economia esistente, non da un tentativo di sostituirla integralmente.
Lezioni dalla stretta regolamentare
Queste considerazioni derivano anche dall’esperienza diretta. Nel 2023, in piena reazione globale contro le privacy coin, il team ha rimosso il supporto alle transazioni schermate sul mainnet. La decisione è stata una risposta pragmatica a delisting da parte di exchange come OKX e Huobi.
Viglione ha riassunto quel periodo con una battuta amara: “due anni fa era pessimo essere un token di privacy”. La scelta di puntare sulla conformità è quindi maturata anche come reazione alle condizioni di mercato e all’atteggiamento degli intermediari centralizzati.
Nuovo ZEN, listing centralizzati e ruolo di Grayscale
Il rilancio del ZEN token è avvenuto in estate e ora la nuova versione è attiva sul mainnet di Base. Inizialmente scambiabile via Aerodrome e Uniswap su Base, è oggi supportata anche da exchange centralizzati come Binance, Bitget, ByBit, Coinbase e nuovamente OKX.
Parallelamente, Grayscale da tempo offre un trust dedicato a ZEN, segnale di un interesse istituzionale di lungo corso. Questo network, nonostante i passaggi tecnici complessi e il cambio di architettura, conserva quindi visibilità presso investitori tradizionali.
Confidential Compute e architettura regolabile
La conformità non esclude l’innovazione crittografica. Nel prossimo trimestre, Horizen prevede il lancio del proprio Confidential Compute Environment, basato su Trusted Execution Environments (TEE) per eseguire calcoli isolati. Questa infrastruttura dovrebbe supportare funzionalità che vanno dai semplici pagamenti privati a moduli giurisdizionali avanzati.
Al momento si tratta di un proof-of-concept, ma Horizen Labs sta sviluppando un middleware con meccanismo di autorità plug-and-play e multi-sig a soglia. Gli sviluppatori potranno integrare moduli specifici per singole giurisdizioni o casi d’uso, con la facoltà di rivelare o oscurare determinate informazioni finanziarie alle autorità competenti.
In questo contesto, la privacy di Horizen viene ripensata come componente configurabile dell’infrastruttura applicativa, piuttosto che come proprietà assoluta e immutabile del livello di base.
Layer 3 ed esternalizzazione dell’infrastruttura
La scelta di operare come Layer 3, ovvero come puro execution layer che eredita sicurezza dal Layer 2 sottostante, ha permesso al team di circa 70 persone di concentrarsi su middleware e servizi a maggiore valore aggiunto. In passato, secondo Viglione, lo sviluppo di wallet, explorer e altri strumenti di base rallentava notevolmente il percorso.
Oggi molte di queste funzioni sono fornite da terze parti. Per capitalizzare su questa evoluzione, Horizen ha stretto accordi con vari fornitori di infrastruttura: la piattaforma rollup-as-a-service Caldera, il sistema di messaggistica cross-chain LayerZero, l’oracolo dati Stork e la piattaforma multi-sig basata su Safe chiamata Den. Il bridge verso Base utilizza il software Stargate di LayerZero.
Scelta di Base e allineamento strategico per la privacy con Horizen
Viglione ha spiegato che la via tecnicamente più semplice sarebbe stata il lancio come chain Arbitrum Orbit, dato il precedente lavoro del team su ApeChain con Offchain Labs. Tuttavia, è prevalsa una valutazione di business orientata alla distribuzione offerta dall’ecosistema Coinbase.
Inoltre, la DAO di Horizen ha percepito un forte allineamento di lungo termine con il CEO di Coinbase Brian Armstrong e con Jesse Pollak, ideatore di Base. Entrambi hanno espresso più volte supporto per soluzioni di privacy, anche attraverso l’acquisizione del progetto proof-of-work Iron Fish, elemento che ha rafforzato la scelta.
Finanziamenti limitati e distribuzione del token
Nonostante un’esistenza quasi decennale, il progetto ha raccolto relativamente pochi capitali da venture: 4 milioni di dollari nel seed round del 2019 guidato da Digital Currency Group e altri 7 milioni nel 2021. Cifre modeste rispetto a molti alt Layer 1 contemporanei.
ZEN è nato come token proof-of-work a “fair launch” con un tetto massimo di 21 milioni di unità, distribuite in gran parte tramite mining. In teoria, questa struttura rende il network meno esposto alle pressioni dei grandi investitori istituzionali tipiche di altri ecosistemi.
Horizen: verso un hub di privacy per l’ecosistema Base
Le discussioni interne alla DAO sono iniziate oltre un anno fa. I partecipanti hanno individuato l’opportunità di diventare un hub di privacy multi-funzionale per quello che appariva già come il Layer 2 Ethereum in più rapida crescita. L’obiettivo dichiarato è consentire, nel tempo, a qualsiasi app dell’ecosistema Base di attivare una funzione di privacy e instradare le relative transazioni tramite la piattaforma di Horizen.
Viglione ha raccontato che la transizione avrebbe potuto avvenire prima, dato che Horizen e Base condividevano un membro del team nelle fasi iniziali. All’epoca, però, l’idea venne percepita come un possibile “indebolimento” del marchio. Solo con il rilancio del token e la dismissione del livello base e delle sidechain precedenti è emersa la consapevolezza che il product-market fit non può essere forzato nei tempi.
Per il CEO, la sintesi è chiara: si sarebbe potuti essere un L2 o restare un L1, ma la priorità è concentrare tutte le funzioni legate alla privacy in un unico ambiente, strettamente connesso alla liquidità e alla distribuzione di Base, posizionandosi quindi un livello sopra.
Nel complesso, il percorso di Horizen illustra come un progetto storico possa riposizionarsi sfruttando l’architettura modulare, combinando ricerca crittografica, conformità regolamentare e integrazione con uno dei principali ecosistemi di secondo livello di Ethereum.


