Nelle ultime analisi di lungo periodo elaborate da Bitwise sulle previsioni Bitcoin, il Chief Investment Officer Matt Hougan ipotizza uno scenario in cui il prezzo possa raggiungere 1,3 milioni di dollari entro il 2035.
Summary
Previsioni Bitcoin: Matt Hougan (Bitwise) e il target di 1,3 milioni per il 2035
Il Chief Investment Officer di Bitwise, Matt Hougan, ha presentato un set di ipotesi di mercato di lungo periodo per la principale criptovaluta, indicando un potenziale arrivo a 1,3 milioni di dollari entro il 2035 nello scenario di base.
La presentazione, rivolta a investitori istituzionali, intende fornire un quadro quantitativo per supportare le decisioni di allocazione. Inoltre, queste ipotesi vengono proposte come strumento per inquadrare il ruolo dell’asset all’interno di portafogli diversificati.
Secondo Hougan, nell’ultimo anno ben 12 grandi piattaforme istituzionali, che gestiscono complessivamente migliaia di miliardi di dollari, hanno richiesto specifiche assunzioni di mercato di lungo termine sulla criptovaluta. In passato, fino al 2024, non era arrivata alcuna richiesta di questo tipo.
Le controparti interessate includono piattaforme di conti nazionali, grandi network di consulenti finanziari con migliaia di professionisti e comitati di investimento impegnati a valutare un’esposizione diretta o tramite ETF. Questo cambio di passo segnala una crescente attenzione al tema a livello istituzionale.
Modello di valutazione basato sul mercato dell’oro
Il modello elaborato da Bitwise si fonda su un confronto con il mercato dell’oro. Oggi la capitalizzazione della criptovaluta rappresenta circa il 9% del valore complessivo del metallo prezioso, ma nello scenario di base Hougan ipotizza una crescita fino al 25% entro il 2035.
Hougan ricorda che il mercato dell’oro è cresciuto in modo significativo: al lancio degli ETF sul metallo, nel 2004, valeva circa 2,5 trilioni di dollari, mentre oggi si attesta intorno ai 27 trilioni. Per confronto, la principale criptovaluta contava su una capitalizzazione di circa 2 trilioni di dollari al momento del debutto degli ETF spot.
Se la criptovaluta mantenesse l’attuale quota di circa 8% rispetto al mercato dell’oro e quest’ultimo proseguisse sulla propria traiettoria storica di crescita, si arriverebbe comunque a valutazioni a sette cifre. Tuttavia, lo scenario base assume che l’asset arrivi a catturare un quarto del valore dell’oro, senza ipotizzare una completa sostituzione.
Un segnale ulteriore arriva dal mondo accademico-finanziario. L’Università di Harvard ha impostato un’esposizione come difesa dal rischio di svalutazione valutaria acquistando quasi 500 milioni di dollari in criptovaluta e circa 250 milioni di dollari in oro, con un rapporto di 2:1 a favore dell’asset digitale.
Questa scelta, sottolinea Hougan, mostra come una parte dell’universo istituzionale riconosca ormai un ruolo strutturale alla moneta digitale nella costruzione dei portafogli, soprattutto nelle fasi di timore legate alla solidità delle valute fiat.
Correlazione con le azioni e impatto sulla diversificazione
Un altro pilastro delle analisi di Bitwise riguarda la correlazione con le azioni. Negli ultimi dieci anni, la correlazione rolling a 30 giorni con l’azionario si è attestata intorno a 0,21. Valori compresi tra 0 e 0,5 indicano una bassa correlazione, cioè movimenti non allineati.
La criptovaluta non ha mai mantenuto in modo prolungato una correlazione superiore a 0,5. Solo durante la fase di stimoli monetari legata al COVID si è osservato, per un periodo limitato, un riallineamento delle diverse classi di attivo.
Per il lungo termine, Bitwise proietta un aumento della correlazione verso 0,36, sulla scia di una politica monetaria delle banche centrali sempre più pervasiva. Tuttavia, anche questo livello resterebbe al di sotto di 0,5, mantenendo quindi un profilo di correlazione contenuta.
Inoltre, le analisi indicano assenza di correlazione con le obbligazioni e una correlazione molto bassa con le materie prime. Nel complesso, questa struttura favorisce il potenziale ruolo dell’asset come elemento di diversificazione all’interno di portafogli multi-asset.
Previsioni Bitcoin attese rispetto alle asset class tradizionali
Secondo le stime diffuse da Bitwise, l’asset potrebbe offrire rendimenti annualizzati del 28% nel prossimo decennio. Il dato si confronta con il consenso di Wall Street, che attribuisce alle azioni un rendimento medio annuo intorno al 6% e alle obbligazioni circa il 5%.
Tra le asset class tradizionali, solo il private equity mostra proiezioni a doppia cifra, con un ritorno atteso vicino al 10% annuo. Tuttavia, tali strategie presentano vincoli di liquidità e accesso che non caratterizzano l’asset digitale quotato su mercati liquidi.
È in questo contesto che Bitwise inserisce le proprie previsioni Bitcoin al 2035, sottolineando come anche ipotesi definite conservative possano condurre a un forte impatto sul profilo rischio-rendimento complessivo dei portafogli istituzionali.
Volatilità in calo e confronto storico con l’oro
Nonostante l’immagine di asset altamente speculativo, la volatilità si è ridotta in modo strutturale dal 2012. Le serie storiche su base rolling a 30 giorni mostrano un trend discendente, pur partendo da livelli molto elevati.
Hougan mette a confronto questo percorso con l’oro nei vent’anni successivi alla fine del gold standard. Anche il metallo prezioso ha sperimentato un lento ma costante calo della volatilità, man mano che il mercato maturava e la base di investitori si ampliava.
Nelle proiezioni di Bitwise, la volatilità della principale criptovaluta continuerà a diminuire, ma a un ritmo pari a circa la metà di quello osservato storicamente. L’ipotesi è di una discesa verso il 33%, rispetto a un livello intorno al 26% per il private equity.
Detto ciò, anche se inferiore al passato, la volatilità resta significativamente superiore a quella dei principali indici azionari e obbligazionari. Per questo, l’asset mantiene un profilo di rischio elevato, ma con una traiettoria di progressiva normalizzazione.
Implicazioni per la domanda istituzionale
L’aumento delle richieste di analisi da parte di grandi piattaforme e comitati di investimento indica che il tema non è più confinato a una nicchia, il che fa diventare le previsioni per il prezzo di Bitcoin più positive. Al contrario, sta entrando nei processi formali di costruzione dei portafogli di lungo periodo.
Inoltre, scelte come quella di Harvard e la rapida crescita degli ETF spot suggeriscono che l’adozione tra investitori professionali potrebbe proseguire, soprattutto se i rendimenti effettivi dovessero confermare, anche solo in parte, le attese formulate da Bitwise.
Nel complesso, le ipotesi alla base delle previsioni Bitcoin al 2035 non si fondano su scenari estremi, ma su un progressivo avvicinamento dell’asset al ruolo di alternativa digitale all’oro, con una volatilità in calo e una bassa correlazione rispetto a gran parte delle asset class tradizionali.

