Mentre si apre una nuova riunione di politica monetaria a Washington, l’attesa per il prossimo taglio tassi da parte della Fed si intreccia con le possibili ricadute sul mercato crypto.
Summary
Calendario della riunione FOMC di dicembre 2025
Il Federal Open Market Committee avvia oggi, 9 dicembre 2025, la sua ultima riunione dell’anno, che si concluderà domani, 10 dicembre. Come di consueto, l’incontro servirà a valutare i dati macroeconomici più recenti e a definire il percorso della politica monetaria verso il 2026.
Gli investitori seguiranno con attenzione la decisione sul tasso sui federal funds, le nuove proiezioni economiche e la conferenza stampa del Presidente della Federal Reserve. In particolare, verranno cercati indizi su inflazione, mercato del lavoro e traiettoria dei tassi nel medio periodo.
Attese sui tassi FED: verso un taglio di 25 punti base
I mercati prezzano attualmente una probabilità compresa tra l’80% e il 92% di un taglio di 25 punti base. In caso di conferma, l’intervallo obiettivo per il tasso sui federal funds scenderebbe al range 3,50%–3,75%, segnando la terza riduzione consecutiva nel corso del 2025.
Tuttavia, anche se una pausa o addirittura un rialzo inatteso vengono considerati scenari remoti, qualsiasi deviazione dalle aspettative potrebbe innescare una rapida correzione sugli attivi più sensibili ai tassi.
Dot plot e scenari macroeconomici per il 2026
Oltre alla decisione sui tagli dei tassi, la Federal Reserve (FED) pubblicherà il suo Summary of Economic Projections, che include il cosiddetto dot plot, la mappa delle aspettative dei singoli membri del FOMC sui futuri livelli dei tassi.
Gli analisti stimano per gli Stati Uniti una crescita del prodotto interno lordo intorno al 2,1%, un tasso di disoccupazione vicino al 4,2% e un’inflazione core nell’area del 2,5%. Nel complesso il consenso interno alla banca centrale indicherebbe tra tre e quattro ulteriori tagli nel corso del 2026.
Inoltre, il presidente della Fed fornirà ulteriori dettagli sulle prospettive economiche nella conferenza stampa prevista per il 10 dicembre alle 14:30 ET. È attesa anche una valutazione sul possibile rallentamento del programma di quantitative tightening, tema cruciale per la liquidità complessiva dei mercati.
Crypto e reazione ai segnali di politica monetaria
I mercati delle criptovalute, storicamente sensibili ai cambi di tono della Federal Reserve, si preparano a una fase di potenziale aumento della volatilità. Più di 1 miliardo di dollari in posizioni aperte a leva potrebbero finire in liquidazione in funzione dell’orientamento espresso dalla banca centrale.
Attualmente Bitcoin si muove in una fascia di consolidamento compresa tra 90.500 e 91.500 dollari, mentre Ethereum oscilla intorno a 3.100 dollari. In questo contesto, molti operatori stanno affinando le strategie in vista dell’esito della riunione.
Liquidità in aumento e impulso rialzista a causa del taglio dei tassi FED
Se al previsto taglio di 25 punti base si affiancasse un dot plot improntato alla prudenza accomodante, con nuove riduzioni ipotizzate per il 2026, le condizioni di liquidità migliorerebbero. In un quadro simile, l’impatto complessivo del taglio tassi Fed sulle dinamiche di mercato verrebbe percepito come favorevole agli asset rischiosi.
In tale scenario, Bitcoin potrebbe spingersi verso un’area compresa tra 92.000 e 95.000 dollari, con innesco di possibili ondate di liquidazioni di posizioni short superiori a 120 milioni di dollari. Questo tipo di movimento amplificherebbe la volatilità di breve periodo, ma consoliderebbe al tempo stesso il sentiment positivo.
Prese di profitto e ritorno dell’avversione al rischio
Al contrario, un taglio accompagnato da toni restrittivi, o addirittura una pausa inattesa, potrebbe spingere gli operatori a realizzare i profitti accumulati nelle ultime settimane. In questo caso, il sentimento virerebbe verso un atteggiamento di maggiore cautela.
Detto ciò, un irrigidimento delle aspettative sui tassi riporterebbe probabilmente Bitcoin in una fascia compresa tra 88.000 e 89.000 dollari. La pressione si estenderebbe alle altcoin, con Ethereum che potrebbe scendere al di sotto della soglia psicologica dei 3.000 dollari, penalizzando in particolare le posizioni più speculative.
Tra cautela e accumulo istituzionale
Il quadro complessivo rimane improntato a un cauto ottimismo. Se da un lato gli investitori retail mostrano una crescente inquietudine in vista della decisione della Fed, dall’altro gli operatori istituzionali continuano a incrementare l’esposizione sugli asset digitali.
Inoltre, questa divergenza di comportamento suggerisce che, qualora la politica monetaria risultasse allineata alle aspettative più accomodanti, eventuali correzioni di breve termine potrebbero essere lette come occasioni di ingresso. Nel complesso, l’esito del FOMC di dicembre potrebbe influenzare in modo rilevante l’andamento del mercato crypto nei primi mesi del 2026.

